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Cartolina dagli States: Il nuovo governo USA approverebbe brogli nel nostro referendum da parte dei supporter dei Clinton?

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Non l’ho mai detto chiaramente per ovvie ragioni: oggi sono più tranquillo, ammetto che temevo che il clan Clinton potesse pensare di sovvertire il risultato delle urne americane cercando il colpo di coda nella notte dei delegati il 19 dicembre, quando il presidente eletto dovrà essere nominato ufficialmente. Chiaramente, sarebbe stato un colpo di mano per non dire di peggio. In effetti il piano “C” era davvero diabolico: prima Jill Stein opportunamente finanziata dai vari Soros di turno chiedeva il riconteggio, poi si andava alla votazione dei delegati col dubbio di brogli Trumpiani (come cambia velocemente il mondo). Dunque, oliando bene gli ingranaggi, in perfetto stile Clinton si trovavano delegati sufficienti per bloccare la votazione a far passare la nomina presidenziale in mano al Congresso. Da lì alla delegittimazione di Trump il passo sarebbe stato breve.

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Bene, vediamo la nuova squadra di Trump e capiamo che dalla sua parte ha tutti i vertici militati inclusa intelligence e polizia (Flynn, Pompeo, Mattis oltre all’ammiraglio Rogers ed a politici diciamo “marziali”, parlo di Jeff Sessions di fatto a capo dell’FBI e di Rudy Giuliani vedremo se ai servizi segreti o alla Segreteria di Stato). In più vari giudici statunitensi si sono già esposti negando il riconteggio manuale chiesto dalla Stein, forse anche loro han capito che il Clan Clinton sta davvero delegittimando il paese. In tale contesto vedo davvero difficile un colpo di coda ed anzi sembra facile prevedere conseguenze pesanti per i destabilizzatori.

Oggi “Mad Dog” Mattis viene promosso a ministro della difesa, si attende l’approvazione del Congresso e vedremo se arriverà (…). Un gran generale James Mattis, osannato dai suoi, gli italiani dovrebbero conoscerlo bene (ed imparare a temerlo, vero Gentiloni?) visto che fu il comandante delle operazioni nella battaglia di Fallujah dove lo scomoda testimone chiamata Giuliana Sgrena aveva documentato la battaglia “dal di dentro” ed anche il possibile uso di armi anticonvenzionali.

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Un militare vero Mattis, che non accetta i tradimenti – ci sarà da ridere nei rapporti con certi politici – e non avrebbe mai approvato quanto successo all’ambasciatore Stevens ed alla sua scorta, ucciso a Tripoli da mercenari si sussurra finanziati dagli USA senza copertura militare in quanto la politica lo voleva morto per aver scoperto le tresca del clan Clinton con il Qatar (…, un generale 4 stelle venne deposto perché si rifiutò di far morire i propri soldati di scorta a Stevens, il gen. Carter Ham, ndr). Pensate che a difendere l’ambasciatore USA, morto non in ambasciata ma in una villetta vicina (fu una esecuzione, con scempio del cadavere) andarono i libici per ordine italiano, peccato che il gen. G. Calligaris a capo dell’operazione Odissey Down lato italico non possa spiegarci cosa accadde quel giorno, il nostro morì in uno strano incidente nel bel mezzo dell’inchiesta sul gen. Ham. Chiaramente la spinta a far tacere Stevens arrivava dai comandi militari francesi sul territorio ed in nome dell’Europa (vedasi i contratti che i francesi poi firmarono in Qatar e emirati), ecco forse spiegato il livore dei militari USA per l’apparato di difesa EU in veste franco-tedesca [livore opportunamente tradotto in una strategica nomina NATO in Europa (Brunssum), sempre appannaggio franco-tedesco dai tempi di Eisenhower, al nostro generale Farina ed anche in presenza di un comandante supremo NATO europeo oriundo italiano (commento personale: situazione assolutamente incredibile)].

Anzi, forse tutti gli appartenenti al clan Clinton dovrebbero iniziare a preoccuparsi anche e soprattutto all’estero. Non è un caso che negli scorsi giorni dietro impulso del ministro Alfano sia stato richiesto dettaglio di tutte le indagini di polizia anche segrete in corso. Ed anche se non finalizzate (forse per scoprire se i politici nazionali saranno sotto attacco a breve?). Mossa senza senso, infatti i magistrati – soprattutto alcuni magistrati – si sono opposti.

Nel bene del Paese mi viene da fare una considerazione: se qualcuno pensa di fare brogli nell’elezione referendaria di domani, beh, auguri. Tanto per capirci, vista l’immane presenza militare USA in Italia, i servizi informativi alleati sul nostro territorio sono storicamente delegati ai militari, certamente allineati ai comandi politici della prossima amministrazione Trump (forse manca il probabile avvicendamento al comando della flotta US Navy di stanza a Napoli). Appunto, se ci saranno brogli in Italia, parlo degli stessi brogli non riusciti negli States per far eleggere l’avversario di Trump, beh, davvero auguri….

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Saremmo tutti curiosi di sapere cosa pensa di tutto questo il nostro Matteo Renzi, visto che a tutti gli effetti – anche e soprattutto culturalmente, lui maestro del pay to play – l’ex sindaco fiorentino va considerato parte integrante della Fondazione Clinton, titolare in pectore della succursale nel nostro paese.

Fantomas per Mitt Dolcino

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