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Prezzi petrolio WTI in crescita. Del resto le scorte sono in calo…..

I prezzi del petrolio sono tornati a salire oggi dopo la notizia del fallimento dei colloqui con l’Iran e la notizia che la Libia ha interrotto le esportazioni di petrolio. Inoltre, secondo quanto riferito, la riunione preliminare dell’OPEC si è conclusa senza discutere di politica petrolifera, concentrandosi invece su questioni amministrative, tra cui un aggiornamento del manifesto dei principi guida del gruppo, noto come Strategia a lungo termine.

Quindi il petrolio WTI, quello USA,  ha ripreso a salire, dopo che la scora settimana  era sensibilmente caduto

I dati ufficiali mostrano un piccolo calo del greggio (l’API ha mostrato un piccolo accumulo di greggio), mentre Cushing ha registrato il sesto calo settimanale degli ultimi 7 (confermando il calo netto dell’API). Per quanto riguarda i prodotti, sia la benzina che i distillati hanno registrato un aumento inaspettato delle scorte (confermando anche i dati dell’API)…

Il calo delle scorte di greggio di 2,76 milioni di barili è stato favorito dal ritiro di altri 6,95 milioni di barili di greggio dall’SPR la scorsa settimana. Tuttavia, come ha notato Javier Blas di Bloomberg in un tweet:

“Nelle ultime due settimane, il governo statunitense ha immesso sul mercato 13,7 milioni di barili dalla SPR. Eppure, le scorte commerciali di petrolio sono scese di 3 milioni di barili nel periodo. Immaginate se l’SPR non ci fosse. O cosa succederebbe dopo ottobre, quando le vendite finiranno”.

 

Fonte: Bloomberg

I serbatoi di Cushing richiedono un livello minimo di petrolio per mantenere le normali operazioni, che gli operatori stimano in ~20 milioni di barili.

Fonte: Bloomberg

quindi, ricapitoliamo:

  • il prezzo del petrolio WTI cresce, tanto da diminuire lo spread con il Brent;
  • il governo ha liberato parte delle riserve strategiche;
  • nonostante questo le riserve sono calate;
  • il tutto mentre calano anche le vendite di benzina, perché i prezzi sono talmente alti da distruggere la domanda.

Alla fine quindi il prezzo cala perché le scorte calano, più che altro per la domanda europea è ancora alta, e ,senza il greggio russo, l’offerta resta troppo scarsa. Le tensioni sul mercato europeo si trasmettono a quello USA, facendo aumentare i prezzi. La Cura?

  • calo della domanda, con il brutto metodo dell’aumento dei prezzi;
  • aumento dell’offerta, ma per questo è necessario un cambiamento a livello internazionale, ad esempio la soluzione della crisi libica.

Dato che i miracoli scarseggiano, o non ce li meritiamo, l’altra soluzione sarebbe un aumento della produzione USA con la cancellazione dei vincoli alle società petrolifere, ma, purtroppo, la demagogia Green vince su tutto.


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