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Veicoli Commerciali: Fiat domina un mercato in affanno (-5,3% a Dicembre). Il 2025 si chiude in chiaroscuro, ma il NLT cresce ancora

Nonostante il calo generale delle immatricolazioni LCV, Fiat Professional strappa un +13% nell’ultimo mese e blinda la leadership. Ford e Renault sul podio. Noleggio Semplice: “Per i furgoni, il diesel resta insostituibile per chi lavora davvero, ma l’elettrico avanza nell’ultimo miglio. Il NLT è la scelta del 35% delle aziende”.
Roma – Se il comparto delle autovetture ha brindato (seppur con spumante un po’ sgasato) a dicembre, quello dei mezzi da lavoro ha chiuso l’anno col freno a mano tirato, riflettendo le difficoltà macroeconomiche del sistema produttivo italiano. Il mercato dei Veicoli Commerciali Leggeri (LCV – Light Commercial Vehicles) ha registrato a dicembre 2025 una flessione del 5,29%, fermandosi a poco più di 15.000 unità. Un dato che conferma il trend negativo visto negli ultimi mesi dell’anno e che porta il bilancio complessivo del 2025 in territorio leggermente negativo o di pareggio tecnico rispetto al 2024. L’andamento degli LCV è storicamente un “termometro” affidabile della salute dell’economia reale (PMI, Artigiani, Edilizia, Logistica): quando il PIL frena e gli investimenti ristagnano, i furgoni sono i primi a fermarsi.
Fiat Professional: il dominio continua in controtendenza
Tuttavia, all’interno di questo scenario grigio, spicca una performance in straordinaria controtendenza, quella del leader di mercato.
Fiat Professional ha chiuso dicembre con una crescita a doppia cifra del +13,13%, in un mercato che perdeva oltre il 5%. Un risultato che consolida una leadership storica che dura da decenni. Il marchio torinese (parte di Stellantis) ha saputo gestire al meglio lo stock e le consegne di fine anno. I suoi cavalli di battaglia, Ducato e Doblò, si confermano i “best seller” indiscussi tra i professionisti italiani, grazie a una combinazione di fattori: una rete di assistenza capillare (fondamentale per chi lavora), una disponibilità di ricambi superiore alla media e una gamma che ora spazia dal diesel tradizionale all’elettrico puro, coprendo ogni esigenza. Ottima anche la performance di Ford, che piazza un +23,8% a dicembre, blindando il secondo posto in classifica costruttori grazie al successo della famiglia Transit. Più difficile il mese di Renault (-11,2%) e Iveco (-13,3%), che pure mantengono posizioni di vertice nella classifica annuale e restano riferimenti solidi per il mercato, specialmente nei segmenti più pesanti (Daily per Iveco).
Diesel vs Elettrico: la sfida della praticità
Analizzando le alimentazioni, il mercato dei veicoli commerciali racconta una storia molto diversa da quella delle auto. Qui non c’è spazio per le mode: vige la legge dell’efficienza e del TCO (Total Cost of Ownership). Il Diesel mantiene una quota “bulgara”, superiore all’80%. Per chi macina chilometri in autostrada, trasporta carichi pesanti o lavora in cantieri dove le colonnine non esistono, il motore a gasolio non ha ancora alternative credibili in termini di autonomia e tempi di rifornimento. Tuttavia, anche tra i furgoni si è vista la corsa all’elettrico di fine anno (+65% in alcuni mesi precedenti), necessaria per i costruttori per compensare le emissioni della gamma. I LCV a batteria (BEV) hanno visto un incremento di targhe a dicembre, spinti dalle grandi commesse della logistica “last mile” (Amazon, DHL, Corrieri) e dalle restrizioni delle ZTL cittadine. Nonostante ciò, la quota di mercato complessiva dei furgoni elettrici resta ancora una nicchia, sotto il 5-6% su base annua.
L’esperto risponde: l’analisi di noleggio semplice
“Il veicolo commerciale è uno strumento di lavoro, non un bene voluttuario. Qui ogni ora di fermo macchina è un danno economico diretto,” analizza Alessandro Borrelli di Noleggio Semplice (sito web), “Le aziende scelgono ancora massicciamente il diesel perché garantisce operatività h24. Tuttavia, stiamo notando un cambiamento interessante: l’aumento delle richieste di noleggio per furgoni elettrici compatti per le consegne cittadine.”
Perché il noleggio è fondamentale proprio per l’elettrico? “I furgoni elettrici hanno costi di listino molto più alti delle controparti termiche (anche +40-50%),” spiega Borrelli. “Per un artigiano o un piccolo corriere, acquistare un e-Ducato o un e-Transit è un investimento oneroso e rischioso. Il Noleggio a Lungo Termine rende questa transizione sostenibile: trasforma l’investimento monstre in una rata mensile deducibile, che include manutenzione e gestione batteria. Inoltre, permette di ‘provare’ l’elettrico per 3 o 4 anni senza sposarlo a vita. Oggi, circa il 35% dei veicoli commerciali viene immatricolato tramite noleggio, una quota in costante crescita.”
Prospettive 2026: logistica e rinnovo
Il 2026 sarà un anno cruciale per il comparto LCV. Il PNRR e i cantieri edili dovrebbero sostenere la domanda di mezzi da lavoro, ma l’incognita resta i tassi di interesse e l’accesso al credito per le piccole imprese. In questo contesto, il NLT si candida a diventare la “banca” della mobilità professionale, garantendo l’accesso a mezzi nuovi ed efficienti anche a chi non ha liquidità immediata. Inoltre, l’arrivo di nuovi player anche nel settore van (si pensi ai furgoni cinesi di Maxus o BYD) potrebbe scatenare una competizione sui prezzi che andrà a tutto vantaggio delle aziende clienti.







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