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UNA VITA FATTA DI TRUCCHETTI: LE FINZIONI DEL BILANCIO DELLO STATO

 

Cari amici,

l’Italia sta diventando ormai da tempo il paese in cui ci si appiglia a piccoli trucchetti per non pagare quanto dovuto. Data la scarsa liquidità questa è una forma mentis già molto diffusa fra i privati, ma ormai è diventata prevalente anche nella Pubblica Amministrazione.

Vediamo ad esempio l’ultima manovra finanziaria, ultima fatica del duo Gentiloni Padoan. Parliamoci chiaro, come già messo in luce precedentemente si tratta di finta manovra, perchè alla fine si viene ad agire su poco più del 2% del bilancio dello stato. Una manovra per via omeopatica che non sarà in grado di curare lo stato cronico del nostro debito o la malattia per mancanza di crescita.

Prima di tutto vediamo che nel 2018, -19-20 comunque sono manovre a deficit, anche se calante.

Oltre ai valori, quasi ignorabili, rispetto all’insieme delle poste di bilancio, abbiamo anche una composizione tutto sommato esotica. Prima di tutto notiamo come le entrate crescano di 15,5 miliardi, alla faccia della mancata crescita dell’imposizione fiscale e siamo all’1,7% in più rispetto al 2017. Quindi se qualcuno vi dice che “Stiamo calando l’imposizione fiscale”, siete autorizzati a ridergli in faccia.

Oltre che il valore assoluto e percentuale delle entrate bisogna vederne la loro composizione. Qui passiamo al mondo dell’esoterico e della magia: infatti ben 8,4 miliardi dovrebbero derivare dal recupero di evasione IVA. Come si dovrebbe recuperare quest’IVA? Tramite la fatturazione elettronica delle fatture fra privati (B2B)?  ad iniziare dai subappalti nel settore pubblico e nei carburanti.

L’idea di base è che, con le fatture cartacee, i privati riescano a frodare un’IVA che le fatture elettroniche, immediatamente controllabili, invece potrebbero recuperare. Mi sembra di leggere un libro dei sogni staccato dalla realtà e scritto da chi non ha mai messo piede in un’azienda privata neanche per sbaglio. Infatti:

  • a parte qualche kamikaze, chi riceve e registra una fattura lo fa in modo corretto, per cui non c’è nulla da recuperare;
  • nei carburanti i controlli UTIF sono asfissianti e quello che si evade è proprio perchè è “Esterno” al circuito fiscale;
  • nel mondo dei subappalti pubblici, pagati quindi dallo Stato, che senso avrebbe una sottofatturazione del subappaltatore verso il capocommessa, a parte voler fare un regalo fiscale allo stato ?

Sono sempre incuriosito dal fatto che nessun giornalista faccia mai questo tipo di semplici osservazioni al ministro Padoan, neanche per sbaglio. La fattura elettronica potrà forse sanare qualche errore materiale, ma non è detto che venga a comportare maggiori entrate, mentre ciò che viaggia fuori fatturazione continuerà a farlo come ora, anzi meglio.

Da dove arriveranno i maggiori fondi? Essenzialmente da piccole antipatiche vessazioni alle aziende:

  • possibile blocco delle compensazioni fiscali in F24 per 30 giorni. Quindi chi ha crediti di imposta si può veder negata la compensazione;
  • obbligo per la Pubblica Amministrazione di verifica della situazione presso l’ufficio delle entrate del fornitore di beni o servizi per valori superiori ai 5000 euro. Quindi i fornitori dello stato dovranno essere sempre in una posizione contributiva-fiscale perfetta, priva di qualsiasi contestazione, anche arbitraria, se non vorranno vedersi congelato e pignorato il credito.

Insomma per raccogliere i soldi delle maggiori entrate si vanno a ledere i diritti, già puniti, dei creditori dello Stato, che, alla fine , sono gli stessi cittadini. Su dà ancora di più la stura allo strapotere dell’Ufficio dell’e Entrate, vera e propria Stasi del governo Piddino.

Il tutto per cosa? Per cifre previsionali che non si realizzeranno.


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