Attualità
Troppi Robot Umanoidi: la Cina lancia l’allarme bolla (mentre Musk accelera)

La Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme (NDRC), il principale organo di pianificazione economica della Cina, ha emesso un avvertimento tanto raro quanto significativo: il settore della robotica umanoide si sta surriscaldando, creando le condizioni perfette per una classica bolla speculativa.
Proprio mentre Elon Musk annuncia l’intenzione di scalare la produzione del Tesla Optimus per il prossimo anno, Pechino tira il freno a mano. Non è un rifiuto della tecnologia — che il governo ha definito prioritaria — ma un richiamo al realismo economico per evitare che l’euforia finanziaria distrugga la vera innovazione.
L’avvertimento di Pechino: troppa quantità, poca qualità
Li Chao, portavoce della NDRC, ha evidenziato un problema strutturale tipico delle fasi di “gold rush” tecnologica. Attualmente, oltre 150 aziende e startup in Cina stanno sviluppando robot quasi identici tra loro. Il rischio è duplice:
Creazione di un eccesso di capacità produttiva su modelli non differenziati.
Dispersione dei capitali in progetti fotocopia invece che in vera ricerca e sviluppo.
“Le industrie di frontiera hanno da tempo affrontato la sfida di bilanciare la velocità di crescita con il rischio di bolle”, ha dichiarato Li, sottolineando che il settore rischia un ciclo di espansione e contrazione (boom and bust) che potrebbe lasciare sul terreno macerie finanziarie piuttosto che progresso tecnologico.
I numeri della frenesia
Per comprendere la portata dell’entusiasmo — forse eccessivo — degli investitori, basta guardare i dati di mercato. Il Solactive China Humanoid Robotics Index, un indice azionario tematico che traccia le aziende cinesi coinvolte nella commercializzazione di tecnologie umanoidi, mostra numeri da capogiro:
+28,5% da inizio anno.
Valore raddoppiato rispetto ai minimi del 2024.
Mentre Citi prevede che l’industria potrebbe raggiungere i 7 trilioni di dollari entro il 2050, con un’adozione di massa prevista per gli anni ’30, la realtà attuale è fatta di prototipi che fanno Kung Fu (come il G1 di Unitree) o preparano il caffè. Attività scenografiche, certo, ma economicamente ancora lontane dal giustificare le valutazioni attuali.
La concorrenza e il paradosso dell’innovazione
La situazione crea un paradosso interessante. Da un lato, la Cina ha designato l'”intelligenza incarnata” (la tecnologia dietro i robot umanoidi) come una priorità nazionale e uno dei sei motori di crescita economica per il prossimo quinquennio. Dall’altro, si rende conto che saturare il mercato con 150 varianti dello stesso robot non serve a nessuno.
Ecco una panoramica dei principali attori e delle loro mosse:
| Azienda / Attore | Prodotto / Stato | Note |
| Tesla (USA) | Optimus | Musk prevede un “esercito di robot”. Optimus V3 atteso nel Q1 2026. |
| Unitree (Cina) | G1 / Robot Dog | Famosi per i video virali e robot che ballano o fanno arti marziali. |
| AgiBot & Galbot | Vari umanoidi | Startup in rapida ascesa; focus su corsa, kickboxing e compiti domestici. |
| NDRC (Governo) | Regolatore | Teme che la speculazione soffochi la vera R&S. |
Conclusione: Keynes avrebbe approvato?
L’intervento della NDRC appare come una mossa di moral suasion statale per raffreddare gli “animal spirits” del mercato prima che facciano danni. In un’economia che cerca di pianificare il proprio futuro industriale, permettere che centinaia di startup brucino capitale per reinventare la stessa ruota (o in questo caso, la stessa gamba robotica) è un’inefficienza che Pechino non vuole permettersi. Inoltre, per ora, non c’è mercato, nel senso che le venditesono veramente minime. Si giocat molto su prototipi e prestazioni sportive, non vere vendite, almeno per ora.
La sfida ora sarà vedere se il mercato ascolterà l’avvertimento o se, come spesso accade, dovrà sbattere contro il muro della realtà prima di correggersi.
Domande e risposte
Perché la Cina considera un problema avere troppe aziende di robotica?
In economia, quando troppe aziende si concentrano sullo stesso prodotto di nicchia senza differenziarsi (omogeneizzazione), si crea un’allocazione inefficiente delle risorse. Invece di investire in vera innovazione per risolvere problemi complessi, i capitali vengono frammentati in centinaia di progetti identici destinati a fallire. La Cina teme che questo sovraffollamento porti al collasso di molte aziende, distruggendo valore e rallentando lo sviluppo tecnologico reale del paese, proprio in un settore che considera strategico per il futuro.
Cosa c’entra Elon Musk con l’avvertimento cinese?
Elon Musk funge da catalizzatore globale.3 I suoi annunci sull’aumento della produzione di Tesla Optimus e le previsioni su un “esercito di robot” creano una FOMO (paura di essere tagliati fuori) che spinge gli investitori cinesi a buttarsi a capofitto nel settore per non perdere terreno. L’avvertimento di Pechino serve a temperare questa reazione emulativa: la Cina vuole competere con Tesla, ma vuole farlo con prodotti solidi e sostenibili, non con una bolla speculativa basata sull’hype mediatico generato dagli USA.
I robot umanoidi sono davvero utili oggi o è solo speculazione?
Al momento c’è una forte componente speculativa. Sebbene le previsioni a lungo termine (Citi parla del 2050) siano rosee, l’uso attuale è limitato. Vediamo robot fare Kung Fu o correre maratone in video promozionali, ma le applicazioni pratiche industriali su larga scala sono ancora in fase embrionale. Esiste un divario tra la valutazione finanziaria delle aziende (che scommettono su un futuro onnipresente) e l’utilità economica immediata dei robot, che oggi rimane circoscritta a test pilota e dimostrazioni tecnologiche.









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