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Clamoroso: secondo il filo-Dem Politico.com membri del parlamento USA stanno investigando casi di corruzione e cospirazione all’FBI e al DOJ con possibile incriminazione di Obama

Se non fosse che la notizia è stata riportata da una delle testate più vicine ai Dem USA, Politico.com, sarebbe una delle tante speculazioni che si leggono en passant in rete. Invece in questo caso sembra davvero aver sostanza. In pratica, sembrerebbe che una serie di membri del Parlamento USA capitanata da Davide Nunes, un membro della Camera USA della California (Repubblicano) che è anche il presidente della commissione intelligence USA della Camera, starebbe allestendo separatamente dalla commissione di cui fa parte una formale investigazione su come sono stati gestiti alcuni dossier sul Russia Gate da parte dell’FBI pre Wray e dal Dipartimento di Giustizia. In particolare, come indicato da Politico.com, appena dopo la pausa natalizia ciò potrebbe portare all’incriminazione di membri della passata e corrente amministrazione USA (legati all’ex Presidenza) per corruzione ed addirittura per cospirazione. Faccio presente che in tali casi la giustizia USA non è morbida, assolutamente, con pene che possono arrivare tranquillamente all’ergastolo se i comportamenti criminosi sono dimostrati essere stati attuati contro un presidente in carica. Vedasi LINK.

A ben vedere sembrerebbe lecito pensare che l’obiettivo di tale passo formale da parte di uno dei comitati più potenti dell’establishment di Capitol Hill possa essere proprio l’ex presidente USA, Barack Hussein Obama, il quale non ha fatto mistero di non avere in simpatia Donald J. Trump e di conseguenza si suppone stia muovendo ancora oggi le sue pedine interne al deep state per boicottare la corrente presidenza USA.

Detta notizia, certamente clamorosa (è infatti stata confermata da ben 4 persone vicine al dossier), va analizzata congiuntamente al recente scandalo del cd.” Progetto Cassandra” [vedasi LINK, sempre riportata dal filo-Dem Politico.com] in cui sono finiti sotto indagine di fatto i finanziamenti illegali agli hezbollah permessi della scorsa Presidenza USA attraverso un voluto stop interno alle indagini ed agli arresti da parte del Dipartimento di Giustizia USA – lo stesso oggi sotto l’occhio attento di Nunes in veste di capo commissione intelligence – per attività degli islamisti in ambiti addirittura di traffico di droga internazionale, di traffico di armi e di riciclaggio (…).

Qualcosa di simile sebbene più grave (se confermato) rispetto a quanto accaduto nello scandalo Iran-Contras di reaganiana memoria, con la differenza che questa volta i supposti finanziamenti illegali agli islamisti di fatto permessi per per aver bloccato le indagini da parte della presidenza USA possono essere stati usati anche per fare attentati ad esempio in Europa e/o nel mondo finanziando membri dell’ISIS (…). [sarebbe buffo scoprire che magari la radice degli attentati degli scorsi anni è da ricercare in colui che si è fregiato del Nobel per la Pace conferito in anticipo dall’Accademia Reale di Svezia (storicamente vicinissima agli ideali del passato Reich, ndr), vedremo]

Non a caso un giorno dopo la firma di uno dei più gandi tagli di imposte della storia USA l’amminisitrazione Trump muove su un altro dossier scottante, leggasi, sembra davvero che questa volta la si voglia far finita con i leak interni alla Casa Bianca ed a Capitol Hill con il fine di indebolire la Presidenza USA.

Cosa dicevano prima della nomina di Marvin Goodfriend, FT

… poi è arrivata la conferma di Marvin Goodfriend, Bloomberg (segnatevi questo nome, sentirete parlare molto di lui)

A fine gennaio si aprirà poi ufficalmente il dossier Fed post Yellen, almeno in senso mediatico: verrà infatti enfatizzata la chiara tendenza a coprire tutti i posti di al governatorato votante della Fed. Ca va sans dire che, al di fuori della conferma di Powell al posto della Yellen alla presidenza della Banca Centrale USA, la linea della vecchia direzione (soprattutto dopo le dimissioni di Stanley Fischer di qualche mese fa, il vero deus ex machina della Fed, ndr) è di fatto già stata messa in minoranza rispetto ai rappresentanti nominati da Trump, i quali puntano ad un approccio altamente espansivo dell’economia USA anche a costo di far partire l’inflazione ossia senza necessariamente sterilizzarla con i tassi di interesse.

Per attuare i desiderata del nuovo inquilino della Casa Bianca, nel rettilineo che porta alle elezioni Midterm del prossimo novembre in cui il Senato verrà letteralmente sconvolto (buona parte dei senatori Dem dovranno cercare la riconferma), sembra forse arrivato il momento – appena dopo la pausa natalizia – di eliminare gli ostacoli interni che, dileggiando la corrente amministrazione, non stanno facendo l’interesse americano.

Vedremo gli sviluppi ma il caso in questione è assolutamemte rilevante e foriero di grandi sviluppi. Con possibili coinvolgimenti anche dell’Italia (…).

MD


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