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Test di Hard Brexit in corso alla frontiera della Manica. (aggiornamento…)

 

Mentre si avvicina il momento del test decisivo del governo May, il prossimo 14 gennaio, in cui ci dovrebbe essere il voto definitivo sul “Deal”, l’accordo concluso dal primo ministro con l’Unione per ottenere un soft brexit, cioè una uscita concordata fra le parti, ci si prepara seriamente oltremanica per un’uscita senza accordo.

Aggiornamento: il test, che serviva da un lato a mostrare quanto sia deciso il Regno Unito per l’Hard Brexit, dall’altro  era parte dell'”Operazione paura” fatto per piegare i conservatori, sta causando disagi e molte arrabbiature, come sottolinea The Independent, dove si parla si una messa in scena fatta ad hoc dal governo. Complimenti al governo May che riesce a rivelarsi allo stesso livello di quelli continentali. 

Proprio oggi presso l’aeroporto di Manston nel Kent, è partita l'”Operazione Brock”, con la quale oltre cento TIR sono stati allineati nell’aeroporto e quindi, ad ondate , saranno spostate  verso Dover dove saranno testate le modalità di controllo che verranno applicate nel caso di hard brexit. Lo scopo dell’esercitazione è evitare che si creino enormi ingorghi stradali come già successo in passato e che quindi si blocchino le autostrade del sud del Regno Unito a causa dei controlli ai traghetti.  L’idea praticamente è quella di concentrare tutti i Tir, da sottoporre a controllo prima dell’imbarco , in aeroporti o aree dismesse, come Ramsgate o Manston, e quindi spostarli in convoglio quando vi siano gli slot per i controlli stessi, evitando che si fermino sulle autostrade.

Tutto questo si rende sempre più necessario visto il livello di confusione che regna a livello governativo. Ad esempio il PM Bone, un Conservatore, in un’intervista ha riso alla possibilità che il Deal passi in parlamento, anzi ha affermato che le vacanza di Natale hanno visto un irrigidirsi ed un rafforzarsi delle posizioni di chi vuole un hard brexit, anche perchè il ministro della Salute ha affermato che non vi sarebbero problemi dal punto di vista sanitario in caso di uscita non concordata. Il No Deal sarebbe poi coerente con i sondaggi che vogliono la maggioranza dei conservatori preferire un brexit senza accordo ad un brexit con l’accordo concluso dalla signora May.

 

 


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