Economia
Accordo India Ue, reazioni entusiaste da commissione e Pe, una svolta storica..?

Dopo la firma dell’importante accordo commerciale, oggi a New Delhi, tra la Ue e India, la presidente Ursula Von der Leyen si è lasciato andare ad un affermazione certamente forte ” abbiamo fatto la storia”. Perchè se è vero che dal punto di vista non solo economico ma anche strategico, si tratta di un accordo di un notevole rilievo, occorre forse andarci cauti con le frasi roboanti, anche e soprattutto alla luce di quello già accaduto con il recente accordo col Mercosur. L’apertura di un mercato come quello indiano però apre, senza dubbio, prospettive interessantissime per molti settori del nostro made in Italy. Ed è per questo che sulla buona riuscita dell’accorso ha senza dubbio avuto un ruolo gli ottimi rapporti che la premier Giorgia Meloni ha da subito instaurato con il premier indiano, Narendra Modi.
L’accordo ridurrà in maniera sostanziale le barriere tariffarie e non tariffarie, tagliando dazi per 4 miliardi di euro e riducendo tariffe, spesso proibitive, per le esportazioni dell’agroalimentare europeo. Facciamo qualche esempio: i dazi sui vini passeranno dal 150% al 75% all’entrata in vigore dell’accordo e, nel tempo, scenderanno ancora a livelli fino al 20%. I dazi sull’olio d’oliva scenderanno dall’attuale 45% allo 0% in cinque anni. I settori agricoli europei sensibili, assicura la Commissione Ue, saranno “pienamente protetti”: tutte le importazioni dall’India “continueranno a essere soggette alle rigorose norme Ue in materia di salute e sicurezza alimentare”.
Entrambe le parti hanno infatti concordato di escludere i prodotti agricoli più sensibili dalla liberalizzazione. La Ue mantiene i suoi attuali dazi su prodotti sensibili come carne bovina, zucchero, riso, carne di pollo, latte in polvere, miele, banane, grano tenero, aglio ed etanolo. Aprirà invece contingenti calibrati per le importazioni di carne ovina e caprina, mais dolce, uva, cetrioli, cipolle essiccate, rum a base di melassa e amidi. L’accordo include un meccanismo di salvaguardia bilaterale, che fornisce una risposta mirata “nell’improbabile” caso di perturbazione del mercato derivante.
Ecco allora che alla luce di tutto ciò non si èuò che non dare ragione alla Von der Leyen e a chi come l’onorevole Carlo Ciccioli del gruppo Ecr, ha parlato di sfida epocale “L’accordo commerciale tra Unione europea e India può essere ben definito come epocale perché apre uno scenario nuovo e potenzialmente molto favorevole per l’economia europea e, in particolare, per il Made in Italy. Parliamo di un mercato immenso, vista la crescita demografica del sub-continente indiano, primo al mondo con 1.450 milioni di abitanti (1,5 miliardi nel prossimo decennio) caratterizzato da fasce ricche e di ceto medio di milioni e milioni di persone, che quindi può rappresentare un’alternativa strategica senza eguali per l’export italiano, se fidelizzato, soprattutto per le nostre eccellenze agroalimentari”.
L’India insomma rappresenta un mercato di sbocco fondamentale per molti prodotti europei alla luce anche delle crescenti difficoltà che ci sono con Usa, Cina e con gli stessi paesi dell’America latina, dopo il rinvio della ratifica sull’accordo sul Mercosur operato alla corte di giustizia europea, soprattutto per i prodotti agricoli e per i settori in difficolta come l’automotive e l’industria pesante europea “È un segnale molto positivo per la nostra filiera agroalimentare, che ha qualità, sicurezza e tracciabilità come punti di forza. In attesa di leggere nel dettaglio i contenuti dell’accordo Ue-India, verificando la presenza delle tutele reali per i nostri produttori, nel rispetto degli standard europei e della reciprocità, non si può non registrare la nascita di una reale alternativa per il nostro export che potrà imprimere una fortissima accelerazione all’economia italiana ed europea, una volta concluso l’iter di approvazione dell’accordo” conclude Ciccioli-.
Molto positivo anche il commento sulla firma dell’accordo commerciale, da parte del vicepresidente della Ue, Raffale Fitto che ha parlato di scelta strategica storica ” L’accordo garantira’ un significativo vantaggio competitivo per settori chiave europei, offrendo alle nostre imprese un accesso privilegiato al Paese piu’ popoloso al mondo e alla grande economia in piu’ rapida crescita. – prosegue Fitto – E’ una scelta strategica dell’Europa: apertura, cooperazione e nuove opportunita’ per imprese e cittadini.
Molto positivo anche il commento del ministro del made in Italy Adolfo Urso “L’Europa deve lavorare a tutelare la produzione interna, a tutelare il mercato interno ma nel contempo anche ad aprire nuovi mercati. Se l’accordo con l’India presenta criticità? “Vedremo poi nei dettagli, ci sarà sicuramente qualcosa da migliorare, però visto che ha già messo da parte la produzione agricola, per quanto riguarda alcuni prodotti italiani anche agricoli, come il vino e l’olio, si apre a mercati importanti, soprattutto per quanto riguarda tutta la nostra meccanica, che è la principale voce delle nostre esportazioni”, precisa. “Ancora abbiamo visto soltanto qualche dichiarazione Dobbiamo vedere poi i documenti, analizzarli con le nostre associazioni d’impresa, confrontarci nel governo con gli altri colleghi europei. È iniziato un percorso, però la direzione è quella giusta”, ha sottolineato il ministro.










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