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Nella Spagna delle “riforme” aumenta la disoccupazione.

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Ieri, in coincidenza dell’annunciato QE di Draghi, la Spagna ha registrato un “inaspettato” aumento della disoccupazione per il quarto trimestre 2014 passando dal 23,67 al 23,7% rispetto al trimestre precedente.
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La serie di ribassi dal 2013 del tasso dei senza lavoro sino all’ultimo trimestre 2014 la si può spiegare  da un calo della popolazione (emigrazione soprattutto) e quindi di meno persone in cerca di lavoro.
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Ma la Spagna delle “riforme” della flessibilità sul lavoro,  del suo miracolo non doveva invertire la rotta della crisi come affermavano i fautori della competitività intraeuropea di casa nostra ovvero il PD ?
Ovvio che per essere competitivi in assenza di riallineamenti del cambio nel commercio con i paesi che condividono la stessa moneta, la distruzione della domanda interna con conseguente disoccupazione sono fattori inevitabili e necessari per tagliare prezzi e salari al fine di poter esportare di più secondo la logica mercantilista
Non a caso a dicembre la deflazione in Spagna si è più che confermata con un -1% di inflazione negativa…
Donne è arrivato il  QE e la banca centrale spagnola si accollerà i rischi per l’80% relativo al piano di Draghi…

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