Seguici su

EnergiaUSA

Usa, il bilancio energetico 2027: trionfa il nucleare, tagliate le politiche “green” e l’ideologia “woke”

La proposta di bilancio USA 2027 destina l’80% dei fondi del Dipartimento dell’Energia al nucleare. Tagliati 2,7 miliardi a politiche ecologiste e “woke” in favore di infrastrutture e potenza di base.

Pubblicato

il

Gli Stati Uniti cambiano marcia sul fronte energetico, e lo fanno puntando tutto sulla fonte più densa, stabile e strategicamente rilevante a loro disposizione: l’atomo. La proposta di bilancio della Casa Bianca per l’anno fiscale 2027 destinata al Dipartimento dell’Energia (DOE) parla chiaro. Su una richiesta complessiva di quasi 54 miliardi di dollari, circa l’80% dei fondi è indirizzato verso l’energia nucleare e i programmi di deterrenza.

Si tratta di un incremento di quasi 5 miliardi rispetto ai livelli del 2026, ma non è solo una questione contabile. È un riposizionamento industriale e geopolitico di vasta portata, , ma anche un ritorno al pragmatismo energetico.

La spinta militare che traina l’industria civile

La parte del leone la fa la National Nuclear Security Administration (NNSA), per cui sono stati richiesti ben 32,8 miliardi di dollari, segnando un aumento del 12% (3,6 miliardi) rispetto all’anno precedente. Questi fondi non servono solo alla modernizzazione delle testate o ai team di risposta alle emergenze nucleari.

In una logica tipicamente keynesiana, dove la spesa pubblica per la difesa fa da volano allo sviluppo tecnologico nazionale, queste attività militari andranno a finanziare anche la produzione di uranio a basso arricchimento ad alto dosaggio (HALEU). Si tratta di uno snodo cruciale: lo sviluppo della filiera HALEU militare porterà benefici diretti alle catene di approvvigionamento del combustibile per i reattori commerciali civili, svincolando gli USA dalla dipendenza estera.

combustibile Haleu

I numeri del bilancio energetico 2027

Per maggiore chiarezza, ecco come sono ripartiti i principali capitoli di spesa del Dipartimento dell’Energia:

Settore di InvestimentoFondi Richiesti (Miliardi di $)Variazione vs 2026
Totale Dipartimento (DOE)53,9+ 5,0
Sicurezza Nucleare (NNSA)32,8+ 3,6
Gestione Ambientale (Scorie)8,2– 0,386
Potenza di Carico di Base (Baseload)3,5Nuova allocazione

Meno ideologia, più energia di base

L’amministrazione in carica non ha mancato di sottolineare come l’aumento dei fondi per le infrastrutture pesanti sia stato in parte finanziato da un taglio netto di 2,7 miliardi di dollari ottenuto eliminando quelle che vengono definite iniziative del “Green New Scam” e sradicando i programmi di diversità, equità e inclusione (DEI). Una scelta chiara: i fondi pubblici devono produrre megawatt e sicurezza, non convegni.

A conferma di questa linea pragmatica, il bilancio prevede uno stanziamento specifico di 3,5 miliardi di dollari per “dispiegare rapidamente potenza di carico di base ferma” (firm baseload power). Sebbene il documento non scenda in dettagli tecnici minuziosi, è evidente che questa voce coprirà l’espansione dell’energia nucleare avanzata e della geotermia.

Ecco i punti cardine della nuova strategia americana:

  • Priorità assoluta alla “Baseload”: Si investe su energie in grado di erogare potenza 24 ore su 24, ignorando di fatto le fonti intermittenti.
  • Bonifiche mirate: Il programma di Gestione Ambientale riceve 8,2 miliardi. Di questi, ben 3 miliardi sono destinati al sito di Hanford (nello Stato di Washington) per trattare le scorie radioattive storiche del Progetto Manhattan e della Guerra Fredda, liberando così terreni per nuovi riutilizzi industriali.
  • Sinergia Civile-Militare: I programmi civili per i reattori di nuova generazione vengono integrati e supportati dalle infrastrutture sviluppate per la sicurezza nazionale.

In sintesi, mentre altrove si dibatte ancora su transizioni energetiche irrealistiche basate sull’intermittenza, gli Stati Uniti destinano la stragrande maggioranza del proprio portafoglio energetico alla deterrenza e alla stewardship nucleare. Una lezione di realismo economico e industriale.

L’autore Fabio Lugano è laureato con il massimo dei voti alla Bocconi , è un esperto di mercati, criptovalute e intelligenza artificiale. In passato è stato consulente al Parlamento Europeo e al Ministero per gli Affari Europei. Oggi aiuta le aziende a creare piani di sviluppo per l’innovazione tecnologica e per l’energia. Linkedin a questo link

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento