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Altro che rallentamento, gli investimenti aziendali volano (trainati dall’IA)

Gli ordini di beni capitali USA toccano nuovi record storici a novembre: la spinta dell’IA e dell’industria manifatturiera allontana lo spettro della recessione. Ecco i dati che contano.

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Mentre in molti continuano a scrutare l’orizzonte in cerca di nubi recessive, l’economia reale americana invia un segnale inequivocabile: le imprese stanno spendendo, e lo stanno facendo a livelli record.

Se c’è un indicatore economico importante  per l’economia USA,  non sono le oscillazioni frenetiche di Wall Street, ma gli ordinativi di beni capitali. È lì, tra i macchinari, i metalli lavorati e l’elettronica industriale, che si decide la capacità produttiva di domani. E i dati di novembre 2025, appena rilasciati dal Census Bureau americano, raccontano una storia che lascia poco spazio alle interpretazioni pessimistiche: il motore degli investimenti USA sta girando a pieno regime.

I dati generali: una sorpresa “durevole”

Partiamo dal quadro generale. Gli ordini di beni durevoli prodotti negli stabilimenti statunitensi hanno registrato un balzo notevole a novembre, crescendo del 5,3% rispetto a ottobre e di un impressionante 12,3% su base annua. Certo, in questo numero “monstre” c’è lo zampino del settore aeronautico civile, notoriamente volatile (basta un grosso ordine di aerei per spostare l’ago della bilancia), ma fermarsi a questo dato sarebbe superficiale.

La vera “ciccia” – perdonate il tecnicismo – si trova scendendo nel dettaglio, depurando il dato dalla volatilità dei trasporti e della difesa.

Beni Capitali “Core”: il vero termometro dell’economia

L’indicatore più affidabile per comprendere le intenzioni di spesa delle imprese è quello dei “Core Capital Goods” (beni capitali non destinati alla difesa ed esclusi i trasporti). Questo dato è fondamentale perché anticipa gli investimenti fissi delle aziende nel calcolo del PIL: se le aziende comprano macchinari oggi, prevedono di produrre e vendere di più domani.

Ebbene, gli ordini di beni capitali core sono aumentati dello 0,7% a novembre su ottobre, segnando un progresso del 3,7% negli ultimi cinque mesi e del 5,5% anno su anno. Siamo arrivati a un nuovo record storico di 78,4 miliardi di dollari.

Vediamo questo grafico su dati del censo USA, elaborati da Wolfstreet:

Per dare una prospettiva storica: dopo il caos post-pandemico e l’inflazione che ha caratterizzato il periodo 2020-2022, questo indicatore aveva subito una flessione durata quasi due anni. Tuttavia, dalla metà del 2024, la tendenza si è invertita drasticamente. Quella a cui assistiamo non è un rimbalzo tecnico, ma una nuova fase espansiva che ha superato i massimi precedenti dell’agosto 2022.

Cosa stanno comprando le aziende USA?

Analizzando le sottocategorie, emerge chiaramente come questo boom sia ampio e strutturale, ma con un motore specifico: l’infrastruttura necessaria per l’Intelligenza Artificiale e la reindustrializzazione.

Ecco una sintesi delle performance settoriali più rilevanti:

Settore (NAICS)Variazione Mensile (Nov su Ott)Variazione 5 MesiVariazione AnnualeNote
Prodotti in metallo lavorato+1,0%+3,9%+5,3%Record a $42,4 Mld
Macchinari+0,5%+4,8%+7,7%Record a $40,0 Mld
Computer ed Elettronica+0,2%N/A+5,3%Trend solido
Apparecchiature Elettriche+1,7%+4,2%+6,3%Record a $18,2 Mld

Quindi i beni più prodotti sono beni “veri”, “tangibili” prodotti hardware o di metallo: macchine attrezzature, computer, strutture. Cose vere che indicano un’economia che cresce non sulla carta, ma nella realtà oggettiva.

Il ruolo dell’Infrastruttura IA e la “fisicità” del digitale

È facile pensare all’Intelligenza Artificiale come a qualcosa di impalpabile, fatto di software e algoritmi. Ma l’IA ha bisogno di un corpo fisico imponente: data center, sistemi di raffreddamento, server, cablaggi e una quantità enorme di energia.

I dati sui Macchinari (NAICS 333) sono rivelatori. Questo settore non include solo trattori o trivelle, ma anche la ventilazione industriale, il riscaldamento, il condizionamento (HVAC) e i motori. La crescita del 7,7% su base annua suggerisce che la costruzione di nuove strutture produttive e tecnologiche sta trainando la domanda di macchine per farle funzionare.

Ancora più evidente è il dato sulle Apparecchiature Elettriche (NAICS 335). Con un balzo dell’1,7% in un solo mese e un incredibile +57% accumulato dal novembre 2020 a oggi, questo settore è forse il vincitore assoluto dell’era post-Covid. Non si costruisce una “economia digitale” senza trasformatori, quadri elettrici e cavi per alimentare la “bestia”.

Prodotti in metallo e Elettronica: la base della piramide

Non bisogna trascurare il settore dei Prodotti in metallo lavorato (NAICS 332). Parliamo di forgiatura, stampaggio, saldatura e assemblaggio. Se questo settore cresce (+5,5% da marzo), significa che l’attività manifatturiera di base è in salute. Non si tratta solo di chip ultra-avanzati, ma delle strutture fisiche che sostengono l’economia.

Per quanto riguarda Computer e prodotti elettronici (NAICS 334), sebbene i dati mensili siano volatili (con le classiche “oscillazioni a dente di sega”), la media mobile a tre mesi mostra un trend chiaramente ascendente (+4,6% su base annua). Qui rientrano non solo i computer, ma anche gli strumenti di navigazione, misurazione e controllo, essenziali per l’automazione industriale.

Impossibile frenare ora?

L’analisi di questi numeri porta a una conclusione logica, per quanto scomoda per i profeti di sventura e i critici interni e stranieri. È estremamente difficile immaginare un rallentamento economico significativo finché questo boom degli investimenti aziendali non si esaurirà.

Gli investimenti di oggi sono i cantieri aperti di domani e la produzione dopodomani. C’è un lasso di tempo fisiologico tra l’annuncio di un progetto (come le grandi server farm per l’IA annunciate nel 2025) e la sua trasformazione in ordini effettivi per i produttori. Quello che vediamo oggi nei dati del Census Bureau è la concretizzazione di quei progetti.

Finché le aziende americane continueranno a scommettere sul futuro mettendo mano al portafoglio per acquistare beni capitali record, l’economia USA avrà gambe solide su cui correre. Resta da vedere se l’Europa sarà in grado di agganciare questo treno o se rimarrà a guardare, persa tra vincoli di bilancio e scarsa propensione all’investimento industriale.

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