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PERFINO LE BANCHE SI RIBELLANO ALL’ASSURDITA’ DELLE NORME BANCARIE

 

 

 

bank crisis

 

 

Già da tempo avevamo indicato l’assurdità delle norme contabili imposte dal comitato di Basilea per la supervisione bancarie, le famose Basilea I, II e presto anche III. Queste norme, create apparentemente sulla spinta del G 20 e dei ministri delle finanze europee, avevano come scopo quello di rafforzare i sistemi bancari , proprio dopo la crisi del 2007. Il problema è che i presupposti alla base del ragionamento erano completamente sbagliati: infatti il rafforzamento doveva essere raggiunto, secondo il comitato e soprattutto tramite le sue guide , tramite due fallaci sentieri:

a) l’aumento della capitalizzazione;

b) la responsabilizzazione degli azionisti e dei risparmiatori tramite la direttiva BRRD, che carica le perdite su queste due figure.

Si trattava di due presupposti completamente sbagliati. Il primo perchè equivale a pensare che una fabbrica di auto è più sicura perchè ha più acciaio nei propri magazzini. La raccolta, sia di risparmio sia di capitale, è  la materia prima per una banca  e , se non viene impiegata  si trasforma in un costo, esattamente come un magazzino pieno di lastre d’acciaio inutilizzate lo sarebbe per una casa automobilistica. Come ho scritto in precedenza, si giungerebbe al paradosso che il vostro materasso, con qualche banconota, sarebbe la banca più sicura perchè più capitalizzata. Peccato non sia una banca….

La seconda strada, quella della responsabilizzazione degli azionisti, si è rivelata ancora maggiore: neanche nelle banche popolari, a voto capitativo, gli azionisti avevano un controllo sulla gestione, figuriamoci poi nei grandi gruppi bancari ! Responsabilizzare gli azionisti ed i risparmiatori è stato un po’ come togliere ABS ed ogni apparato di sicurezza da tutti i pulman di linea, nella speranza che, per corre meno pericoli, i passeggeri scegliessero quelli con gli autisti migliori. Peccato che , prima di sapere , che ne sapevano gli utenti delle qualità di guida dell’autista, e , soprattutto, magari non hanno neppure le conoscenze di guida per poterlo giudicare prima di schiantarsi in un  burrone. Ecco , la BRRD ha ottenuto lo stesso risultato: gli azionisti e gli obbligazionisti comuni non hanno alcun controllo sul CDA, come potevano influenzarne le scelte ?

Per fortuna, almeno per il primo punto, l’assurdità delle norme del Comitato di Basilea comunica ad essere contestato dalle stesse banche. Come riportato dal sito di economia Bloomberg, che potete leggere qui, vi è stata una vera e propria ribellione delle banche contro la tendenza ad aumentare le richieste di capitalizzazione. Nello specifico la rivolta è stata portata avanti dalle banche europee e giapponesi contro l’intenzione di limitare i la libertà dei cosiddetti “Modelli interni di valutazione del rischio”, sistemi di valutazione qualitativa del credito che possono differenziarsi da quelli standard previsti dal comitato. A spingere per questa limitazione è la FED, spinta, a proprio dire, dalla necessità di standardizzare le regole ed evitare i trucchetti. Previsione apparentemente ragionevole, ma che porterebbe diverse banche europee a dover aumentare fino al 70% la propria capitalizzazione esattamente quando il mercato le mette sotto pressione.

Noi riteniamo che la solidità delle banche, più che con finte norme di capitalizzazione, si possa raggiungere con un mix di redditività, efficienza, scientificità nell’approccio al rischio, applicazione stretta dei controlli ispettivi e soprattutto brutalità nel processi punitivi per chi ha sbagliato. Parlo di brutalità , anzi di draconiana brutalità, con ragion veduta: nulla è più dissuasivo per  un avido banchiere  che la prospettiva di perdere tutto il proprio malguadagnato patrimonio al minimo errore.

 

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