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03 Ottobre 2014

Ieri, in quel di Napoli, Draghi ha fatto capire chiaramente che non intende dare avvio ad alcun €uro-QE  (riacquisto di debito statale in scadenza che viene monetizzato, immettendo soldi freschi nel sistema e che di conseguenza inflazionano la moneta, svalutandola) e i #mercati hanno fatto capire chiaramente che alle balle del n° 1 della BCE non credono più, mettendo in vendita milioni di azioni che ieri hanno fatto crollare le borse di mezzo mondo. Il rifiuto di Draghi di dare avvio al QE è da imputare alle pressioni della Germania.  socio di maggioranza della srl U€, che non vuole essere rimborsata dei circa 600 miliardi di crediti Targe2 con moneta svalutata. Dopo queste dichiarazioni l’€uro rimbalzava contro Dollaro sino a ridosso di 1,27.

Oggi pomeriggio dagli USA ci fanno sapere che la loro disoccupazione è al 5,8%, ben al di sotto del target fissato (6.2/6.5%) dal governo Obama e che porterà alla chiusura del QE (attualmente $15 miliardi al mese) in Ottobre e al rialzo dei tassi a breve. (Continuo a sostenere, ora più che mai, che entro dicembre c.a. ci sarà già il primo rialzo). Appena dopo l’annuncio dell’importante dato USA, l’€uro crolla a 1.252, facendo segnare il minimo degli ultimi 2 anni.

L’asta dei Bund tedeschi a 10 anni, proposti agli investitori con un misero 1% di interesse annuo, è andata ancora parzialmente deserta, costringendo per l’ennesima volta la Bundesbank o BuBa (B.C tedesca) a comprare titoli sul mercato primario, per un importo complessivo di €1.2 miliardi. Detta operazione è assolutamente VIETATA dalla BCE: eventualmente le B.C possono comperare titoli di debito dei propri Stati solo ed esclusivamente sul mercato secondario, ovvero NON all’emissione. Cari amici, i tedeschi (ma anche i francesi) fanno detta operazione con la massima non-chalance  e, che io sappia, Non una parola o un rimbrotto la commissione €uropea ha mai speso per questi comportamenti palesemente IRREGOLARI e, cosa ancor più grave, MAI i nostri politici hanno sollevato la questione negli ambienti preposti. La Francia, giorni fa, ha detto a chiare lettere “basta penitenziagite tedesca”: faranno spesa a deficit pari ad un MINIMO del 4,5% del PIL, che per i transalpini significa una cifra vicina ai 90/100 miliardi, che verranno spesi per investimenti e sostegno a imprese e famiglie. Tutto ciò non è stato voluto dal governo Hollande: sono stati costretti dalla pressione della dura opposizione del Front National che è oramai divenuto il primo partito francese. Il ministro Moscovici ha ricordato alla Merkel che la Germania è responsabile di quanto sta accadendo poiché non ha mai messo in pratica un’altra regola della U€: quella relativa al sostanziale pareggio delle bilance commerciali tra Stati membri. Ma evidentemente ai tedeschi le regole Non piacciono: alla faccia della fratellanza e della lealtà tra popoli tanto decantata ai quattro venti.

La U€ è il peggior incubo da cui pur, un giorno, ci risveglieremo. E lo faremo con un forte mal di testa accompagnato da conati di vomito. Ci stiamo facendo MASSACRARE come i tacchini a Natale e con la stessa incoscienza che essi hanno in Novembre.

Un popolo per poter cambiare deve volerlo, e per volerlo non deve aver più nulla (o quasi) da perdere. Per cui, avanti così, con le “riforme strutturali” alle porte e con aumenti sconsiderati di tassazione sui consumi già inseriti nel DEF del prossimo anno, sino a quanto saremo messi nella condizione di “voler” davvero cambiare, ovvero quanto la maggior parte degli italiani non avrà più nulla o quasi da perdere.

Il ripiegamento del valore dell’€uro contro Dollaro darà un po’ di fiato (corto) all’export della U€ (che è già in positivo strutturale), ammesso che gli USA e gli emergenti possano ancora spendere come in passato (cosa di cui nutro fortissimi dubbi) e comunque tutto ciò non ripianerà alcuno dei macroscopici squilibri insiti in €Z: tutti i nodi ritorneranno al pettine e più grossi di prima.

Per il futuro prossimo venturo prevedo un €uro che potrebbe andare a testare i minimi storici VS dollaro, un ulteriore forte calo dei prezzi delle materie prime (già in corso), con un petrolio che potrebbe scendere sino a $70/75 al barile, il tutto accompagnato da un robusto ritracciamento delle borse con salita dei rendimenti dell’area dollaro e crollo degli obbligazionari emergenti. Questo se non ci saranno eventi catastrofici “esterni”.

Sembra che gli USA abbiano convinto la Turchia a dichiarare guerra all’ISIS: il ricatto usato verso il regime di Ankara è il riarmo dei curdi che gli USA stanno già operando. Le spese di guerra, chiaramente, saranno pagate dai bilanci degli Stati alleati che rimetteranno in moto le industrie “pesanti” fornitrici di armi che gli USA NON hanno mai pensato di delocalizzare, anzi!. Altro motivo perché il dollaro continuerà a rafforzarsi.

Illuso è chi pensa che gli USA perderanno il privilegio acquisito: TUTTE le materie prime vengono negoziate in Dollari (o al massimo Sterline) e anche se il petrolio dovesse essere un giorno superato avranno sempre il bastone del comando. A chi non sta bene tale evenienza non resta altro che il baratto, ovviamente fatto di nascosto.

Insomma, il ricatto del “Dollaro” verrà usato ancora per molto: per tutto il tempo che i mmerrikani primeggeranno in armamenti e sino a quanto non subiranno una sconfitta militare che li metterà in ginocchio. Tutto succede prima o poi. Chissà quanto dovremo aspettare. Intanto ho riservato un posto in prima fila: per nulla al mondo mi perderò il CROLLO dell’Italia che innegabilmente avverrà. Più prima che poi.

Roberto Nardella.

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