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Scott Bessent annuncia il pugno duro contro i finanziamenti occulti alle ONG: “Useremo gli stessi metodi usati contro la mafia”

Il Segretario al Tesoro annuncia un giro di vite sui finanziamenti occulti alle proteste violente. In arrivo un programma per informatori per smascherare i flussi di denaro “dark money”.

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Le proteste negli USA , a partire da quelle della prima presidenza Trump, a quelle Pro Pal, alle attuali sono legate direttamente ai finanziamenti di un gruppo di ONG della sinistra radicale, a loro volta finanziate non da donazioni popolari, ma da magnati di sinistra che perseguono i loro obiettivi.

Il denominatore comune sembra essere sempre lo stesso: le ONG finanziate da “denaro oscuro” (dark money), flussi di capitali spesso opachi che mirano a generare caos e instabilità. Stiamo assistendo a queste dinamiche in tempo reale, con il complesso industriale della protesta che si è attivato in diverse città a guida democratica poche ore dopo incidenti che coinvolgono agenti federali. Ma ora, al Dipartimento del Tesoro, la musica sembra essere cambiata.

L’intervento di Bessent: seguire i soldi

Il Segretario al Tesoro Scott Bessent, in una recente conversazione con il giornalista Christopher Rufo, ha affrontato il tema dei finanziamenti alle no-profit di sinistra, riconoscendo che il Tesoro sta “esaminando” le attività e le strutture di finanziamento di queste organizzazioni. L’approccio non è ideologico, ma squisitamente tecnico e finanziario: trattare le reti di finanziamento illecite delle proteste violente esattamente come si trattano le organizzazioni criminali.

Ecco la traduzione esatta dello scambio tra Rufo e Bessent, un passaggio che probabilmente toglierà il sonno a molti gestori di fondi “no-profit”:

Christopher Rufo: “Ci sono organizzazioni no-profit 501 finanziate da denaro oscuro di sinistra, che stanno organizzando—o almeno incoraggiando a distanza—attività criminali. Proteste criminali. Ostruzione criminale di ufficiali federali, inclusi gli agenti dell’ICE. Il Tesoro sta indagando su questo? È qualcosa su cui avete l’autorità di intervenire, e cosa possiamo aspettarci?”

Scott Bessent: “Sì, sì e sì. Quindi questi gruppi che sono impegnati in questo—abbiamo l’autorità, e li stiamo esaminando. Perché quando vedi questi manifestanti, qualcuno li sta finanziando. Ci sono case sicure. Quando vedi 300 persone con lo stesso laser che usano per accecare gli agenti del DHS nei tribunali di Portland, qualcuno ha comprato quei laser. E ancora, quello che facciamo è seguire i soldi—proprio come abbiamo fatto con la mafia, proprio come li seguiamo. Scopriremo chi ha fatto questo. Ho annunciato oggi che metteremo in atto un programma per informatori. E la mia sensazione è che i ratti si tradiranno a vicenda. Come credo tu abbia riportato—o qualcuno ne ha parlato in una tavola rotonda—uno dei truffatori somali ha cercato di corrompere un giurato con 120.000 dollari. Si è scoperto che le erano stati dati 200.000 dollari per corrompere i giurati, e lei ne ha sottratto una parte. È come lo scorpione—è nella loro natura.”

La strategia del Tesoro: Whistleblower e RICO?

L’approccio di Bessent è chiaro: applicare le tecniche di indagine finanziaria utilizzate contro la criminalità organizzata alle reti politiche che finanziano disordini. Il riferimento alla mafia non è casuale, ma suggerisce l’utilizzo di strumenti aggressivi per tracciare i flussi di cassa che acquistano equipaggiamento (come i laser citati), pagano cauzioni o finanziano “safe houses”.

Il riferimento finale è a Seamus Bruner, Direttore della Ricerca presso il Government Accountability Institute, che aveva già informato l’amministrazione sui flussi di denaro verso gruppi radicali. Bruner aveva sottolineato come decine di organizzazioni radicali abbiano ricevuto oltre 100 milioni di dollari da investitori interessati al disordine civile.

La strategia di Bessent sembra articolarsi su tre pilastri:

  • Tracciamento forense: Identificare chi paga per la logistica delle proteste violente.

  • Incentivi ai delatori: Il nuovo programma per whistleblower mira a far crollare le organizzazioni dall’interno, sfruttando l’avidità o la paura dei partecipanti (“i ratti si tradiranno a vicenda”). Chi parla per primo ottiene un premio in denaro consistente, l’immunità e una nuova vita.

  • Revoca dello status fiscale: Molte di queste entità operano come 501(c), ovvero enti di beneficenza esentasse. Perderlo significherebbe la loro fine operativa, oltre a una serie di inchieste pena pesantissime.

Il Dipartimento del Tesoro e FBI potrebbero poi ricorrere al RICO, ovvero il Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act,  una legge federale statunitense volta a combattere la criminalità organizzata prendendo di mira le organizzazioni criminali e i modelli di attività illegali (racket) nel tempo, consentendo severe sanzioni penali e azioni civili contro coloro che sono coinvolti in attività quali omicidio, corruzione, riciclaggio di denaro, traffico di droga e frode, anche se non hanno commesso essi stessi i reati specifici ma hanno tratto vantaggio dall’organizzazione. Questa norma, studiata per la mafia, permetterebbe di colpire chi si muove le fila nell’ombra.

Se il Tesoro riuscisse a dimostrare il collegamento diretto tra i grandi donatori e attività criminali specifiche, potremmo assistere a uno dei più grandi terremoti legali nella storia recente delle organizzazioni politiche americane.


Domande e risposte

Come può il Tesoro intervenire legalmente su organizzazioni politiche? Il Dipartimento del Tesoro, attraverso l’IRS (il fisco americano), ha l’autorità di revocare lo status di esenzione fiscale 501(c)(3) alle organizzazioni che violano la legge o che si impegnano in attività non previste dal loro statuto, come il finanziamento di atti criminali o sommosse. Inoltre, il Tesoro gestisce il FinCEN, che combatte il riciclaggio di denaro. Se i fondi usati per le proteste provengono da fonti illecite o vengono usati per commettere reati federali, il Tesoro ha piena giurisdizione per congelare asset e perseguire i responsabili finanziari, trattandoli come associazioni a delinquere.

Cosa significa l’analogia con la mafia usata da Bessent? L’analogia si riferisce al metodo investigativo “Follow the money” (segui i soldi). Nella lotta alla mafia, gli investigatori hanno smesso di concentrarsi solo sugli esecutori materiali dei crimini in strada, puntando invece ai contabili e ai flussi finanziari che sostenevano l’organizzazione. Bessent intende applicare lo stesso principio: non limitarsi ad arrestare il manifestante violento, ma risalire a chi ha pagato per il suo trasporto, il suo equipaggiamento (es. laser, scudi) e la sua assistenza legale, smantellando la struttura economica che rende possibili le proteste organizzate.

Il programma per “whistleblower” è efficace in questi contesti? Storicamente, i programmi per informatori sono molto efficaci quando ci sono grandi somme di denaro non tracciate. Bessent scommette sulla natura umana e sui conflitti interni a queste organizzazioni. Offrendo immunità o ricompense finanziarie a chi denuncia l’uso illegale di fondi all’interno delle ONG, il Tesoro mira a creare paranoia e sfiducia tra gli organizzatori. Come citato nell’esempio della frode somala, spesso gli intermediari sottraggono fondi per arricchimento personale; queste “crepe” sono esattamente ciò che il Tesoro intende sfruttare per ottenere prove concrete.

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