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Almeno un milione di Newyorkesi frequenterà le mense dei poveri

Nel settimo mese della pandemia di virus, New York City è ancora allo sfascio, con oltre mezzo milione di residenti disoccupati mentre il crollo delle piccole imprese continua. Broadway è chiusa, gli uffici di Manhattan sono vuoti mentre domina il lavoro a distanza, la criminalità violenta è in aumento e un esodo di persone dalla città ha creato una tempesta perfetta di caos economico che darà la caccia a molti newyorkesi per anni.

Un sottoprodotto della recessione economica indotta dal virus è l’insicurezza alimentare e abitativa per milioni di persone nell’area dei tre stati (New York, New Jersey e Connecticut) . La crisi epidemica sta lasciando profonde cicatrici con la cancellazione di moltissimi posti di lavoro permanenti; alcuni lavoratori poveri potrebbero non riprendersi mai, mentre altri potrebbero impiegare anni per risollevarsi.

L’insicurezza alimentare e abitativa sarà, o dovrebbe essere, un argomento centrale nella cronaca anche politica poiché milioni di persone nell’area dei tre stati stanno soffrendo la miseria fin da prima  delle vacanze. La Community FoodBank del New Jersey già da mesi aveva avvertito che si aspettava almeno un milione di abitanti dello stato costrette a soffrire la fame.

Ora il problema si sta diffondendo sempre più. Secondo FOX 5 New York, si prevede che almeno un milione di newyorkesi sperimenteranno o sperimenteranno presto l’insicurezza alimentare, cioè, per semplificare, farà in qualche la modo la fame, o si troverà a non nutrirsi adeguatamente. Alexander Rapaport, direttore esecutivo della rete di mense per i poveri di Masbia, ha detto: “Abbiamo già fatto disastri, ma niente è nemmeno vicino a quello che stiamo vivendo ora”, riferendosi alle lunghe file nei banchi alimentari in tutta la città è fin troppo comune. Il numero di indigenti serviti da questa organizzazione no profit è aumentato del 500%.

Lo stesso NYT, giornale sempre molto leggero nel giudicare l’amministrazione della Grande Mel , si aspetta 1,5 milioni di persone costrette a ricorrere a qualche forma di aiuto alimentare nei prossimi mesi. Gran parte di chi si sta recando già alle mense dei poveri non sono dei completi indigenti, ma semplicemente gente che non riesce ad arrivare a fine mese e che magari si reca una volta alla settimana alla mensa per migliorare il proprio magro budget. Lavoratori ridotti al part time o la impieghi temporanei.

Presto inizierà un’ondata di sfratti legati alla fine degli aiuti governativi per il covid-19, e la crisi verrà perfino a peggiorare. Feeding America, una catena di food bank per i poveri, si aspetta di terminare le proprie scorte e disponibilità entro i prossimi 12 mesi. Che cosa succederà quando la gente sarà alla fame?


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