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Altro che “Rallentamento”: per Confcommercio PIL e consumi a picco nel primo trimestre 2022. Per Draghi e UE tutto bene

Anche Confcommercio, con il suo Ufficio Studi, inizia a vedere i primi segni del famoso “Leggero rallentamento della Crescita” dovuto alla crisi energetica e di cui parla, ottimisticamente, il Presidente del Consiglio Draghi. Ammetto che i dati  dell’associazione del commercio sono perfino peggiori di quelli che, spannometricamente, ci aspettavamo noi, ma comunque faremo le nostre considerazioni più avanti. Trovate il report a questo link.

Che cosa dice il report? Semplice, che il primo trimestre 2022 vedrà un crollo del PIL Italiano pari a -2,4% derivante da un -1.5% di gennaio, -1.7% di febbraio e -1.7% di marzo.

Le motivazioni di questo calo verticale del PIL sono intuibili: l’aumento elevatissimo dei costi energetici manda a zero i consumi voluttuari. Uniamo il fatto che le aziende chiudono perché non c’è possibilità di far fronte ai prezzi energetici troppo elevati e abbiamo un mix perfetto.

I servizi sono ancora ben al di sotto del 2020. Non solo, vediamo anche il continuo crollo di beni come i semi-durevoli (automobili) indice della scarsa fiducia del consumatore nell’effettuar qualsiasi forma di investimento. Interessante anche il fatto che a febbraio 2022 vi sia una contrazione nel consumo di beni, invertendo un trend che si era creato durante la Pandemia, in cui i lockdown distruggevano i servizi (viaggi, ristorazione etc) a favore dei beni. Ora anche questo trend è finito e la stagflazione si mangia anche i beni

Secondo Confcommercio l’attuale crisi energetica, a livello annuo, ridurrà la crescita del PIL dal 3,9% al 2,5%. Probabilmente le valutazione dell’ente di ricerca sono Hic et Nunc.

Personalmente ritengo questa previsione molto ottimista: si basa sulla previsione che la guerra in Ucraina termini con il primo trimestre , o poco più, e che quindi le condizioni del mercato energetico si normalizzino rapidamente. Ritengo questa ipotesi ottimistica. Infatti:

  • Non è detto che non vi sia un peggioramento nei rapporti est – ovest, con ripercussioni maggiori dal punto di vista energetico, ad esempio con sanzioni sul petrolio o sul gas russo;
  • nella migliore delle ipotesi ci vorranno settimane per giungere a un accordo di pace, ma è anche possibile che la situazione si evolva in un guerra di logoramento che, ovviamente, non ci auguriamo.

In questi casi il “Rallentamento”, leggi arretramento del PIL potrebbe colpire anche i trimestri successivi, sino al raggiungimento di un nuovo equilibrio che, per ora, ignoriamo quale possa essere. Tutte le previsioni sono perfette fino a che non si scontrano con la realtà.

Però non preoccupatevi: avete un economista come Presidente del Consiglio.

 

 


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