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Attualità

Siamo al culmine della bolla finanziaria?

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Alcuni segnali  sono abbastanza preoccupanti sui mercati:

  • Politica monetaria più restrittiva e valutazioni elevate.
  • Meno liquidità a livello globale poiché le banche centrali rallentano l’accomodamento.
  • Meno liquidità nell’economia svaniscono le precedenti iniezioni monetarie e gli aiuti pandemici.
  • L’inflazione più alta riduce i consumi in assenza di politiche di redditi
  • Crescita economica più debole
  • Debole fiducia dei consumatori a causa dell’inflazione
  • Appiattimento della curva dei rendimenti
  • Crescita degli utili più debole
  • Compressione del margine di profitto
  • Confronti anno su anno più deboli della maggior parte dei dati economici.

Tutto questo sembra indicare che il 2022 si presenterà come un anno di svolta per la finanza e i mercati, e qualche settore , come le valute virtuali, lo sta già sentendo.

Prima di tutto il “Margin debt”, il denaro preso a prestito per speculazioni finanziarie è ai massimi

 

Del resto la capitalizzazione complessiva del mercato ha superato quella del Duemila, quando è scoppiata la bolla delle DotCom

I flussi finanziari nei fondi azionari hanno raggiunto dei livelli colossali, difficilmente mantenibili in futuro. Questo taglia le risorse per un mantenimento dei livelli attuali di crescita del mercato.

 

Essere al culmine di una bolla significa che la direzione è solo una, quella della discesa. Se l’economia fosse mondialmente particolarmente forte, non sarebbe un problema: potrebbe reggere questo e ben altri colpi. Il problema è proprio nel fatto che molti problemi non sono ancora risolti:

  • La transizione energetica sta facendo danni in un mercato importante come quello europeo;
  • La variante Omicron sta entrando solo ora in Cina, per cui ci saranno dei problemi nelle catene distributive;
  • fuori dagli USA la situazione è politicamente ed economicamente molto turbolenta
  • la domanda di lavoro negli USA è elevata, ma comunque è calata

Le premesse sono negative e rischiano di condurre verso una situazione non di rallentamento, ma di crash. Alcune possibilità che succeda sono ben presenti. Pensate al 2008, e peggioratelo, ed avrete un’immagine di quello che potrebbe, ma ci auguriamo di no, succedere.


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