Difesa

Scontro sull’Indo-Pacifico: la Cina avverte il Regno Unito dopo lo scalo della HMS Prince of Wales a Tokyo

L’arrivo di una portaerei britannica nella capitale giapponese scatena la reazione di Pechino. Un chiaro segnale dell’espansione degli interessi NATO e Occidentali a contrasto dell’espansionismo cinese nello Stretto di Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale.

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Scontro diplomatico sull’Indo-Pacifico: mentre la HMS Prince of Wales attracca a Tokyo, la Cina avverte Londra di non interferire sullo Stretto di Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale. Un chiaro segnale dell’ampliamento degli interessi della NATO e dell’Occidente a contrasto dell’espansionismo cinese.

La Cina ha alzato il tiro contro i crescenti legami tra il Regno Unito e il Giappone, avvertendo Londra di non interferire nello Stretto di Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale. L’avvertimento arriva proprio mentre una portaerei britannica fa scalo a Tokyo, un evento dal forte valore simbolico.

“Esortiamo la Gran Bretagna e il Giappone a riflettere profondamente sulle loro parole e azioni errate riguardo a Taiwan e alle questioni marittime, a smettere di interferire negli affari interni della Cina e ad astenersi dal creare problemi e tensioni nella regione dell’Asia-Pacifico”, ha dichiarato giovedì l’ambasciata cinese nel Regno Unito.

La risposta cinese è stata scatenata da una dichiarazione congiunta rilasciata a Tokyo dal Segretario alla Difesa britannico, John Healey, e dal suo omologo giapponese, Gen Nakatani. I due ministri hanno convenuto che “la sicurezza e la prosperità dell’Euro-Atlantico e dell’Indo-Pacifico sono indivisibili” e hanno “riaffermato l’importanza della pace e della stabilità nello Stretto di Taiwan”. In un chiaro riferimento a Pechino, hanno anche espresso “serie preoccupazioni” per il Mar Cinese Orientale e Meridionale e si sono detti “fortemente contrari a qualsiasi tentativo unilaterale di cambiare lo status quo con la forza o la coercizione”.

Questo scontro diplomatico coincide con l’arrivo della portaerei HMS Prince of Wales, ammiraglia della Royal Navy, a Tokyo. Si tratta della prima nave da guerra straniera di questo tipo ad attraccare nella capitale giapponese e l’evento fa parte di una complessa operazione di dispiegamento della durata di otto mesi nell’Indo-Pacifico. Altre portaerei , come la Cavour, hanno visitato il Giappone, ma non la capitale.

Il Regno Unito sta espandendo il suo ruolo nella regione proprio per contrastare la crescente assertività della Cina, in uno sforzo che vede nel Giappone un alleato strategico. Allo stesso tempo, il Giappone sta guardando oltre il suo alleato tradizionale, gli Stati Uniti, per rafforzare la sicurezza con altre nazioni come il Regno Unito, l’Australia e le Filippine.

“Siamo orgogliosi di portare la nostra cooperazione aerea e navale a nuovi livelli”, ha detto Healey. Nakatani ha sottolineato come la visita della portaerei dimostri l’impegno del Regno Unito a dare un contributo proattivo alla pace e alla stabilità nella regione. “Il Giappone e la Gran Bretagna sono i partner per la sicurezza più stretti in Asia e in Europa e abbiamo costantemente migliorato la cooperazione”, ha concluso.

La Prince of Wales a Tokio

La portaerei guida un gruppo d’attacco di 12 nazioni con 4.000 membri di equipaggio ed è la prima nave di questo tipo a visitare la città. Il gruppo d’attacco è arrivato in Giappone il 12 agosto, quattro anni dopo l’ultima visita di una portaerei britannica, la HMS Queen Elizabeth nel 2021.

La manovra navale britannica è stata definita “pomposa” da Shi Yinhong, professore di relazioni internazionali presso la Renmin University of China, che ha notato l’entusiasmo giapponese per la collaborazione marittima. Per la prima volta, infatti, il Giappone ha schierato una portaerei per elicotteri e un cacciatorpediniere per fornire “protezione degli asset militari” alle forze britanniche, un’azione finora riservata solo alle truppe statunitensi e australiane.

Il dispiegamento della Prince of Wales, denominato Operazione Highmast, ha attraversato il Mediterraneo, il Medio Oriente e l’Oceano Indiano, con tappe a Singapore e in Australia. Il Giappone rappresenta la sua ultima fermata in Asia prima di tornare in Europa.

A luglio, quando la portaerei ha attraccato nella città australiana di Darwin, Healey ha dichiarato senza mezzi termini che il Regno Unito era pronto a combattere nel Pacifico in caso di conflitto per Taiwan.

Pechino considera Taiwan parte della Cina da riunificare con la forza, se necessario. Sebbene la maggior parte dei Paesi, inclusi gli Stati Uniti, non riconosca Taiwan come Stato indipendente, Washington si oppone a qualsiasi tentativo di conquistare l’isola con la forza e si impegna a rifornirla di armi. Parallelamente, anche l’Unione Europea, insieme a membri chiave come Francia e Germania, ha intensificato la sua presenza nell’Indo-Pacifico.

Questa mossa combinata di forze occidentali e del Giappone rappresenta un chiaro segnale di come il fronte anti-cinese si stia consolidando, proiettando anche gli interessi della NATO ben oltre i suoi confini tradizionali.

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