Attualità
Winston Churchill rimosso dalle banconote: la Bank of England lo sostituisce con animali selvatici
Il Regno Unito cancella Churchill e i suoi eroi dalle sterline per fare spazio a lontre, falchi e uccellini: l’ennesima rinuncia ai simboli storici nazionali
La Bank of England ha deciso di rimuovere Sir Winston Churchill dalle banconote britanniche. Il grande Primo Ministro che salvò l’Europa dal nazismo verrà sostituito da immagini di animali selvatici: lontre, falchi pescatori, scoiattoli rossi o magari qualche uccellino. Non è un dettaglio. È l’ennesimo caso in cui il Regno Unito rinuncia consapevolmente ai suoi simboli storici nazionali in cambio di fauna da documentario.
La notizia è ufficiale. Entro pochi anni le nuove banconote da 5, 10, 20 e 50 sterline avranno sul retro solo animali autoctoni. Sul fronte resterà soltanto il ritratto del monarca: l’ultimo simbolo nazionale che la Bank of England non ha ancora osato toccare. Tutto il resto – Churchill, Jane Austen, J.M.W. Turner, Alan Turing – sparisce. Una consultazione pubblica del 2025 ha decretato che il tema “natura” è il più amato (60% dei voti), battendo di gran lunga figure storiche, arte e cultura. E il panel di esperti della banca, guidato tra gli altri dal bird-watcher Nadeem Perera, ha definito la scelta «significativa» e «overdue», cioè in ritardo da tempo.
Perera ha spiegato: «La fauna del Regno Unito non è separata dalla nostra cultura». Peccato che per secoli quella stessa cultura sia stata raccontata proprio dagli uomini e dalle donne che ora vengono rimossi. Churchill non era solo un politico: era il simbolo della resistenza britannica. Turing ha costruito le basi dell’informatica moderna mentre decifrava i codici nazisti. Austen e Turner incarnavano l’anima letteraria e pittorica dell’Inghilterra. Oggi tutto questo viene accantonato per fare posto a una lontra che mangia un granchio. Sembra quasi una parodia.La motivazione ufficiale è tecnica: aumentare la resistenza alla contraffazione.
Victoria Cleland, Chief Cashier della Bank of England, sostiene che la natura si presta meglio alle nuove tecnologie di sicurezza. Può darsi. Ma è curioso che proprio mentre si cercano soluzioni anti-falsificazione si scelga di cancellare proprio le figure che per generazioni hanno rappresentato l’identità del Paese.
Non è la prima volta che la Bank of England si piega alle mode del momento. Nel 2013 fu accusata di sessismo perché sulle banconote c’erano solo uomini (oltre alla Regina). Poi nacque la campagna “Banknotes of Colour” perché mancavano le minoranze etniche. Ora, invece di trovare un equilibrio, si passa all’estremo opposto: via la storia, benvenuti gli animaletti.
È uno schema che si ripete. La Royal Bank of Scotland ha già messo sulle sue banconote sgombri, lontre e scoiattoli rossi. La Bank of England ha precisato che terrà conto della rappresentanza delle quattro nazioni (Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord). Ma il messaggio di fondo resta lo stesso: i grandi personaggi che hanno costruito il Regno Unito non sono più considerati abbastanza “inclusivi” o “moderni”.
Meglio un falco pescatore. Più neutro. Più ecologico. Meno controverso.Questa estate partirà una nuova consultazione pubblica per scegliere quali specie selvatiche (niente animali domestici, sia chiaro) finiranno sulle banconote. Gli esperti parlano di sensibilizzazione sulla biodiversità, di celebrazione della natura minacciata dal cambiamento climatico. Parole bellissime. Ma mentre ci si commuove per la lontra, si cancella senza troppe cerimonie l’uomo che fermò Hitler.
Sembra quasi che celebrare la storia nazionale sia diventato imbarazzante, mentre esaltare un uccellino sia invece virtuoso e moderno.Non è solo una questione di banconote. È l’ennesimo segnale di un Regno Unito che, dopo la Brexit e anni di dibattiti identitari, sembra voler diluire i suoi simboli più potenti. Resta il Re. Tutto il resto – gli eroi, gli scrittori, gli scienziati che hanno reso grande il Paese – viene progressivamente messo da parte. In cambio? Uccellini e lontre. Simboli innocui, politicamente corretti, impossibili da contestare.
Molti saluteranno la scelta come un passo avanti: più verde, più inclusivo, più attento all’ambiente. Altri, però, non possono fare a meno di chiedersi se non stiamo assistendo a una lenta cancellazione della memoria collettiva. Quando le banconote che passano di mano in mano ogni giorno smettono di raccontare Churchill e Turing per raccontare solo la fauna selvatica, che messaggio stiamo dando alle nuove generazioni? Che il passato è ingombrante e che l’identità nazionale va riscritta con zampe e ali invece che con imprese e idee?
La Bank of England insiste: è solo una questione di sicurezza e di “celebrare diversi aspetti del Regno Unito”. Ma quando la storia viene rimossa con tanta disinvoltura e sostituita da animali, è difficile non vedere anche un chiaro messaggio politico e culturale. Il Regno Unito, ancora una volta, sceglie di mettere da parte i suoi simboli storici nazionali. E lo fa sorridendo, come se fosse un progresso.Domani, quando tireremo fuori dal portafoglio una banconota da 20 sterline, non vedremo più il volto severo di Churchill che ci ricorda chi siamo stati. Vedremo forse una lontra. O un falco. O un grazioso uccellino. E molti si chiederanno se questo sia davvero un arricchimento o semplicemente l’ennesima, silenziosa rinuncia a ciò che per secoli ha reso unica la Gran Bretagna.
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