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L’ignoranza criminale dei sindacati, ovvero degli “spingitori di lavoratori”

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E siamo ad un altro Primo Maggio, la festa dei lavoratori, il giorno in cui i sindacati sono in vetrina ed i loro capi, sussiegosi e compresi dal ruolo, formulano critiche al Governo e ci informano che la ripresa non c’è,  che i diritti dei lavoratori sono stati compressi, che il Jobs Act non funziona, che Renzi spara balle, ed altre ovvietà. Poi alla fatidica domanda su cosa deve essere fatto le risposte variano immancabilmente da un nuovo patto sociale, una cooperazione maggiore con i sindacati perché dalla crisi si esce tutti assieme, a una nuova politica economica più attenta al lavoro e meno ai voleri di Confindustria (lo storico nemico…). Permettetemi una sintesi: tutte cazzate.

Nessuno, dico nessuno, ai vertici delle organizzazioni sindacali punta il dito più in là del ristretto confine nazionale. La lotta, quasi sempre terminante con una sconfitta, è con le singole aziende nel territorio che decidono di chiudere, delocalizzare o che improvvisamente (…!) decidono di licenziare parte dei loro dipendenti o chiedere tagli salariali consistenti per rimanere aperti o per non spostarsi altrove. Mai una volta che i sindacalisti si chiedano come mai le aziende si comportano così. Probabilmente in cuor loro pensano che sia la cattiveria insita nel datore di lavoro, nel padrone, che è naturalmente portato allo sfruttamento del dipendente per motivi ideologici o genetici.

Al massimo lo sguardo severo e corrucciato si rivolge al potere politico nazionale, alla sua ignavia e protervia, al suo non perseguire gli interessi dei lavoratori, alla sua contiguità con quei padroni brutti e cattivi, alla sua legislazione punitiva per favorire gli interessi degli industriali italiani alla flessibilità del lavoratore.

Il lavoratore…: l’oggetto commosso delle loro attenzioni, delle loro denunce per i troppi incidenti sul luogo di lavoro, per lo sfruttamento, per la precarietà che lo affligge. La loro ragione di esistere, il soggetto a cui danno il loro sostegno con le lotte, gli scioperi, i picchetti le manifestazioni, le dichiarazioni del Primo Maggio… Quello che hanno tradito e continuano a tradire.

Lo hanno tradito perché, in nome di un progetto europeo che i sindacati hanno voluto credere a favore dell’unione dei lavoratori, con una moneta unica che hanno voluto credere fosse a favore della conservazione del potere d’acquisto (via tutte quelle brutte svalutazioni che fanno tanto male al salariato, alla vedova ed al pensionato!), hanno appoggiato e fatto digerire ai loro rappresentati un sistema dove il capitale impera, dove il ricatto della delocalizzazione funziona al meglio, dove la concorrenza fra Stati si poggia completamente sul costo del lavoro. E lo continuano a tradire, evitando accuratamente di capire che le politiche italiane, i poteri italiani, non esistono: sono cinque anni che la nostra agenda politica ha due riferimenti vincolanti, la lettera della BCE dell’agosto 2011 al Governo Berlusconi, ma applicata da Monti, Letta e Renzi, e lo studio di J.P. Morgan del maggio 2013 che Renzi sta applicando ora. La prima ha dettato tutte le riforme economiche e sociali attuate dal 2012 ad oggi: la riforma Fornero, Il JobsAct, la riforma della P.A., i tagli lineari alla spesa pubblica, fatti passare col nome di “spending review”, tutto era indicato ed ordinato (sono “suggerimenti” che non si possono rifiutare…) nella missiva dell’Istituto di Francoforte. La seconda ha “suggerito” tutte le riforme istituzionali: la legge elettorale che rafforza un unico schieramento/partito con un premio di maggioranza esagerato, l’eliminazione di una Camera dal processo formativo delle leggi, il rafforzamento dell’esecutivo che acquisisce di fatto il potere propositivo legislativo, trasformando il Parlamento in un mero organo di approvazione e promulgazione di leggi fatte altrove (spesso nelle segreterie dei partiti), un’efficiente cinghia di trasmissione dei decreti legge varati dal governo, in violazione di qualsiasi principio costituzionale, anche la regolamentazione più restrittiva e punitiva del diritto di sciopero, tutto era auspicato ed indicato nel paper della Banca d’affari statunitense.

E non capiscono che ciò è stato possibile solo perché siamo nell’Europa e nell’euro: i ricatti dei Mercati (o fate le riforme o lo spread sale), delle agenzie di rating (o approvate la riforma costituzionale o vi degradiamo ed uscite dal QE), della Commissione europea (o fate le riforme o non vi approviamo il bilancio e non vi permettiamo maggiore flessibilità sul deficit), sono attuabili e concreti solo perché rimaniamo in questo delirio infernale. Ignorare questo, continuare a ripetere ai lavoratori che i loro problemi non nascono dall’Europa (che ci raddrizza e ci moralizza) e dall’euro (che è solo una moneta e poi fuori saremmo distrutti, diverremmo il terzo mondo europeo), ma dalla Electrolux cattiva o dalla Saeco avida e cinica, significa condannarli a diventare nuovamente dei servi, senza diritti e senza speranza per il futuro.

L’ignoranza di questi tempi è criminale e non può essere più tollerata.

I sindacati italiani paiono, usando una metafora alla Corrado Guzzanti, dei “spingitori di lavoratori”: questi ultimi stanno in una stanza con le pareti che si avvicinano sempre di più, perché c’è un meccanismo in alto che le guida (come nei romanzi gotici alla Edgar Allan Poe) ed i sindacalisti stanno fuori al riparo ed incitano i lavoratori,  non a fare una scala umana per fermare il meccanismo in alto, ma a spingere contro le pareti per fermarle, ottenendo a volte un rallentamento delo schiacciamento, salutato come una vittoria, ma evidentemente una vittoria effimera, visto che l’ingranaggio che li distruggerà è ancora perfettamente funzionante. Se qualcuno più accorto indica in alto il meccanismo come causa dell’avanzamento delle pareti e cerca di avvertire i sindacalisti, questi lo rimproverano che perde tempo, che bisogna solo spingere più forte e non lasciarsi sviare da falsi problemi.

Quando le pareti si saranno chiuse ed i lavoratori saranno stati definitivamente schiacciati i sindacalisti capiranno, troppo tardi,  che senza questi la loro esistenza è inutile e quel potere che qualcuno avrà conseguito per aver tenuto docili ed in riga, sviandoli dalla vera lotta, i suoi iscritti, sarà loro tolto: gli utili idioti, quando non servono più, vengono eliminati.

Buon Primo Maggio e mi raccomando, godetevi il concerto…

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