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Alcune considerazioni sugli avvenimenti dei giorni scorsi vanno fatte prima che la memoria, molto labile, degli italiani svanisca.

Nella foto distribuita dall'ufficio stampa il 31 luglio 2014 la Rainbow Warrior, nave simbolo di Greenpeace, entrata in azione nel mar Adriatico presso la piattaforma petrolifera Rospo Mare B, di propriet‡ Edison ed Eni. ANSA/UFFICIO STAMPA GREEN PEACE +++NO SALES - EDITORIAL USE ONLY - NO ARCHIVE+++

La prima riguarda il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Qualche giornalista ha detto che la sua è stata una scelta saggia e di fine equilibrio politico. A me pare invece che l’idea di votare alle nove di sera, con una clamorosa rottura della prassi che in Italia ha sempre visto i Presidenti della Repubblica tra i primi a votare, sembra invece una furbatella cerchiobottista di certa italietta dove dominano sempre i furbetti del quartierino.

La mia famiglia mi ha insegnato invece che più si è capaci e fortunati e più si ricoprono incarichi elevati nella vita maggiori sono le responsabilità e i doveri e pochi i diritti. Mi hanno insegnato che un barbone per certi versi è più libero di esprimersi, nei modo e nei contenuti, di chi ricopre cariche importanti. Certo Mattarella gode, come tutti, della libertà di pensiero, ma gli obblighi derivanti dalla carica che ricopre gli avrebbero imposto maggior rispetto dell’istituzione che rappresenta. Questa piccola furbata lo fa più assomigliare a un impiegato renziano che al massimo tutore dei diritti di tutti gli italiani. Non si lamenti poi dell’antipolitica sempre più diffusa perché in questa circostanza ha contribuito non poco ad alimentarla. A futura memoria ricorderemo il suo comportamento odierno quando si voterà ad ottobre sul referendum, e nelle prossime elezioni. Vedremo se e con quale autorevolezza inviterà al voto e vedremo a che ora sarà presente ai seggi e cosa dirà.

A quanto detto da Renzi, che è contento di aver salvaguardato 11.000 posti di lavoro, mi permetto di ricordare che alcuni servizi televisivi hanno fatto vedere sostanze giallastre che si scaricano impunemente dalle piattaforme in mare. Altri che le cozze, utilizzate come rilevatori dell’accumulo di sostanze inquinanti, sono state sostituite. Così come mi preme ricordargli che in Lucania alcuni dirigenti del locale centro oli dell’ENI sono sotto inchiesta e agli arresti per smaltimento illegale di rifiuti tossici. E’ questa la qualità del lavoro che intende salvaguardare?

Per carità di patria mi astengo dal dire quello che penso sia di chi materialmente compie questi delitti, sia di chi ordina di farli. Scusate siamo in uno stato di diritto? Chi è costretto a compiere questi reati ha diritto di denunciare alla magistratura quanto avviene? I sindacati dell’ENI cosa dicono? Perché valgono più questi posti di lavoro che le migliaia di lucani costretti ancora oggi e dopo venti anni di estrazione ad emigrare? Perché valgono più questi posti di lavoro che la salute di 70.000 abitanti della val D’Agri? A San Donato ci sono 7 palazzi uffici. Ogni giorno ci lavorano decine di migliaia di colletti bianchi che godono anche di una centro sportivo con i fiocchi e che, sono certo, nei super mercati della zona acquistano prodotti bio. Capisco perché lì ha votato solo il 28%.

Forse caro Renzi dovrebbe chiedere a Descalzi e Marcegaglia di costruire in Val D’Agri un ottavo palazzo uffici, visto che li si estrae il’80% del petrolio nazionale, di trasferirci la direzione generale, di andarci ad abitare e costruirsi una paio di mega ville con giardino annesso, dove poter coltivare prodotti bio, vicino al COVA di Viggiano.  Qualcuno dirà: che c’entra con il referendum? Forse se Renzi avesse detto: ‘il petrolio ci serve ma faremo di tutto per assicurare che le estrazioni avvengano nel pieno rispetto delle norme e collaboreremo al massimo con la magistratura per fare piena luca su quanto avviene in Lucania e non solo’ avrebbe ragione. Ma a qualcuno risulta che lo abbia detto? A me risulta invece che ci sia lo stesso ricatto che ha consentito alla famiglia Riva, vedi acciaierie di Taranto, di lucrare fortune enormi sulla pelle dei tarantini. Come l’ENI oggi. Per risparmiare si violano le leggi a dispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini.  Cosa c’entra tutto questo con i posti di lavoro? Per i benefici di pochi avidi (azionisti ENI e ILVA) si sacrificano intere popolazioni. Se proprio si deve estrarre lo si faccia nel pieno rispetto della legge.

Mentre ci siamo mi viene voglia di dire al 70% degli italiani che a votare non sono andati che dovrebbero piantarla di farsi i fatti propri con il sedere degli altri, e poi lamentarsi anche per il malaffare e la corruzione.

A tutti questi vorrei chiedere se consentirebbero ad un loro ospite di utilizzare il loro bagno e di lasciarlo pieno di cacca, piscio e vomito. Ecco quello che sta avvenendo in Lucania. I petrolieri, accolti a braccia aperte dai lucani alla fine degli anni ottanta, stanno facendo diventare una delle terre più belle d’Italia una lurida latrina.

Renzi si lamenta della stampa e dei talk show. Ho sessanta anni e nella mia vita non riesco a ricordare una stampa più appiattita sul governo di quella attuale. Marcello Sorgi, che da fine intellettuale quale non è e non è mai stato, disprezza i lucani e per farlo cita Cristo si è fermato ad Eboli. Due sono i casi: o non ha letto il libro o non lo ha capito! Un altro giornalista della tv, pubblica, che afferma che si vota solo in alcune regioni, qualcun altro che dice che la Lucania non ha il mare, e in genere tutti a sproloquiare senza informarsi. Scalfari su Repubblica che dice che si tratta di una questione che riguarda solo alcune regioni: mamma mia, se è così allora tutte la fiscalità delle estrazioni deve fermarsi lì dove si estrae, se è così ogni regione decida autonomamente se come e quando e quanto estrarre.

Caro Renzi, o menti sapendo di mentire o sei in buona fede e allora sei scemo. In entrambi i casi inadatto a governarci.

Una ultima considerazione riguarda i partiti nazionali. Del PD tutto si è detto. Degli altri chi si, chi no, chi forse! Tutti accomunati da un tiepido interesse e da mani mollicce. Onore al merito al M5S, che praticamente da solo ha difeso le ragioni del SI, a Emiliano e a Zaia e a qualche deputato regionale lucano  ma soprattutto ai quattro comitatini e ai pochi veri giornalisti lucani che da tempo informano i cittadini sulla situazione delle estrazioni, e grazie ai social network che consentono di far circolare le informazioni sepolte dalla stampa. Caro Speranza se in Lucania si è superato il quorum lo si deve a questi e non certamente a te che da segretario regionale del PD di petrolio non hai mai sentito l’esigenza di occupartene ne a Rai 3, da sempre al vostro servizio.

Pietro De Sarlo

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