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QE di Draghi. Quando si “riscoprono” le sovranità nazionali per convenienza.

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Oggi Draghi ha annunciato il suo piano di acquisti dei titoli di Stato dell’area euro, ormai in coma deflattivo.
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Tante aspettative in questi giorni, non dal sottoscritto, ma dalle mille voci europeiste, che confidano in una svolta dell’economia italiana ed europea.
Il piano della BCE si rivelerà un ennesimo bluff oltre a mostrare una certa ipocrisia anche ideologica.
Il QE di Draghi consiste in una somma di 60 mld al mese per 18 mesi fino a settembre 2016 per l’acquisti di titoli di Stato (per l’Italia una quota del 17.48% di 60mld ) ma anche privati, ma attenzione, a differenza dalle altre banche centrali come quella americana, inglese o giapponese, quella europea garantirà solo al 20% ovvero condividerà i rischi con gli altri Stati solo per la percentuale indicata. In poche parole, nel caso italiano ad esempio, la Banca d’Italia  dovrà accollarsi i rischi dell’acquisto dei titoli di Stato per l’80% il restante verrà acquistato dalla BCE che ne condividerà i rischi. Pertanto su una cifra di circa 10.488 mld al mese in acquisto di titoli di Stato e privati, la Banca d’Italia dovrà garantire (ovvero noi) un cifra intorno a 8.39 mld mentre solo 2.09 circa garantiti dalla BCE. Visto le proporzioni delle due banche centrali, per logica le percentuali di garanzia dovrebbero almeno essere il contrario.
A questo punto sarebbe bene sollevare più di un sospetto circa le riserve auree della Banca d’Italia ovvero del popolo italiano, le quali sarebbero in questo caso messe in garanzia per un eventuale default e/o rottura dell’euro.
Inoltre in questo deludente programma di espansione monetaria, che espansione non sarà, perchè se vi sono presenti i vincoli di bilancio, i soldi difficilmente verranno spesi dalla popolazione, prevede che  Grecia e il Portogallo  ne sarebbero esclusi perchè non possiedono titoli di Stato con un rating di qualità se non sotto le condizioni della TROIKA.
Questi due fattori, sono il risultato di un compromesso fatto con la Germania, che si è sempre rifiutata per una condivisione dei debiti in Europa e di manovre espansive, visto che la deflazione arricchisce i loro crediti.  Il QE di Draghi non risolleverà certol’economia europea facendola uscire fuori dalla deflazione ma soprattutto questo piano della BCE ha un messaggio ideologico che consiste nel fatto che la cessione di sovranità da parte degli Stati deve essere effettuata per gli interessi di chi è al potere in Europa, viceversa per dare un aiuto l’Europa si solleva da ogni responsabilità, relegando il tutto alle singole sovranità nazionali che sono state però indebolite…
Che senso ha per l’Italia farsi praticamente un QE da solo all’80% rimanendo nell’eurozona con una moneta ormai frammentata come del resto ammesso da Amato? Non sarebbe meglio un QE tutto italiano ma con propria moneta sovrana in grado di monetizzare il nostro debito come fino al 1981 anno del divorzio Banca d’Italia- Tesoro?
La ritirata dal rischio dei titoli di Stato del Sud Europa da parte delle banche del Nord è stata decisa oggi ,il settembre 2016 non è poi così lontano ammesso che ci sarà ancora l’eurozona..

 

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