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Referendum e Renzi: siamo alle battute finali del Clintoniano d’Italia?

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Chi voterà a favore di Renzi in questa importantissima tornata referendaria? Facciamo i conti, ma partendo dai NO. Ecco chi sono i contrari a Renzi:

– il partito trasversale antiRenzi, ossia tutti quelli che a prescindere dalla fede politica non lo possono sopportare (e sono tanti, diciamolo, l’ex sindaco fiorentino ha fatto in modo di rendersi più antipatico che simpatico)
– i grillini
– i leghisti
– i nostalgici di Forza Italia
– i sostenitori di Berlusconi
– la destra
– la sinistra PD
– i piccoli imprenditori tartassati
– tutti quelli che sono passai per le grinfie dell’Agenzia delle Entrate/Equitalia

A favore di Renzi, ossia il fronte del SI, direi che ci sono coloro che pensano di aver qualcosa da perdere da un NO e dunque dall’instabilità che ne deriverebbe; instabilità salutare ben s’intenda, per lo meno potremo rifiutare bellamente qualsiasi azione forzosa di correzione dei nostri conti, leggasi tasse aggiuntive e/o privatizzazioni con la sola scusa del “perchè le vuole l’Europa”

Il problema (per Renzi) è che coloro che pensano di avere qualcosa da perdere sono soprattutto al nord e sono i reduci della ex classe media. Quello che non si riesce a capire da fuori è che tale classe media è stata decimata dallo stesso Renzi e dai suoi due predecessori, quindi sono rimasti in pochi. Aggiungiamoci i ciellini o meglio quei ciellini non formigoniani in quanto l’ex capo di CL è stato letteralmente sacrificato proprio per fare spazio al Renzi…

Insomma, a vederla freddamente il NO dovrebbe aver vinto a mani basse.
Chi scrive legge per altro l’aumento dell’affluenza precisamente a causa del fatto che chi a torto o a ragione “odia” Renzi non ha perso l’occasione per “restituire il favore”, dopo 3 anni di sonore prese per i fondelli.

Un pensiero per quelli che pensano di aver qualcosa da guadagnare mantenendo lo status quo o peggio delegando il controllo del paese all’Europa: se il SI vincerà, cosa che ritengo poco logica ma certamente possibile in Italia (patria dell’ignavia ignavia di dantesca memoria, ma che certe volte sorprende…), preparatevi a tasse come non ne avete mai viste, al limite dell’esproprio. Per assurdo un NO costringerebbe l’EU a maggiore flessibilità, soprattutto in vista della prossima tornata elettorale del 2017 in giro per il continente.

Qualcuno – forse – spera ancora che l’euro possa resistere e quel qualcuno parla certamente tedesco (per forza, facendo pagare ai periferici hanno accumulato un mare di potere e di ricchezza).
Inoltre, attenzione: l’appoggio e gli auguri di Obama han portato male a più di un capo di Stato durante gli ultimi 8 anni, Hillary Clinton inclusa. Ossia, volete vedere che anche Angela Merkel, candidata al governo europeo con l’imprimatur obamiano di alcune settimane fa, cadrà nella stessa precisa identica maniera di come cadde Helmut Kohl?

Vedremo. Spero solo che da noi non ci siano brogli, in tale caso bisognerà verificare come si confronteranno i clintoniani al potere in Italia con i nuovi inquilini della casa bianca, non propriamente clintoniani ed anzi decisamente intransigenti in tema di appartenenze.

Per intanto aspettiamo i risultati del nostro di referendum.
Chi scrive ha già votato per il NO.

Jetlag per Mitt Dolcino

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