Attualità
Tragedia alla Fincantieri di Monfalcone: perde la vita un operaio di 27 anni. L’urgenza della sicurezza nell’industria
Un giovane operaio di 27 anni è precipitato dal tetto di un capannone nel cantiere navale di Monfalcone. Inutili i soccorsi. L’ex sindaca Cisint: “Inaccettabile morire di lavoro nel 2026, serve prevenzione rigorosa”.
MONFALCONE – Un drammatico incidente sul lavoro ha scosso il cantiere navale di Monfalcone. Un operaio italiano di 27 anni ha perso la vita dopo essere precipitato da un’altezza di circa venti metri. Il giovane si trovava sul tetto di un capannone per eseguire delle lavorazioni, ma, per cause ancora in fase di accertamento da parte degli ispettori e delle forze dell’ordine, è improvvisamente caduto nel vuoto.
Le condizioni del lavoratore sono apparse critiche sin dal primo istante. Nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del 118, giunti sul posto con un’ambulanza e un’automedica, i prolungati tentativi di rianimazione si sono rivelati vani. Del resto l’altezza della caduta era veramente notevole. Le autorità accerteranno come mai operasse in quelle condizioni.
L’attività cantieristica rappresenta senza dubbio un motore fondamentale per l’economia locale e nazionale, essenziale per sostenere la domanda aggregata e garantire alti livelli di occupazione, ma la tutela della salute di chi opera in questi ambienti non può essere considerata una variabile secondaria. I cantieri navali sono ecosistemi industriali complessi e intrinsecamente pericolosi. Proprio per questo motivo, la sicurezza deve rappresentare il presupposto invalicabile di ogni piano di sviluppo aziendale.
A richiamare l’attenzione su questo tema cruciale è stata l’ex sindaca di Monfalcone, Anna Cisint, che ha espresso profondo cordoglio per la tragedia. “È inaccettabile che nel 2026 si continui a morire sul lavoro”, ha dichiarato l’ex prima cittadina. La Cisint ha inoltre sottolineato come la prevenzione concreta e l’applicazione rigorosa delle sanzioni debbano costituire una priorità assoluta per le aziende e le Istituzioni, ricordando che la sicurezza rimane un diritto inviolabile di ogni lavoratore. Un monito chiaro, che richiama il sistema industriale alle proprie responsabilità civili e sociali.
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