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Starlink chiude i rubinetti alla Russia: tecnologia e profitti nel risiko spaziale di Musk

Elon Musk taglia la connessione ai droni russi: ecco come SpaceX ha bloccato Starlink al fronte. Mentre la tecnologia difende l’Ucraina, Starlink vola nei ricavi: superati i 10 miliardi di dollari in vista dell’IPO 2026.

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Elon Musk lo ha confermato con la consueta brevità via X: SpaceX è riuscita a bloccare l’uso non autorizzato dei terminali Starlink da parte delle forze russe con un metodo, in fondo, semplice. Un annuncio che non è solo una nota di cronaca bellica, ma che apre uno squarcio interessante su come la tecnologia satellitare stia diventando il vero asset strategico (e finanziario) del gruppo.

La mossa tecnica: quando la velocità diventa un limite

Il problema era emerso nei giorni scorsi, quando il Ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, aveva segnalato l’uso di terminali Starlink a bordo di droni russi a lungo raggio, come i Molniya-2, per aggirare i sistemi di disturbo elettronico locali.

La risposta di SpaceX non si è fatta attendere e, con un certo pragmatismo tecnico, ha colpito dove i russi non potevano difendersi: il software. Ecco le contromisure adottate:

  • Geofencing rigoroso: restrizioni basate sulla posizione geografica per impedire l’accesso nelle aree sotto controllo russo.
  • Limitazioni di velocità: è stato introdotto un “cut-off” automatico. Qualsiasi terminale che si muova a una velocità superiore a una soglia prestabilita (tra i 75 e i 90 km/h) viene istantaneamente disconnesso.
  • Machine Learning: l’aggiornamento delle policy sulla privacy di metà gennaio 2026 permette ora a SpaceX di analizzare i dati di comunicazione per addestrare sistemi di intelligenza artificiale in grado di scovare utilizzi anomali in tempo reale.

Queste misure rendono i terminali inutilizzabili sui droni d’attacco rapidi, pur mantenendo la stabilità della connessione per gli operatori a terra, civili o militari autorizzati, che si muovono a passo d’uomo o restano in postazioni fisse.

Non solo geopolitica: Starlink è la “gallina dalle uova d’oro”

Mentre Musk gioca la sua partita a scacchi sul campo di battaglia, i numeri raccontano una storia di successo economico che farebbe invidia a qualsiasi pianificatore industriale. Starlink non è più una scommessa futuristica, ma il motore trainante di SpaceX.

Starlink genera ormai oltre i due terzi del fatturato totale dell’azienda. Con un utile di circa 8 miliardi di dollari, SpaceX si prepara al debutto sui mercati pubblici previsto per il 2026. Sarà una delle quotazioni più clamorose.

Verso la quotazione e l’integrazione con l’IA

Le grandi banche d’affari già iniziano a far girare le calcolatrici: la valutazione post-IPO potrebbe superare i 1.500 miliardi di dollari. Ma la vera mossa da “scienziato pazzo” (o da genio della finanza, a seconda dei punti di vista) potrebbe essere un’altra: l’integrazione di SpaceX con xAI, la società di intelligenza artificiale di Musk.

Creare un unico colosso che unisca infrastruttura spaziale e intelligenza computazionale non è solo una suggestione, ma una strategia per dominare il settore della tecnologia strategica globale. In un mondo che riscopre la necessità di investimenti infrastrutturali e sovranità tecnologica, Musk sembra aver letto il manuale del perfetto neo-keynesiano, applicandolo però allo spazio profondo e al libero mercato.

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