Energia

Tensioni in Medio Oriente: Chevron ferma il giacimento di Leviathan, a rischio l’export verso l’Egitto

Chevron dichiara forza maggiore e sospende la produzione di gas al giacimento di Leviathan su ordine di Israele. L’interruzione minaccia le forniture all’Egitto e i piani di espansione miliardari nel Mediterraneo.

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Stiamo assistendo al ripetersi di un copione già visto a giugno che riguarda i giacimenti di gas naturale nel mare di Israele. Chevron ha dichiarato l’interruzione delle estrazioni per  forza maggiore nel giacimento di gas naturale Leviathan in Israele dopo che il governo ha ordinato una sospensione temporanea della produzione per motivi di sicurezza, segnando la seconda volta in meno di un anno che le ostilità con l’Iran hanno interrotto i flussi di gas nel Mediterraneo orientale.

Il ministero dell’Energia israeliano ha ordinato all’operatore Chevron di chiudere Leviathan a seguito degli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e delle successive azioni di ritorsione in tutta la regione. Il partner NewMed Energy ha affermato che la sospensione è stata decisa in seguito alle indicazioni delle autorità di sicurezza, sottolineando che le autorità di regolamentazione hanno ordinato al consorzio di adeguare le operazioni in linea con l’evoluzione delle condizioni di sicurezza, compresa la possibilità di interruzioni temporanee della produzione a seconda dell’evoluzione della situazione.

Anche Energean ha confermato di aver ricevuto l’ordine di sospendere la produzione nel giacimento di Karish.

Leviathan è il più grande giacimento di gas di Israele e rifornisce Israele, Egitto e Giordania. Nei primi nove mesi del 2025, il giacimento ha venduto 8,1 miliardi di metri cubi di gas ai tre mercati, con l’Egitto che ne ha assorbito più della metà, pari a 4,8 miliardi di metri cubi.

La chiusura fa eco all’interruzione di giugno, quando Israele ha fermato Leviathan e Karish durante una precedente escalation. Tale interruzione ha costretto l’Egitto a ridurre le forniture di gas ad alcuni settori industriali, tra cui i produttori di fertilizzanti. Gli analisti prevedono ora che il Cairo aumenterà nuovamente le importazioni di GNL per compensare la perdita dei volumi israeliani.

La tempistica è ironica. Il consorzio Leviathan ha recentemente approvato una prima fase da 2,3 miliardi di dollari di un progetto di espansione volto ad aumentare la capacità da circa 12 miliardi di metri cubi all’anno a circa 21 miliardi di metri cubi all’anno. Il giacimento contiene circa 22,9 trilioni di piedi cubi di gas recuperabile e sostiene un accordo di esportazione a lungo termine da 35 miliardi di dollari con l’Egitto che durerà fino al 2040.

Questa chiusura metterà sotto pressione l’Egitto, che sarà costretto a importare più GNL per compensare la perdita delle forniture israeliane, in attesa di poter far ripartire le produzioni interne.

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