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Starmer cede alle pressioni USA: fermata la cessione delle Chagos e un conto multimiliardario

Il Regno Unito fa marcia indietro sulla cessione delle Isole Chagos alle Mauritius. Un vecchio trattato del 1966 e l’intervento di Donald Trump fermano l’accordo di Keir Starmer, definito “una grande stupidità” strategica ed economica per l’Occidente. Ecco perché Londra rischiava di perdere la base di Diego Garcia.

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Il governo laburista di Sir Keir Starmer è stato costretto a una brusca e imbarazzante frenata sul controverso disegno di legge per la cessione delle Isole Chagos, come riporta il Telegraph. La legislazione, che avrebbe dovuto essere discussa lunedì alla Camera dei Lord, è stata ritirata venerdì sera. Il motivo? Una tempesta diplomatica innescata da Donald Trump e la riscoperta, quasi archeologica, di un trattato del 1966 con gli Stati Uniti che sancisce la sovranità britannica sull’arcipelago.

Il Primo Ministro britannico si trova ora in un cul-de-sac diplomatico, schiacciato tra il desiderio di compiacere le corti internazionali e la cruda realtà della Realpolitik atlantica.

Un accordo economicamente e strategicamente insensato

Fin dall’inizio, l’idea di cedere l’arcipelago delle Chagos alle Mauritius è apparsa agli osservatori più attenti come una mossa incredibilmente svantaggiosa per il Regno Unito, priva di qualsiasi logica economica o di sicurezza nazionale.

Perché Londra avrebbe dovuto rinunciare volontariamente a un territorio sovrano cruciale per gli equilibri dell’Oceano Indiano? Le motivazioni ufficiali del governo puntavano a evitare “costose battaglie legali” a seguito di un parere, non vincolante, della Corte Internazionale di Giustizia del 2019.

Isole chagos

Tuttavia, i costi reali dell’accordo per i contribuenti e la sicurezza britannica erano ben altri:

  • Perdita di asset strategici: La rinuncia al controllo diretto sull’arcipelago, che ospita la vitale base militare di Diego Garcia.

  • Costi esorbitanti: Un esborso stimato in 35 miliardi di sterline di soldi dei contribuenti britannici a favore delle Mauritius.

  • Il fattore Pechino: Le Mauritius hanno stretti legami economici con la Cina. Consegnare le isole a uno stato amico di Pechino è un autogol strategico monumentale per l’Occidente.

  • Formula dell’affitto precario: L’idea di cedere la sovranità per poi prendere in affitto la base militare per 99 anni è una costruzione giuridica debole, soggetta ai futuri umori del governo mauriziano.

Posizione delle isole Chagos

Il fattore Trump e il Trattato del 1966

Donald Trump ha liquidato il piano britannico come “un atto di grande stupidità“, innescando una reazione a catena a Washington. I Conservatori britannici, fiutando l’aria che tira oltreoceano, hanno sollevato la questione di un trattato USA-UK del 1966. Questo accordo, registrato all’ONU, stabilisce esplicitamente che le isole “rimarranno sotto la sovranità del Regno Unito” per scopi di difesa congiunta

È l’ironia suprema: Starmer, l’ex avvocato che ha giustificato la cess.ione in nome del diritto internazionale, rischia ora di violare un trattato internazionale per portare a termine la sua resa. Come ha fatto notare Kemi Badenoch, leader dei Tory, “il suo vergognoso cedimento potrebbe essere illegale”.

Il gelo tra Downing Street e Washington

Le relazioni tra Starmer e Trump, già tese per la questione della Groenlandia (dove Starmer ha tentato di dare lezioni di “rispetto” al Presidente USA) e per le dichiarazioni sul ruolo della NATO in Afghanistan, sono ormai ai minimi termini.

Se Downing Street tentasse di forzare la mano senza l’approvazione di Washington, rischierebbe uno scontro frontale con il Dipartimento di Stato. Nel frattempo, i Conservatori gongolano: Scott Bessent (Segretario al Tesoro USA) e Nigel Farage hanno già discusso la questione a Davos, tessendo una rete che isola sempre di più il governo laburista.

DinamicaPosizione del Governo LaburistaPosizione USA (Amministrazione Trump)
Sovranità ChagosCessione alle Mauritius, affitto base.Mantenimento sotto controllo UK/USA.
GiustificazioneRispetto del parere (non vincolante) della CIG.Prevalenza della sicurezza nazionale e contenimento cinese.
Trattato 1966Tentativo di aggiornamento/riscrittura.Inviolabile, garanzia della proiezione di forza USA.

La ritirata strategica di Starmer dimostra che, nell’epoca Trump, violare un trattato con gli USa rischia di essere un’esperienza stressante e pericolosa Il dossier Chagos, nato come un esercizio di virtù progressista, si sta trasformando in un disastro su tutta la linea, ma questa sospensione può risparmiare al Regno Unito ulteriori spese e umiliazioni.


Domande e risposte

Perché il Regno Unito ha proposto di cedere le Isole Chagos?

Il governo laburista ha giustificato la mossa come un atto di adeguamento al diritto internazionale, citando un parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia del 2019 che invitava Londra a completare la decolonizzazione. Tuttavia, dietro questa facciata legale si celava la volontà ideologica di chiudere con il passato imperiale, ma ignorando i costi astronomici e la perdita di un asset geopolitico fondamentale, senza ottenere alcun vantaggio reale per i cittadini britannici.

Qual è l’importanza della base di Diego Garcia?

Diego Garcia è il cuore pulsante della proiezione di forza anglo-americana nell’Oceano Indiano e nel Medio Oriente. Questa base logistica e di intelligence permette di monitorare le rotte commerciali vitali e, soprattutto, di contenere l’espansionismo navale cinese nell’area. Cedere la sovranità di questo territorio a uno stato, le Mauritius, sempre più attratto dall’orbita economica di Pechino, è stato percepito dagli USA come un rischio inaccettabile per la sicurezza globale.

In che modo il trattato del 1966 blocca l’accordo di Starmer?

Il trattato anglo-americano del 1966 stabilisce che le Isole Chagos “rimarranno sotto la sovranità del Regno Unito” per consentire l’uso congiunto a fini di difesa. Cedere la sovranità alle Mauritius costituisce una violazione letterale di questo accordo. Per procedere legalmente, Londra avrebbe bisogno di una rinegoziazione con Washington, ma, con l’arrivo dell’amministrazione Trump, gli USA hanno sbarrato la strada, definendo la cessione una follia strategica.

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