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Stop ai droni della “Star” tedesca Helsing: l’Ucraina sospende gli ordini dell’HX-2 dopo i test falliti
Flop nei test per la startup tedesca più preziosa: l’Ucraina congela l’acquisto dei super-droni HX-2 a causa di difetti tecnici e componenti mancanti.

C’è un vecchio detto nel mondo della difesa: la presentazione in PowerPoint vince i contratti, ma è il fango della trincea a decidere se vieni pagato. Sembra che la Helsing, celebrata come la startup europea di maggior valore nel settore della difesa e punta di diamante dell’innovazione tedesca, abbia appena sbattuto contro questo muro di realtà.
Secondo indiscrezioni trapelate e confermate da una presentazione interna della Bundeswehr, l’Ucraina ha deciso di “astenersi” dal piazzare ulteriori ordini per il drone da combattimento HX-2. La decisione non nasce da capricci politici, ma dai risultati deludenti dei test condotti direttamente vicino alla linea del fronte dal 14° Reggimento ucraino, unità specializzata proprio nei sistemi aerei senza pilota.
Il divario tra aspettative e realtà
Il problema, emerso in una presentazione del Ministero Federale della Difesa tedesco datata 20 novembre, è tanto semplice quanto imbarazzante: il drone HX-2, venduto come un gioiello di intelligenza artificiale capace di navigazione autonoma, durante i test si è presentato privo di alcuni componenti essenziali previsti.
Helsing non è nuova sul campo. Il suo modello precedente, l’HF-1, sviluppato in collaborazione con partner ucraini (software tedesco, hardware locale), è un mulo da lavoro affidabile: 1.950 unità consegnate e centinaia già utilizzate in combattimento con successo contro bersagli statici e mobili. L’HX-2 doveva essere l’evoluzione della specie, interamente sviluppato in Germania, ma pare che il salto tecnologico sia stato più lungo della gamba.
Cosa doveva essere l’HX-2: la teoria
Sulla carta, l’HX-2 si presentava come il “game changer” per la guerra moderna, un concentrato di tecnologia pensato per operare dove gli altri falliscono. Ecco le caratteristiche che avevano fatto brillare gli occhi agli investitori e ai generali:
Design X-Wing: Una struttura con ali a X e quattro motori elettrici alle estremità delle pinne caudali. Questo garantisce manovre di volo molto più agili rispetto al predecessore e angoli di approccio ripidi.
Navigazione “Altra”: Il cuore del sistema è il software di ricognizione e controllo. Grazie a una telecamera rivolta verso il basso, il drone confronta centinaia di caratteristiche del terreno con una mappa digitale interna. Risultato? Naviga senza GPS (GNSS-independent), rendendolo immune al jamming elettronico russo.
ATR (Automatic Target Recognition): L’IA non solo vede, ma “capisce”. Rileva e classifica oggetti autonomamente. Tecnicamente potrebbe anche decidere di sparare da solo, ma per etica (e dottrina occidentale “human-in-the-loop”) la decisione finale resta all’uomo.
Tracciamento Terminale: Anche se il segnale con la base cade, l’IA dovrebbe guidare il drone sul bersaglio con precisione millimetrica nell’ultima fase di volo.
Specifiche Tecniche a confronto
Per dare un’idea della capacità teorica di questo sistema, ecco i dati tecnici rilevanti riassunti in tabella:
| Caratteristica | Specifica HX-2 | Note Operative |
| Peso del sistema | 12 kg | Leggero e portatile |
| Carico utile (Payload) | Fino a 4 kg | Spazio anteriore di 310mm x 110mm |
| Raggio d’azione | 100 km | Permette colpi in profondità |
| Velocità terminale | 220 km/h | Difficile da abbattere in avvicinamento |
| Capacità penetrativa | ~1.000 mm RHA | Stima basata su testata HEAT da 100mm |
L’aspetto della penetrazione è cruciale: con un diametro utile per la testata di circa 110mm, l’HX-2 potrebbe montare cariche cave (HEAT) capaci di penetrare fino a 1000mm di corazza omogenea laminata (secondo la regola empirica per cui il getto penetra dieci volte il diametro del cono di rame). Sarebbe sufficiente per polverizzare il tetto o i fianchi di qualsiasi carro armato russo moderno, al netto delle corazzature reattive.
L’economia di guerra non perdona
Il caso Helsing dimostra ancora una volta che la valutazione di una startup e l’efficacia sul campo sono due metriche distanti. La società, non ancora quotata, ha ricevuto 600 milioni nell’ultimo round di investimenti ed è teoricamente valutata fra i 12 e i 14 miliardi, ma il valore teorico deve trovare poi conferma sui campi di battaglia.
L’HX-2 ha un potenziale enorme, ma se i componenti mancano o il software fa i capricci nel fango del Donbass, l’Ucraina – che combatte per la sopravvivenza e non per i dividendi degli azionisti – guarda altrove. Per ora, il “drone europeo per eccellenza” resta in hangar a fare i conti con i suoi bug, mentre al fronte si continua a usare ciò che funziona davvero, anche se è meno “smart”.
Domande e risposte
Perché l’Ucraina ha bloccato gli ordini del drone Helsing HX-2? La decisione deriva dal fallimento dei test condotti sul campo dal 14° Reggimento ucraino. Secondo un rapporto interno della difesa tedesca, il drone ha mostrato
problemi significativi durante le prove vicino alla linea del fronte e, in alcuni casi, risultava addirittura privo di componenti previsti per la navigazione autonoma, non rispettando le promesse tecniche fatte dalla startup tedesca.
Qual è la differenza principale tra il modello HF-1 e il nuovo HX-2?
L’HF-1 è un modello ibrido (software tedesco, hardware ucraino) già ampiamente utilizzato con successo. L’HX-2 è interamente sviluppato in Germania e presenta un design più avanzato con ali a “X” per una maggiore manovrabilità, un raggio d’azione di 100 km e un sistema di intelligenza artificiale più complesso per la navigazione senza GPS e il riconoscimento automatico dei bersagli, che però ha mostrato problemi di maturità.
Cosa rende teoricamente speciale il sistema di navigazione dell’HX-2?
Il punto di forza teorico è l’indipendenza dal segnale satellitare (GNSS). L’HX-2 utilizza una telecamera che scansiona il terreno e lo confronta in tempo reale con mappe pre-caricate, permettendo al drone di orientarsi e colpire anche in presenza di forte disturbo elettronico (jamming) nemico, una condizione standard sul fronte ucraino che rende inutilizzabili molti droni commerciali.









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