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Semiconduttori: aumentano le richieste del raddrizzatore di corrente

Tra i semiconduttori si annoverano differenti tecnologie, ognuna delle quali può risultare maggiormente utile in uno specifico ambito, qualora, ad esempio si voglia switchare tra un segnale alternato a una corrente continua bisogna usare il cosiddetto raddrizzatore di corrente che svolge un’operazione chiamata, appunto, raddrizzamento o rettifica. In questo ambito non c’è un unico dispositivo ma se ne possono trovare differenti, si parla di quelli a onda, a semionda o a ponte, conoscere meglio il sistema, quindi aiuta, certamente a fare la scelta migliore.

Cos’è il raddrizzatore di corrente

Il raddrizzatore di corrente è un dispositivo costituito da un corpo in plastica e da 4 pin che permettono di saldarlo al circuito o ancorarlo in vari modi. Il dispositivo consente il passaggio di corrente, quindi è realizzato con materiali semiconduttori e oltre svolgere la sua azione, quindi commutare una corrente alternata in una continua, evita che il flusso di elettroni possa tornare indietro e impedisce di variare le polarità di ingresso e uscita, quindi non inverte il verso della corrente.

I sistemi che possiamo trovare attualmente nei negozi derivano dal ponte di Graetz sviluppato dall’omonimo fisico nel 19° secolo, questo è capace di creare una corrente costituita dalla somma degli impulsi derivanti da quella alternata. Se si cerca un dispositivo che, invece, crei l’effetto opposto, cioè commuta una corrente continua in una alternata occorre scegliere un inverter.

Caratteristiche di un raddrizzatore di corrente

Esistono differenti tipi di raddrizzatori di corrente, questi possono essere classificati in base a differenti parametri come: la temperatura alla quale operano, ciò è importante quando si impiegano in dei sistemi che si riscaldano, alla tensione, alle specifiche dei singoli componenti, infatti tali dispositivi sono costituiti da 4 diodi collegati a un resistore in grado di dissipare la potenza, al voltaggio, al numero delle fasi, in questo varia principalmente la quantità dei diodi che nel monofase sono 4 mentre in quello trifase sono 6, al tipo di controllo, che si può effetture se oltre al circuito principale ci sono anche altri componenti, o al tipo di installazione, come accennato, infatti, i raddrizzatori di corrente possono essere saldati o fermati con una vite. Si parla, inoltre, di sistemi controllati o incontrollati sui primi si può agire imponendo valori specifici  mentre sui secondi no, quindi questi devono essere utilizzati quando la potenza non varia.

Quando si desidera acquistare un accessorio di questo tipo è bene rivolgersi a negozi specializzati anche quelli che operano online che mettono a disposizione una più alta variabilità di merci e una più facile scelta, infatti, leggendo le descrizioni o contattando il personale, che risponde non solo per mail ma anche per telefono, si possono ottenere utili informazioni e quindi processare l’ordine e ricevere la merce direttamente a casa propria in qualche giorno.

Quando usare un raddrizzatore di corrente

Come visto il raddrizzatore di corrente consente di trasformare la corrente alternata, caratterizzata da un flusso di energia variabile nel tempo, in corrente continua, che permette di avere un flusso di elettroni sempre uguale, in quanto ci sono ambiti in cui si preferisce questo tipo di alimentazione. Nello specifico la corrente continua attualmente si usa particolarmente nell’elettronica o in quei casi in cui un’apparecchiatura non è alimentata con una presa a muro ma con una batteria la quale accumula energia e la rilascia in modo costante senza oscillazioni.

La corrente alternata si usa in prevalenza negli impianti domestici o industriali ecco perché a volte è necessario un raddrizzatore di corrente per commutare l’energia. Concretamente i raddrizzatori di corrente si usano nei dispositivi radio, nei sistemi che devono alzare la temperatura di un gas, all’interno di elettrodomestici come la televisione o in altri che necessitano di essere costantemente alimentati.


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