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Il discorso di Poroshenko al Congresso USA: la storia ci dice che si vuole una guerra, probabilmente mondiale

Ricordiamo la signora Chiang Kai shek, la moglie del comandante e generalissimo cinese della Cina che fu poi sconfitto da Mao Tze Dong [fuggì a Taiwan, probabilmente il paese che oggi mantiene la vera testimonianza della cultura cinese non comunista, il comunismo in un paese di quasi 2 miliardi di persone è una cosa difficile da applicare nei termini conosciuti in occidente): nel ’43 fu la prima donna invitata al Congresso USA per parlare del nemico del momento, il Giappone, dove chiese aiuti contro l’invasione nipponica in Cina. Ottenne armi e denaro solo per finire dimenticata dopo la caduta dell’impero nipponico e sconfitta dai stessi suoi compatrioti nell’immediato dopoguerra. In realtà la signora Kai shek fu corteggiata (e probabilmente non solo a livello politico, le malelingue del tempo parlarono addirittura di una relazione clandestina con  un alto rappresentante repubblicano, USA ndr)  dagli USA fin dal ’37 in veste anti nipponica, anche in tale occasione gli USA avevano una crisi economica irrisolta e guarda caso avevano bisogno di un evento traumatico per costringere il paese dove la popolazione dove non avrebbe voluto. In questi termini Pearl Harbour con i suoi mille misteri – a partire da dove si trovava durante l’attacco il generale Marshall, capo della difesa a stelle e striscie, irreperibile – fu una panacea contro la crisi economica.

Oggi Poroshenko chiede la stessa cosa al Congresso USA, armi e supporto contro la Russia (chiaramente ottenendoli). Facendo un semplice parallelismo, beh, certamente la conclusione derivante è terrrificante (…, prego perchè oggi non ci siano controffensive russe che possano giustificare una rappreseglia militare in grande stile da parte dell’ “occidente”). Forse si intravede addirittura il terzo incomodo novello Mao Tze Dong, la Germania, ossia il paese che impedì l’aggregazione dell’Ucraina nella NATO nel 2008/09 e che probabilmente vorrebbe mettere le mani nel crocevia euro-energetico che solo a pronunciarlo ancora oggi duole, il Don, poi Stalingrado. Si, fu proprio la Germania ad impedire il protettorato USA su base NATO in est Europa solo pochi anni fa, probabilmente per lasciare futuro campo libero a se stessa, per lo meno a leggere quanto riportato da Limes.

Ora, perchè gli USA dovrebbero volere la guerra? Magari è più semplice di quanto si possa pensare, la crisi economica non è risolta nonostante i proclami obamiani e le conseguenze del QE saranno pesantissime, rischiamo un crollo globale dei mercati causato dalla futura ed inevitabile contrazione del credito. Eppoi l’enorme debito USA ed il traballante impero del dollaro, che sembra non riuscire a permettere nel prossimo futuro l’alchimia di scambiare preziose merci con carta colorata di verde. E notasi, nessuno vuole e vorrà assumersi la responsabilità di un crollo epocale dei mercati, men che meno i principali responsabili…

Dunque la guerra in Ucraina potrebbe essere un modo “elegante” per fare scoppiare la bolla senza prenderne le responsabilità, ritengo.

L’Italia ed il suo problema a metà tra crescita e debito pubblico, i suoi rimpianti per la lira: danni collaterali, solo questo, si è arrivati addirittura a sacrificare un alleato storico come il Cavaliere… Non aggiungo altro.

Fanno paura le parole del Papa. E non quelle sulla terza guerra mondiale, parlo delle parole pronunciate durante l’incontro con il presidente del World Jewish Congress, R. Lauder, di pochi giorni or sono, quando ha detto “ora tocca a noi cristiani…”. Certo che fa pensare che 10 giorni dopo aver pronunciato le famose parole sulla terza gurra mondiale in corso (senza dire apertamente chi la sta causando ma facendolo ben capire) abbiamo tutti letto sui giornali che il cardinale Muller assieme ad altri cinque porporati avrebbe preso posizioni contro le aperture del Papa sulla comunione, fatto cruciale a livello dogmatico, una critica nemmeno troppo velata al Pontefice. Peccato che, come annunciato da uno stupito Muller il documento attestante tale tesi fosse stato pubblicato circa un anno fa…. Ed invece viene tirato fuori oggi.

Chi è contro la guerra avrà vita dura. Ma forse questo significa che può essere arrivato il momento di riscrivere la storia degli ultimi 100 anni e di due guerre mondiali, probabilmente c’è troppo inchiostro del vincitore. E come tutti gli inchiostri intrisi di potere (e di sangue) tende a sbiadire, ma ci vuole tempo…

Mitt Dolcino

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