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Tanto rumore per nulla: le mani vuote di Merkel e Seehofer (di Viola Ferrante)

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L’intensa giornata politica di ieri a Berlino è stata dominata dal tema “migranti”. Dopo che Merkel e Seehofer hanno stretto una stregua sul Masterplan del ministro degli interni, hanno dovuto fare i conti con l’altro alleato di governo, la SPD, che avrebbe dovuto accettare i termini dell’accordo interno ai partiti “fratelli” della coalizione.

Prima dell’Incontro con la Nahles (SPD) Seehofer è volato a Vienna per riconciliarsi con Kurz che si era decisamente opposto al suo intento di respingere in Austria i clandestini che tentano di entrare in Germania alla sua frontiera. Alla conferenza stampa congiunta che è seguita il Cancelliere austriaco ha ribadito con forza che l’Austria non accetterà mai provvedimenti contrari agli interessi del suo paese (che, ricordiamolo, gestirà i prossimi sei mesi europei) e che fino al nuovo Accordo di Dublino in discussione, per lui valgono le regole vigenti di Dublino III, sottoscritto anche dall’Italia (nel 2013 firmato da Letta e Alfano). Su questa linea concorda ORA anche Seehofer il quale ha ricordato che questi migranti ormai arrivano solo dalla Grecia e dall’italia per la rotta del Mediterraneo. In Austria saranno respinti solo coloro che hanno fatto la prima richiesta d’asilo in quel paese e sono quindi di competenza austriaca.

Semplice? Non tanto. I due hanno dovuto ammettere che per attuare questi respingimenti nei paesi di primo approdo saranno necessari accordi bilaterali con Italia e Grecia. La loro speranza è che soprattutto il nostro governo sia d’accordo perché a Kurz dispiacerebbe proprio tanto dover chiudere il Brennero e mettere così in discussione Schengen. Il suo pricipale intento nel semestre europeo resta comunque “la difesa delle frontiere esterne dell’Unione e un sostegno più concreto all’italia che deve far fronte per prima a questo fenomeno che comunque va bloccato” ha aggiunto. Una prima consultazione col nostro Ministro dell’Interno Salvini è previsto a Innsbruck la settimana prossima.

Intanto a Berlino la Merkel incontrava Orbán, l’uomo forte del gruppo Visegrad, il quale si è dichiarato disposto a partecipare a tutte le iniziative per la difesa dei confini esterni, a trovare una soluzione concreta per bloccare il fenomeno migratorio ( intenzioni che lui aveva già in precedenza dichiarato a Salvini e alla Meloni ) ma ha ribadito che nessuno può imporre ad un paese SOVRANO quale il suo decisioni e scelte che non condivide. Il muro che lui ha fatto costruire alla frontiera con la Serbia tanto esecrato serve anche a bloccare il flusso verso la Germania, lo sanno questo i tedeschi?

Dopo questi due incontri preliminari, da cui Merkel e Seehofer escono a mani vuote, si è svolta la riunione con la SPD. Incontro importante per capire se il governo sarebbe rimasto ancora in piedi e in caso positivo poter andare subito dopo in Parlamento a riferire. Un compromesso è stato trovato. l’Unione e la Spd non intendono utilizzare i “centri di transito” (previsti dal piano di Seehofer) per accelerare il rifiuto dei migranti che hanno già presentato domanda di asilo in un altro paese dell’UE. “La polizia federale utilizza le strutture esistenti nelle immediate vicinanze del confine per la procedura di transito”, afferma il documento di accordo della Grande Coalizione. Il respingimento deve avvenire entro le 48 ore. La procedura deve essere utilizzata solo al confine tedesco-austriaco. Perché possa funzionare, gli accordi bilaterali devono essere negoziati, soprattutto con l’Italia e la Grecia, da dove provengono la maggior parte dei migranti che hanno già presentato domanda di asilo.

Il dibattito molto acceso in Parlamento ha comunque messo in rilievo diversi aspetti controversi di questo accordo. Come individuare tra i migranti chi ne ha diritto e chi no, visto che spesso gli stessi utilizzano false identità, come dimostrano gli accertamenti effettuati in diversi Comuni e autorità competenti tedesche? Come respingerli nei paesi di primo approdo se lì non hanno fatto domanda d’asilo perché sfuggiti ai sistemi di controllo? Come integrare il personale addetto all’esame delle richieste d’ingresso se già ora mancano oltre 9.000 unità di Polizia per la sicurezza del territorio nazionale dove si registra un aumento spaventoso di atti criminali commessi dai rifiugiati che la Merkel ha fatto entrare nel 2015 e solo in parte nascosti dai media? Che esista un problema SICUREZZA si evidenzia dal fatto che i grandi eventi pubblici prevedono ora addirittura aree riservate alle sole donne oltre ad una serie di misure molto restrittive che prima di quella data non erano necessarie. Come immagina la Merkel di poter risolvere in poche settimane la questione migratoria in UE la quale non ha saputo dare una risposta efficace negli ultimi quattro anni e che sta disgregando l’Europa?

Altra questione sollevata dal dibattito parlamentare è come si immagini una efficientazione del sistema FRONTEX che al momento non dispone né di fondi e né di strumenti sufficienti per un azione efficace di controllo e di blocco dei flussi alle coste meridionali dell’UE. Tutte questioni che al momento non hanno ricevuto risposta. E se gli accordi bilaterali con Italia e Grecia non vengono conclusi, salta tutto.

È bastato bloccare una nave e chiudere i porti alle ONG per scatenare tutto questo bailamme. È bastato un NO.

Viola Ferrante


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