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I Russi cancellano comando dei ribelli in Siria. Segnale verso la guerra in Caucaso?


In una dimostrazione di forza senza precedenti, la scorsa settimana gli aerei da guerra russi avrebbero lanciato attacchi devastanti contro una roccaforte militante sostenuta dalla Turchia nel nord della Siria, uccidendo fino a 100 combattenti. È stato un duro colpo per le risorse militari per procura di Ankara nel paese arabo.

Gli attacchi aerei hanno segnato la fine di un cessate il fuoco  che durava da sette mesi, Ricordiamo che la Russia aveva negoziato questo accordo con la Turchia per trovare una soluzione al conflitto siriano-turco e prevedeva di  mantenere una zona di de-escalation nella provincia nord-occidentale di Idlib in Siria. La tregua mediata dalla Russia è stata un rallentamento per l’esercito siriano che poteva schiacciare in pochi giorni i ribelli appoggiati d Ankara, ma che ha dovuto accettare un’area a protezione turca nel proprio territorio.

Secondo quanto riferito, negli attacchi di questa settimana si è trattato di un’operazione congiunta tra le forze armate siriane e il loro alleato russo. Ciò suggerisce che Mosca stia dando a Damasco il via libera per riprendere la sua offensiva per reclamare tutto il suo territorio dai ribelli sostenuti dalla Turchia. I guanti si stanno staccando di nuovo, a quanto pare.

Secondo quanto riferito, l’obiettivo era il principale campo di addestramento del gruppo islamista Faylaq al Sham, noto anche come Sham Legion. I media occidentali si riferiscono al gruppo come “ribelli moderati” ma è in combutta con noti affiliati terroristici, come Ahrar al Sham e Jaysh al Islam. È anche associato all’abito di propaganda jihadista, i cosiddetti caschi bianchi.

Secondo quanto riferito, la Legione Sham è è il fulcro della rete di controllo turco sulla varie milizie islamiche dell’area, una specie di coordinatore di un pulviscolo di manipoli che ora restano più sciolti ed isolati.

Il fatto che Russia e Siria lanciano un blitz così polverizzante contro un’importante risorsa turca può essere visto solo come un enfatico monito ad Ankara. Qualcosa legato al settore mediorientale? NO, dato che le cose stavano andando, tutto sommato, piuttosto bene, quanto invece un avvertimento su quanto sta accadendo nel Caucaso.

Non c’è dubbio che il sostegno della Turchia all’Azerbaigian stia alimentando il conflitto. La retorica bellicosa di Ankara sulla liberazione del Nagorno-Karabakh dall’etnia armena ha incoraggiato l’Azerbaigian a perseguire una soluzione militare.

La Turchia ha armato il suo storico alleato Azerbaigian con armi avanzate, come missili e droni, oltre a fornire caccia F-16. Ci sono rapporti credibili secondo cui la Turchia ha trasferito migliaia dei suoi beni mercenari dal nord della Siria per combattere a fianco delle forze azere.

Ci sono anche rapporti secondo cui la Turchia ha dispiegato oltre 1.200 delle proprie forze speciali nella regione montuosa del Karabakh, L’appoggio crescente della Turchia è probabilmente dietro ai te falliti tentativi di tregua, organizzati sia dai russi  sia dagli americani, e saltati quasi immediatamente. Si dice ce l’appoggio di Erdogan a Baku sia stata una vendetta per il salvataggio di Assad in Siria. Se questo era il piano rischia di diventare un boomerang.


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