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Allodole allo specchio, allodole allo spiedo

Scena uno: siete a casa, di notte, e un ladro sta cercando di sfondare la porta di ingresso; digitate il 113 e l’operatore vi consiglia di lucidare il pavimento. Scena due: scoppia un incendio e chiamate subito i pompieri; il centralinista vi ricorda di innaffiare le petunie. Scena tre: vi trasportano in ospedale per l’appendicite; i sanitari vi rimandano a casa con una crema per il viso. Che senso hanno queste scene senza senso? Uno solo: quel poliziotto vuole che voi siate derubati, quel vigile del fuoco vuole che la vostra casa finisca in cenere, quell’infermiere vi vuole dolenti, o addirittura morti. In tutti e tre i casi, qualcuno, teoricamente buono, vi vuole praticamente male.

Adesso, passiamo dagli esempi teorici alla quotidiana concretezza. Scena quattro. Siamo letteralmente in balia di almeno tre emergenze assolute: una sociale, una politica, una democratica. Quanto alla prima, viviamo in un mondo malato dove fiumi di soldi inondano le sponde di pochissimi eletti mentre, per la stragrande maggioranza delle persone, è già un lusso mettere insieme il pranzo con la cena. Quanto alla seconda, le decisioni non sono più popolari e partecipate, ma delegate a un’aristocrazia “elevata” di istituzioni transnazionali ed extraterritoriali. Quanto alla terza, il diritto di parola è sequestrato da spazi digitali privati sempre più attenti a censurare soprattutto chi denuncia la mancanza di giustizia sociale, di agibilità politica e di libertà di espressione.

Il momento è grave, e pure serio. Ma se date retta ai cani da guardia della democrazia (media generalisti) o se ascoltate le campagne per i “diritti civili” patrocinate da “intellettuali”, attori, cantanti, nani e ballerine dello show business vi dovreste preoccupare piuttosto: dell’identità di genere, del razzismo diffuso, della rivoluzione green e del vaccino universale. Come vedete, a conti fatti, ci troviamo in una situazione identica, se non peggiore, alle tre scene paradossali descritte all’inizio.

I padroni del vapore non solo “non si accorgono” delle vere, micidiali emergenze, ma ci esortano a preoccuparci per questioni irrilevanti, per problemi inesistenti, per priorità risibili. E il motivo è esattamente lo stesso per cui l’operatore, il centralinista e il sanitario delle storielle di apertura vi davano  suggerimenti assurdi e opposti alle vostre vere esigenze. Infatti, mentre la governance del mondo è sempre più impegnata a concentrare il potere, monopolizzare la ricchezza, ridurre la democrazia, comprimere la libertà,  l’apparato dell’informazione e della manipolazione (organizzate) fa da palo alla rapina.

Come? Dividendoci in base a schieramenti dialettici artefatti (uomini contro donne, bianchi contro neri, etero contro trans), imponendoci un’agenda dei “lavori” studiata a tavolino (il gender gap, il digital divide, il climate change). In definitiva, “addestrandoci” ad abbaiare al “dito” di questioni secondarie per impedirci di vedere la “luna” dello scippo in atto di giustizia, democrazia e libertà.

Però, abbiamo un cartina di tornasole per orientarci: basta ricordarsi che, in genere, le urgenze di cui strilla l’informazione “ufficiale”, e a cui ci richiamano le superstar del circus mediatico sono specchietti per le allodole. Purtroppo, molte di quelle allodole – mentre vengono cucinate allo spiedo – a quello specchio si rimirano, cinguettando felici, orgogliose della propria vocazione democratica.

Francesco Carraro

www.francescocarraro.com


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