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TEMA DELLA MATURITA’: IL TESTO DEL PERFETTO PIDDINO

 

 Niente economia, ma poesia . La Fedeli, nelle “Traccie” (sic) 

per la maturità, è riuscita a dare il compendio perfetto del Piddino Moderno. 

Vediamo il testo da analizzare, di Giorgio Caproni, autore novecentesco quasi mai affrontato

Non uccidete il mare, la libellula, il vento. Non soffocate il lamento (il canto!) del lamantino. Il galagone, il pino: anche di questo è fatto l’uomo. E chi per profitto vile fulmina un pesce, un fiume, non fatelo cavaliere del lavoro. L’amore finisce dove finisce l’erba e l’acqua muore. Dove sparendo la foresta e l’aria verde, chi resta sospira nel sempre più vasto paese guasto: Come potrebbe tornare a essere bella, scomparso l’uomo, la terra

Il testo del perfetto Piddino, ipocrita, superficiale, buonista e misantropo. Che desidera condurre alla distruzione del genere umano per “Abbellire” la terra, come il PD desidera giungere alla distruzione degli italiani. Sicuramente non il miglior prodotto di Caproni, ottimo traduttore, ma che va bene alla signora Ministro, che magari è pure riuscita a leggerlo, senza comprenderlo. 

Il testo perfetto per la Fedeli, ministro più laureato della Repubblica, degno successore di Giovanni Gentile, Di Medici, di De Mauro. Noi, che siamo scavezzacollo ed anarchici, proponiamo altri testi:

Veemente dio d’una razza d’acciaio,
Automobile ebbrrra di spazio!,
che scalpiti e frrremi d’angoscia
rodendo il morso con striduli denti…
Formidabile mostro giapponese,
dagli occhi di fucina,
nutrito di fiamma .
e d’olì minerali,
avido d’orizzonti e di prede siderali…
io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente,
scateno i tuoi giganteschi pneumatici,
per la danza che tu sai danzare
via per le bianche strade di tutto il mondo!

Tommaso Maria Marinetti

 

Ahi serva Italia, di dolore ostello, 
nave sanza nocchiere in gran tempesta, 
non donna di province, ma bordello! 

….

……

 Fiorenza mia, ben puoi esser contenta 
di questa digression che non ti tocca, 
mercé del popol tuo che si argomenta. 
      Molti han giustizia in cuore, e tardi scocca 
per non venir sanza consiglio a l’arco; 
ma il popol tuo l’ha in sommo de la bocca. 
      Molti rifiutan lo comune incarco; 
ma il popol tuo solicito risponde 
sanza chiamare, e grida: «I’ mi sobbarco!». 
      Or ti fa lieta, ché tu hai ben onde: 
tu ricca, tu con pace, e tu con senno! 

(Purgatorio, estratto del Canto VI)

 

 

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