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Gli USA vogliono i dazi sull’acciaio. Si, perchè l’acciaio serve per costruire infrastrutture, ponti…., carri armati, navi, aerei. Se qualcuno vuole sfidare gli USA si prepari alla guerra

Purtroppo pochi pensano al fatto che avere solo due produttori di acciaio in patria per un paese che si definisce Dominus – si, oggi gli USA hanno solo due medi produttori di acciaio attivi, Nucor  e US Steel – è un enorme problema geostrategico. Soprattutto nel momento in cui sia necessario difendersi da aggressioni esterne.

Ma, anche nel caso in cui si decida solo di attuare un enorme piano di attivazione economica interna con spese in infrastrutture, non avere produttori di acciaio significa condividere con Paesi esteri la crescita risultante. Un errore.

Dunque, l’azione di Donald J. Trump è assolutamente conseguente: o nel caso di una difesa degli interessi USA manu militare o nel caso di riattivazione dell’economia per via infrastrutturale – politica espansiva ed inflazionista, la ricette perfetta per un paese fortemente indebitato e che quindi non disdegna l’inflazione -, avere una forte produzione di acciaio in patria è essenziale.

Aggiungiamoci il fatto che lo stesso Putin ha annunciato che entro il 2024 l’intera filiera militare, fino all’ultima vite, dovrà essere prodotta in Russia, e ben si capisce come le policies strategiche di interesse nazionale di Russia e USA di fatto coincidano.

Oggi gli USA sono sfidati non dalla Russia ma da un nemico multiforme, multipolare, multistato: facendo leva sulla crescita cinese, l’EU cerca di emanciparsi dagli USA in EUropa ossia cercando di far passare il comando EUropeo dagli USA all’asse franco-tedesco. Cina e EU franco tedesca lavorano assieme.

Non stupisce dunque se oggi i dazi di Trump siano mirati precisamente a Cina ed EU, alla Germania in particolare.

Il vero problema EUropeo non è solo che Trump ha totale e piena ragione – l’EU è un Sistema paese estremamente protezionistico in termini di importazione rispetto agli USA – ma che gli USA hanno già vinto, visto che se smettessero di consumare prodotti stranieri i primi a rimetterci non sarebbero i cinesi (che esportano sì tanto ma di basso valore aggiunto) ma soprattutto la Germania, un paese che ha un export pro capite tra le 10 e le 20 volte maggiore della Cina!!! In particolare l’EU ha dazi 4 volte maggiori degli USA sulle auto (4x),  ha dazi tra il 22% ed il 74% per i prodotti chimici (a difesa delle industrie soprattutto tedesche), ha dazi dal 35 al 126% sugli additivi alimentari. In particolare ha dazi del 126% sui dolcificanti, a difesa dell’azienda tedesca Nutrinova*. Ossia, non solo Trump ha ragione ma purtroppo i tedeschi stanno usando l’EU per difendere i propri interessi e non quelli dell’intero continente!!! Il caso delle auto elettriche è sintomatico: non riducono l’inquinamento anzi lo aumentano, verranno sostituite in 25 anni dalle auto a celle a combustibile ma i tedeschi e i francesi le impongono attraverso le leggi EUropee per favorire la propria filiera a danno delle produzioni degli altri paesi EU!

Oggi l’EU, a nome di Berlino e Parigi, chiede a Trump esenzioni dai dazi. La risposta USA è esemplare: ci spiace, ma sono necessari. E fu così che l’EU iniziò a rompersi davvero….

In questo contesto l’Italia sarà sempre più al centro dello scontro: legatissima a livello militare , economico e culturale agli USA; si trova oggi stretta nel giogo dell’euro che la sta stritolando. A breve dovrà scegliere, fallire, far arrivare la troika, annichilendo il proprio benessere e rischiando la deriva autoritaria o farsi aiutare dagli USA, con cui ci sono linee di credito disponibili da 1000 mld di USD (…).

E’ solo questione di tempo prima che Berlino e soprattutto Parigi intervengano apertamente a favore dell’euro in Italia, destabilizzando ad arte il paese. Aspettiamo tutti che accada, anche e soprattutto a Washington.

MD

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* https://www.german-foreign-policy.com/news/detail/7552/


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