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POLIZIA E GILET GIALLI: IL FORTE J’ACCUSE DI UN POLIZIOTTO (traduzione di Tanja Rancani e Fabio Lugano)

 

 

Ho tradotto e abbreviato questo video https://www.youtube.com/watch?v=S5CZkNZq7VE Alexandre Langlois è un poliziotto segretario generale del sindacato VIGI Police, che vuol far luce sui tanti lati oscuri della polizia francese, i suicidi in aumento, le provocazioni e la mano dura contro i Gilet Jaunes, che vedono i poliziotti difendere una causa che non sostengono, quella della linea dura del governo Macron! Potete leggere la superficialità, l’impreparazione, la corruzione politica degli apparati di polizia, prima distrutti dal Sarkozy ed ora utilizzati in modo improprio e piegati a funzioni che non gli spettano, in modo assolutamente impreparato. Leggerete delle condizioni disumane in cui spesso i poliziotti lavorano, di come siano manovrati, dei giochetti fatti dai sindacati politicizzati, di come nei primi 14 giorni del 2019 si siano già suicidati 7 agenti. Un dossier shoccante, scandaloso. Temi di cui non parla nessuno …. solo su Scenari economici ne potete leggere.

 

Ci scusiamo se la prosa non sarà scorrevole, ma il poliziotto parla in modo realmente veloce. Contiamo sulla vostra tolleranza. 

 

Traduzione dell’intevista:

Sul mantenere l’ordine pubblico i nostri colleghi non agiscono di propria iniziativa; quel che si può notare è che i nostri colleghi secondo lor dire: Hanno rifiutato delle volte di agire illegalmente. Il problema è che, secondo quello che ci è stato riferito.

Per esempio prendo il caso emblematico, dei nostri colleghi motociclisti dei Champs Elisèes, che hanno tirato tre granate lacrimogene su dei manifestanti pacifici in quel momento, quello che era successo era che la sala d’operazione gli aveva detto: “Voi andate là che c’è una folla  che deve  essere dispersa, perché fanno casino”, voi andate là, tirate delle granate  e vi ritirate. La loro analisi in quanto questo sia legale in quanto queste persone minacciano la pace, non la possono fare, l’unica cosa sulla quale possono confidare è quella sul giudizio della loro gerarchia (in Francese significa catena di comando!). La medesima cosa per la Place de l’Etoile, dove agiscono regolarmente I nostri colleghi  con i primi movimenti dei gilet gialli i sul terreno, ma appena li vedono poi ci vien detto, che non per forza ci sarà una via d’uscita. Ci era stato detto (al commando in campo?) però che non si poteva bloccare tutta la strada, questo sarebbe stato controproducente, e purtroppo quando i manifestanti hanno cercato di uscire, non hanno potuto, tutte le strade erano bloccate. Gli unici che potevano sapere che tutte le strade fossero state bloccate, era la sala di comando.

Questo significa che gli ordini arrivavano dal prefetto di polizia, che è nominato direttamente dal ministro degli interni e dall’alta direzione della polizia nazionale. Voglio ricordare che per esempio a Parigi, M. Gibelin, direttore della DOPC (direzione polizia municipale Parigi) ha reso delle false testimonianze sotto giuramento, all’Assemblea Nazionale sul caso Benella e a novembre è stato ricompensato essendo stato insignito dell’Ordine al merito dal prefetto della polizia, avendolo paragonato ai soldati eroi della prima guerra mondiale. Ed ecco a quale livello siamo scesi nelle nostre gerarchie e a qual punto le forze dell’ordine siano legate alla politica, quanto questa è disposta a prendere tutti gli ordini per compiacere. Quindi poi ci sarà qualche nostro collega che può scivolare effettivamente, ma quando hai tutto l’insieme della situazione in 99% dei casi vince l’ordine delle gerarchie. Come già  detto i nostri colleghi sul terreno non possono analizzare la situazione. Quindi non è che eseguono gli ordini in maniera cattiva e meschina, è che non possono sapere che quello che stanno facendo nel momento è illegale, prima di vedere i video che ne seguono. Quindi cosa consigliamo di fare è che se mai dovete depositare un ricorso o una denuncia, fatelo a nome di X in maniera che venga incriminata la nostra gerarchia. Altrimenti verranno cambiati dei punti con i quali saranno poi sacrificati dei semplici gendarmi e le gerarchie poi metteranno una nuova pedina al posto suo. Allora questo non avrà servito a nulla e bisogna andare alla radice del male, e quella è la nostra alta gerarchia.

La seconda cosa poi riguarda i colleghi che sono stati ugualmente inviati a mantenere l’ordine pubblico, senza aver alcuna formazione in merito. Ogni volta ce ne sono diversi che vengono mobilizzati, 80’000 per le manifestazioni dei Gilets Janues, sono obbligati di prendere dei colleghi della BAC (Brigate Anticrimine), colleghi del commissariato (personale d’ufficio) e quindi si arriva a delle cose perché questi non sono per nulla preparati a questo tipo di servizio, li si informa del loro diritto di ritirarsi visto che non son stati formati, ma è veramente complicato a persistere alla pressione gerarchica che si è costretti a subire.

Ci piacerebbe che quello fosse la nostra missione, ecco, di  “Guardiani della pace” fosse quella per ci siamo arruolati, ma poi si è andati verso la deriva semantica di “Forze dell’ordine”. Quindi forze dell’ordine ha un aspetto pratico, permette di mettere ugualmente i gendarmi ad altri “servizi” per il mantenimento delle quiete pubblica. Ma noi di VIGI Police siamo molto legati al termine di guardiani della pace. Come si vede sono riusciti a gestire le manifestazioni dei gilet gialli da parte delle gerarchie, noi siamo più utilizzati come delle forze repressive, che come forza di ordine pubblico. Se fossimo delle forze di ordine pubblico potremmo dare più impulsi di riflessione sull’efficace mantenimento dell’ordine pubblico. Allora i nostri colleghi francesi sono ben formati, questo si deve sapere! I nostri colleghi del CRS (Compagnie républicaine de sécurité – Guardie repubblicane di sicurezza), che hanno la formazione per mantenere l’ordine nelle manifestazioni, sono veramente ben formati, anche se serve che la nostra politica e l’alta direzione li utilizzino a ragion veduta e in maniera conveniente. Abbiamo riflettuto su come vien fatto il mantenimento della quiete pubblica in Germania, come vien fatto nei paesi del Nord, dove si accompagna la manifestazione e si riprendono individualmente i fautori di disordini. In Francia invece siamo in una gestione folle, dove per forza vengono fatti dei danni collaterali, con della gente che viene radicalizzata ogni volta più, perché ci saranno ogni volta più feriti e più gente che dirà: “Non avevo fatto niente, mi vendicherò la prossima volta”. Stando così diventano più violente contro le forze dell’ordine, quelle dicono che ci fu fatta violenza, la prossima volta saranno più repressivi e quindi si è in un esaltazione della violenza, voluta per la dottrina del mantenimento dell’ordine in Francia. E quindi questo penalizza sia i nostri colleghi, come anche i manifestanti pacifici e non ce la facciamo ad arrivare a delinquenti e criminali, che sono in questo movimento e che meriterebbero solo di essere processati.

Per il  mantenimento dell’ordine pubblico in Francia  utilizziamo regolarmente 80’000 funzionari ogni fine settimana, perché se qualcosa che il nostro governo ha dimenticato dal 2008. Il signor Sarkozy ha distrutto tutti gli uffici pubblici della questura e questi avevano dei contatti in tutta la società civile, quelli che in  un movimento come i gilet gialli  avrebbero sicuramente conosciuto delle persone nell’interno del movimento, che ci avrebbero informati per far sì che tutto andasse bene e che si giungesse al giorno X con conoscenza. E poi sarebbe tanto più facile a vedere la gente in faccia quando hai già fatto conoscenza in una situazione tranquilla e calma. Al momento non si ha più questa rete e il governo è obbligato di avanzare alla cieca e quindi, improvvisamente,  devono dispiegare i funzionari ovunque, non importa come, anziché nei punti sensibili, contro le persone potenzialmente pericolose. Quindi si impiega delle ulteriori forze anche per l’accecamento dei Palazzi Pubblici  e al momento nessuno accenna alla necessità di ricostruire Il servizio di informazione generale per placare gli animi; perché il prevenire è la prevenzione permetterebbe di evitare gli ati degli esaltati. Quindi è tutto un insieme quel messaggio che lancia il governo, ma anche i governi precedenti, è che si vuole arrivare alla confronto, non si vuole evitare la repressione e tutto è disposto per far degenerare (la/le situazioni).

Nel 2019 e fino al 14 gennaio abbiamo avuto 7 dei nostri colleghi che si sono suicidati, questo significa uno ogni due giorni, considerando che al 14 gennaio ce ne son stati ben 3 in 24 ore e per il momento i poteri pubblici non fanno accenno di interessarsi all’argomento. Faccio un esempio il signor Castaner, da quando è ministro degli interni, ha visto 17 dei nostri colleghi che si sono suicidati. 57 dei nostri colleghi si sono tolti la vita  da quando signor Morvan è direttore generale della polizia nazionale. Et il signor Macron da quando è stato eletto ne ha visti ben 75 colleghi suicidati. Ce una recrudescenza dell’anno scorso sul anno 2018, abbiamo avuto 36 colleghi che si son dati la morte. Invece quest’anno comincia molto forte, in generale comunque è una perdita del senso del loro mestiere, con le pressioni delle gerarchie e con quello che dobbiamo fare in questo momento, non è affatto facile.

 

Le cifre che dimostriamo ci vengono trasmesse tramite la rete dei colleghi, ci aiutiamo tramite le reti sociali, questo è un buon approccio che ci permette di dire che ce stato quel collega che si è suicidato in quel posto, quindi abbiamo dei colleghi che possono darci delle testimonianze su contesto, come è successo, quando si è venuti a saperlo; del resto  poi il ministero degli interni non ci comunica mai nulla in merito, perché questo lo metterebbe in imbarazzo . Si dice che quando un poliziotto entra a far parte della polizia nazionale ci sono 10 volte più probabilità morte per suicidio che non per mano di  un criminale. Come dire che l’istituzione a saputo proteggerci da criminali e delinquenti, ma non da noi stessi. Quindi è comunque catastrofico, ad esempio se ce stato un tento suicidio da Telecom o da Renault, ce tutta la direzione che salta, ci sono delle indagini esterne, da noi invece sono delle inchieste interne, IGPN (Indagini dell’ispettorato generale) ovviamente, che faranno delle verifiche. Generalmente però le conclusioni di un’inchiesta per il suicidio di un collega, sono già prefissate come “problemi personali”. Quindi il contrario di quanto afferma il diritto europeo e il codice etico di IGPN, che normalmente avrebbe dovuto essere applicato sin dal 2014, ma è stato introdotto un nuovo codice deontologico, che afferma che la polizia non può investigare su se stessa. Quindi si son arrangiati dei poliziotti in autonomia o dei cittadini, in diverse situazioni. E in più abbiamo un organizzazione che lava candidamente le mani alle gerarchie, quindi è capace di rendere colpevoli o innocenti in funzione ai comodi governativi, cosa che è completamente abominevole in una democrazia e una repubblica.

Ci sono delle famiglie che hanno voluto rendersi parti civile e depositare querela contro il ministero, ma hanno ricevuto delle pressioni per non farlo, inoltre sono stati minacciati, quindi è molto complicato andare oltre, le procure classificano senza seguito, dunque si dovrà incaricare un giudice per le indagini preliminari, che ovviamente complicherà ulteriormente la cosa. Quindi per il momento il ministero non è mai stato condannato per dei suicidi. Quando ci sono dei colleghi che ci lasciano, penso a uno collega del SDLP (polizia speciale per le scorte)  che aveva lasciato una lettera per suo padre, nella quale spiegava il suo gesto. L’amministrazione e i IGPN l’hanno sequestrata, dicendo, che era necessaria per l’inchiesta,  che possono diffonderne  solo un paio di estratti. Alla fine  il padre ha lanciato un appello alle reti sociali , poi si è recato  ad un commissariato con un comunicato stampa e al momento attuale non sappiamo, è passato un anno, se ha potuto almeno vedere la lettera lasciatoli da suo figlio integralmente.

Due mesi dopo la sua elezione abbiamo mandato una lettera aperta a  Macron, con delle proposte per lottare contro i suicidi nella polizia nazionale, abbiamo proposto dei cicli di lavoro non patogeni. Per esempio per l’orari di lavoro, la maggior parte dei nostri colleghi lavora 4/2, significa 4 giorni di lavoro e 2 di riposo, questo significa un week-end su 6 e mai lo stesso giorno di riposo  il tempo la settimana. Questo significa che ci distrugge tutta la loro vita sociale, la vita famigliare eid il tempo con  gli amici, questo in un ambiente di lavoro dove comunque si ha bisogno di fare un “break” di riposare, di rigenerarsi da tutto quello che si è visto nel lavoro. Ma  di questo non ne ha tenuto conto, non ci ha nemmeno ricevuti all’epoca,  ha preferito vedere Rihanna . Bene ognuno ha le sue priorità. Ugualmente ci sono delle cose che all’estero funzionano, in Québec c’erano le forze di polizia che avevano lo stesso problema come la polizia francese, quindi negli anni ottanta avevano pressappoco lo stesso tasso di suicidio come noi, ma grazie a delle misure molto pratiche, come, per esempio, consultazione  psicologica periodica non obbligatoria  per tutti gli agenti obbligatorio,  accompagnamento psicologico  quando ci sono delle missioni difficili, gestione del personale non per la disciplina , ma più un accompagnamento una gestione umana del personale.In questo modo, in 30 anni il tasso di suicidi si è abbassato del 80%.  Ciò significa che quando si prende delle vere misure di accompagnamento umano e che rispetta la gente, questo funziona. Noi invece non comprendiamo che ci sono delle misure semplici da adottare, e per il momento nessuna risposta.

Allora una gran parte loro (dei poliziotti NdT)  sono ANCHE gilet jaunes soprattutto sulle rivendicazioni in merito al potere d’acquisto, poi anche sulle rivendicazioni politiche, anche se non è il ruolo di un poliziotto di prendere posizione, tranne per la sua vita personale. Poi però si butta male quando non appoggiamo i nostri colleghi. I  gilets jaunes gli vogliono vedere, sono molto arrabbiati perché dicono: Anche noi vorremmo far quadrare il nostro  bilancio alla fine del mese, il prezzo dei carburanti aumentato ci tocca in particolar modo, visto che non possiamo abitare presso posto di lavoro, sia perché gli affitti sono troppo cari oppure perché sono delle località dove i nostri vicini di casa sono i delinquenti che arrestiamo durante il nostro giorno di lavoro. Per questi motivi  siamo costretti di allungare il tragitto lavorativo  e visto che i nostri orari sono atipici, siamo comunque obbligati di prendere la macchina, visto che i trasporti pubblici non funzionano in quei orari che lavoriamo. L’aumento dei prezzi dei carburanti è stata quella piccola goccia che ha fatto traboccare il vaso e la cosa peggiore  è che il governo cerca di metterci contro di voi. Vi vado dare un esempio, nel mese di dicembre il Signor Castaner ha riunito i maggiori sindacati, quindi proprio quelli che hanno frodato(!) di più durante le elezioni professionali per guadagnarsi il posto, con la complicità del ministero. Poi hanno annunciato spavaldamente che loro ci hanno fatto prendere un aumento di 150€. Quando si analizza la cifra però sono 40€ per fine gennaio, si vedrà se la promessa è stata mantenuta poi e il resto è vincolato  delle condizioni  alle ore di collegate all’orario di  lavoro, ancora più duro,  ed alla rinuncia di richiesta di pagamento di straordinari.  Quindi significa che ci si fa truffare! Passiamo poi ai 300€ di premio dei nostri colleghi che son stati sul terreno (contro i Gilet Gialli NdT).  Abbiamo denunciato che questo premio fosse scandaloso, visto che se fossero stati pagati i straordinari, si avrebbe guadagnato di più, un’altra promessa tanto per dire. Anche se siamo contenti per quelli che l’hanno avuto ovviamente, ma alla fine anche i premi sono stati soppressi . Nella testa della gente comunque è passato il messaggio che siamo stati comprati per 300€. Quindi è molto complicato d’avere un ministero che ogni volta in complicità con i nostri sindacati maggioritari ci costringe a metterci in contrapposizione ai gilets gialli. Poi nell’insieme le associazioni dei poliziotti sono furiose e in sostengno dei gilet gialli; in c’è stato per esempio il caso di Parigi dove il collegio autonomo della polizia ha fatto un corteo di gilets gialli poliziotti, inviando le foto, evidentemente alle spalle, onde evitare le sanzioni. Nelle province le manifestazioni nelle rotatorie, abbiamo ricevuto tante foto di colleghi che avevano preso delle pizze con loro, dove si parlavano serenamente, dove tutto era andato bene. In realtà  a Parigi o nelle grandi città i casseur (teppisti) sono stati strumentalizzati dai poteri forti e  dai mass-media che cercano la sensazione, li mettono efficacemente sotto ai riflettori. Per loro (i media) è una questione di mestiere e ciascuno fa il proprio,  solo che poi , sfortunatamente ,queste immagini sono catastrofiche sia per i gilet jaunes sia  per la polizia.

 

siamo solo al 12 minuto.. ma ce n’è già abbastanza…..


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