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Un eventuale voto sul filo del rasoio (che salva il sistema) in Austria potrebbe essere golpista? I precedenti di USA (2000), Italia (2006), Grecia (2012), in attesa del caso eclatante (Francia, 2017)

Oggi rischiamo di vedere la riedizione di un caso elettorale da incubo, un’elezione presidenziale sul filo del rasoio come quella del 2000 vinta in Florida da G. W. Bush ossia dal sistema dei tempi con uno spoglio notturno vinto sul filo del rasoio grazie ai voti postali. Parlo dell’elezione in USA dove Bush superò Al Gore precisamente nelle stesse circostanze dell’Austria attuale.

Ci fu poi uno strano caso di cui si è persa memoria ossia l’elezione di Prodi del 2006 in Italia. In tale occasione ci fu una repentina salita notturna della compagine al governo nelle ultimissime ore dello spoglio, fatto rilevante fu che l’azienda incaricata di gestire i dati elettorali per conto dello Stato Italiano (un’azienda americana molto conosciuta nel ramo consulenza informatica ed operativa oltre che IT) era la stessa incaricata di gestire il voto scandaloso in Florida 6 anni prima.

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Passiamo poi alle elezioni del 2012 in Grecia: in quel caso mi fece davvero impressione, per arrivare ad un governo desiderato si arrivò a minacciare i politici con la Lista Lagarde in cui erano presenti alcuni politici poi andati al governo/che furono al governo, stile Gestapo (alla fine la gente greca soffre economicamente oggi in Grecia in maniera molto simile a come i loro nonni soffrivano durante l’invasione ed il ladrocinio nazista nella seconda guerra mondiale). Addirittura il redattore di un giornale, HOTDOC, venne incarcerato per farlo tacere fino a che la buriana non si calmò…

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Non cito la Spagna che nelle more di un sistema elettorale farraginoso si è fatta male da sola, senza interferenze esterne ma con gli stessi risultati. Andrebbe invece citata l’Italia nel post 2011, ovvero dopo un vero e proprio golpe che estromise un governo democraticamente eletto, depredò i beni italiani all’estero (Libya) con colpi di stato esterni al Belpaese ma pur sempre ad esso relazionati parimenti inutili, scorretti, erronei e molto macchinosi oltre che gravidi di conseguenze. Il post golpe lo viviamo ancora oggi, una situazione insulsa in cui si sono succeduti ben tre governi non eletti di cui uno (Monti) dichiaratamente pro-austerità e pro-troika (e, tanto per parlare di ritorni propri, con il figlio dell’ex primo ministro impiegato nel mondo bancario internazionale, si noti bene – per non parlare di Giulio e Giorgio Napolitano, quest’ultimo in veste di sospetto basista degli eventi di allora -), il secondo (Letta) che addirittura è riparato in Francia in attesa che gli si crei spazio per un altro incarico una volta fatto fuori il primo ministro attuale che non si allinea a sufficienza, il terzo (Renzi) che a malincuore si affanna per sottrarsi all’austerità euroimposta ma non ci riesce, ben sapendo cosa gli aspetta se si disallinea troppo.

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Ed arriviamo all’Austria: vedremo come andrà a finire con gli antieuro rappresentati da Hofer ma temo che i fatti di oggi potrebbero essere assimilati a quelli di Mayerling dove l’ingerenza estera nei fatti sopra citati fece eleggere al trono imperiale un soggetto adatto agli eventi successivi, che poi portarono alla catastrofe della prima guerra mondiale e alla fine degli Asburgo. Sta di fatto che il voto austriaco di ieri potrebbe somigliare moltissimo ad eventi passati in cui ci fu la forzatura del sistema per perpetrarsi, oggi sarà l’EU. Da notare che anche dopo Bush jr. si andò in guerra, ma là si trattava dell’esercito più potente del mondo contro pochi sparuti eserciti di paesi bassamente strutturati, oggi chissà dove e soprattutto con chi andremo (a farci male…).

In ogni caso si sappia che questa è una situazione pericolosissima nelle more della crisi economica (e sistemica dell’EU) attuale. Aggiungo a questa notizia un’altra, parimenti eclatante, secondo cui la Banca d’Italia ha comprato azioni di aziende che pagano le tasse all’estero e soprattutto azioni americane*: chiaro, il sistema attuale si sostiene sulla credibilità ed oggi il sistema sebbene ferito dalle politiche Obamiane che non hanno risolto i problemi interni ed hanno moltiplicati quelli esterni è quello USA. E come tutti i “sistemi” si regge sulla credibilità: un crollo delle azioni USA significherebbe il crollo del mondo centrato sul dollaro, ecco dunque tutti coloro che se ne avvantaggiano intervenire per sostenerlo. Da qui la Banca d’Italia – e chissà quante altre banche centrali e fondi sovrani – che fanno lo stesso secondo un preciso ordine di scuderia… Ecco perché Trump fa paura, sovvertirebbe questo stupido ordine che non porta da nessuna parte: della serie, i problemi prima o poi vanno risolti veramente, non si può pensare di sostenere sistemi economici stampando carta dal nulla, la storia è piena di esempi e TUTTI sono finiti malissimo. Le insulse politiche monetarie attuali (QEs globali) imposte dall’amministrazione Obama al mondo ci stanno portando solo ed esclusivamente ad un accumulo di ricchezza da parte dei super-ricchi ed ad un progressivo e parallelo impoverimento delle masse e soprattutto della classe media, classi che ne stanno pagando le conseguenze. E questo capita anche in USA, ecco perché il Dem Sanders ed il Rep Trump alla fine dicono le stesse cose!

Speriamo che un altro golpe travestito da voto postale non si ripeta anche quest’anno in USA, i casi darebbero decisamente troppi.

Vedremo, tempi durissimi ci aspettano.

Jetlag per Mitt Dolcino

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*https://scenarieconomici.it/scoop-esculsivo-perche-banca-ditalia-investe-in-azioni-del-gruppo-fiat-e-specula-sullo-sp-500-usa/

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