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Referendum: Zingaretti non incassa nulla e consegna la Costituzione al M5S (di Giuseppe Palma)

Il Pd prende in giro se stesso. Martedì 8 settembre la Commissione Affari Costituzionali della Camera licenzierà (forse) il testo della nuova legge elettorale, che al momento è quello che giace in Commissione da fine gennaio, il cosiddetto Germanicum o Brescellum, dal nome del presidente della Commissione Giuseppe Brescia (M5S) che ne ha redatto gli articoli. Dopo di che la discussione dell’Aula di Montecitorio inizierà il 28 settembre, cioè una settimana dopo il referendum (20-21 settembre). Eppure gli accordi di un anno fa tra Pd e M5S prevedevano, in cambio del Sì dei Dem al taglio dei parlamentari, una riforma del sistema elettorale che correggesse le distorsioni derivanti dalla consistente riduzione numerica dei componenti delle Camere (https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2020/09/02/legge-elettorale-germanicum-in-aula-il-28-settembre-_0957839b-5eb3-4111-8b77-717945f180b6.html).

Non a caso il Pd aveva votato contro in Parlamento tre volte su tre. Al quarto passaggio (seconda votazione in seconda deliberazione alla Camera), il partito di Zingaretti aveva invece votato a favore in nome del nuovo governo, il Conte bis. A luglio 2019 i Dem votavano contro nell’ultimo passaggio al Senato, dopo appena tre mesi – ad ottobre – votavano invece a favore alla Camera. Cosa non si fa pur di tornare al governo da sconfitti nelle urne!

Tuttavia, in un anno, non hanno visto la luce né la nuova legge elettorale né i nuovi regolamenti parlamentari che il Pd aveva nel frattempo chiesto in cambio del suo Sì alla riduzione numerica delle Camere.

Certo, Italia Viva ha fatto un po’ di ostruzionismo (al momento dell’accordo di governo Dem-5Stelle Renzi era ancora nel Pd), ma il dato di fatto resta: Zingaretti ha consegnato al M5S lo scalpo della Costituzione in cambio del governo, senza ottenere in cambio un bel niente. Nulla di nulla, se non la metà dei ministeri nell’esecutivo.

Si dirà che legge elettorale e nuovi regolamenti parlamentari arriveranno poco dopo la consultazione referendaria, ma non è vero. Italia Viva, pur annunciando il suo voto favorevole sul Germanicum in Commissione per martedì, ha già fatto sapere di essere più propensa – dopo aver per qualche mese corteggiato il proporzionale – verso un sistema elettorale maggioritario similare a quello previsto per l’elezione dei sindaci, oppure per un sistema alla tedesca (cioè un proporzionale con la metà dei seggi assegnati coi collegi uninominali). Questo vuol dire che a fine settembre l’accordo Pd-5Stelle sulla legge elettorale NON verrà approvato dall’Aula di Montecitorio. Tutto da rifare.

Zingaretti si ritroverà con una riforma costituzionale che non voleva, ma sulla quale lunedì 7 settembre dirà ai suoi di votare Sì al referendum, senza neppure i correttivi che aveva richiesto. Il segretario Dem ha consegnato una “cambiale in bianco” al MoVimento senza riuscire ad ottenere neppure l’approvazione della nuova legge elettorale prima del referendum. Un salto nel buio.

E dire che non è in gioco solo una mera questione di composizione numerica delle Camere, qui è in gioco il ruolo stesso del Parlamento: trattato negli ultimi sei mesi come una specie di “notaio in differita” delle decisioni del governo plenipotenziario, se vincesse il Sì al referendum diventerà un’assemblea oligarchica a disposizione delle segreterie di partito. Senza considerare, poi, che il Germanicum – ad oggi – prevede le liste bloccate (cioè nessuna possibilità per l’elettore di scegliersi direttamente i propri rappresentanti), quindi non solo la rappresentanza del popolo in Parlamento verrà consistemente ridotta dal punto di vista numerico, ma i cittadini rischiano di non poter eleggere neppure i 600 parlamentari previsti dalla riforma.

Povera Costituzione, in mano all’anti-politica dei 5Stelle e al vile opportunismo del Pd.

Giuseppe PALMA

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Consigli letterari:

1) di Paolo Becchi e Giuseppe Palma, “Una riforma sbagliata. Dodici motivi per dire NO al taglio dei parlamentari“, Gds, febbraio 2020. Qui per l’acquisto 👇: https://www.amazon.it/Una-riforma-sbagliata-Dodici-parlamentari/dp/8867829920/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=una+riforma+sbagliata&qid=1597305132&sr=8-1

2) di Paolo Becchi e Giuseppe Palma, “DEMOCRAZIA IN QUARANTENA. Come un virus ha travolto il Paese“, Historica edizioni.

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