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Un futuro lavorativo per i disabili è possibile, ed anche soddisfacente

 

 

Vorrei presentarvi un esperimento pilota che è stato condotto in Giappone (nonostante il debito nazionale del 253%…)a partire dallo scorso aprile e concluso il  7 dicembre.  Il paese, nonostante l’enorme debito, ha una disoccupazione bassissima ed è socialmente molto avanzato, per cui si pone il problema dell’integrazione lavorativa dei disabili, soprattutto di coloro che hanno subito dei danni spinali o soffrono di malattie degenerative dell’apparato muscolare. In questi casi l’integrazione del disabile gli permette di svolgere una suo a funzione sociale essenziale e di sentirsi, personalmente, utili.

L’esperimento ha visto dei robot Orihime che svolgono l’attività di camerieri o di assistenti personali, e che sono stati comandati da persone disabili per il servizio ai tavoli o per l’assistenza personale. tutto questo si è svolto nella caffetteria di un ospedale, per facilitare le persone che hanno partecipato alla sperimentazione. I lavoratori disabili impiegati hanno guadagnato la paga standard giapponese, 1000 yen l’ora, cioè 9 euro.

A detta dei promotori dell’esperimento i disabili coinvolti si sono sentiti come se fossero loro, personalmente , a servire i clienti. La supervisione e la guida dei robot è, fra l’altro, necessaria perchè tentativi di ristoranti completamente robotizzati, senza supervisione , non sono stati di successo, per enormi difficoltà.

Utilità economica e sociale si potrebbero facilmente combinare Si tratta di investire , ma un investimento utile, anche economicamente. Bisogna avere  apertura mentale nel nuovo mondo, e non solo in economia.

 

 

 

 

 


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