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PIL Europa 2026: La Germania Stacca Tutti. E l’Italia? Le Proiezioni del FMI
Il FMI prevede la ripresa europea entro il 2026: la Germania domina con $5.3T, l’Italia quarta ($2.7T). Ma incombono i rischi delle guerre commerciali e del debito

L’Europa, dopo un paio d’anni decisamente sotto tono, sembra destinata a rimettere in moto i motori. Almeno, questo è quanto emerge dalle ultime proiezioni del World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale (FMI). L’orizzonte temporale è il 2026, e le stime indicano che l’output combinato del continente raggiungerà la cifra considerevole di 31,4 trilioni di dollari (circa 27 trilioni di euro).
Ma, come sempre, non tutti correranno alla stessa velocità.
La ripresa, sebbene diffusa, vedrà i maggiori guadagni concentrati nell’Europa Occidentale, che da sola genererà circa il 40% dell’intera produzione economica europea. Ecco il grafico realizzato da Visual Capitalist che mostra l’andamento di questi
La Classifica dei Primi: Germania “Caput Mundi” (Economico)
Non stupisce scoprire chi guiderà la carica. La Germania dovrebbe recuperare slancio, aggiungendo quasi 400 miliardi di dollari alla sua economia tra il 2024 e il 2026.
Con un PIL previsto di 5,3 trilioni di dollari, la Germania rappresenterà da sola circa il 17% di tutto il PIL europeo. Per dare un contesto, l’economia tedesca da sola è proiettata a valere quanto l’intera economia dell’Europa dell’Est ($5,4T).
Molto staccati, seguono il Regno Unito ($4,2T) e la Francia ($3,6T). Questo trio di testa, da solo, genererà oltre il 40% dell’attività economica totale del continente, a conferma di come i “grandi mercati” continuino a dominare il quadro regionale.
E l’Italia? Il nostro paese si posiziona al quarto posto, con una proiezione di 2,7 trilioni di dollari, davanti alla Russia e alla Spagna.
Ecco la classifica delle prime economie europee per PIL nominale previsto nel 2026 (dati FMI, in miliardi di USD):
| Rank | Paese | Codice ISO | PIL 2026 (Miliardi USD) | Etichetta (USD) | Etichetta (EUR) |
| 1 | 🇩🇪 Germania | DEU | $5.328 | $5.3T | €4.6T |
| 2 | 🇬🇧 Regno Unito | GBR | $4.226 | $4.2T | €3.6T |
| 3 | 🇫🇷 Francia | FRA | $3.559 | $3.6T | €3.1T |
| 4 | 🇮🇹 Italia | ITA | $2.702 | $2.7T | €2.3T |
| 5 | 🇷🇺 Russia | RUS | $2.509 | $2.5T | €2.2T |
| 6 | 🇪🇸 Spagna | ESP | $2.042 | $2.0T | €1.8T |
| 7 | 🇳🇱 Paesi Bassi | NLD | $1.413 | $1.4T | €1.2T |
(Nota: Cifre in euro basate sul tasso di cambio 1 USD = 0.86 EUR utilizzato dalla fonte)
Divari Regionali: Nord Ricco, Sud (e Est) Inseguono
Il continente rimane economicamente spaccato in due. L’Europa Occidentale e quella Settentrionale dominano, mentre il Sud e l’Est, nonostante un decennio di crescita (soprattutto per l’Est), faticano a chiudere il divario di reddito.
Le proiezioni regionali per il 2026 sono chiare:
- 🇪🇺 Europa Occidentale: $12.8T
- 🇪🇺 Europa Settentrionale: $7.3T
- 🇪🇺 Europa Meridionale: $5.9T
- 🇪🇺 Europa Orientale: $5.4T
Nel blocco meridionale, l’Italia ($2.7T) e la Spagna ($1.8T) sono i pesi massimi, ma il FMI prevede per loro un’espansione “modesta”. Nell’Europa Orientale, la Russia ($2.5T), aiutata dalle esportazioni di energia, e la Polonia (che entra nella top 10 continentale con $1.1T) guidano il gruppo.
L’Outlook del FMI: Buone Notizie (con Debito)
Il Fondo Monetario Internazionale, come da tradizione, ci regala la classica dicotomia tra buone e cattive notizie.
La buona notizia: La fase acuta degli shock pandemici ed energetici è superata. L’Europa è ufficialmente in modalità “recovery”, anche grazie a (cito testualmente) “buone decisioni politiche”. Queste decisioni hanno portato a salari reali più alti, che hanno rilanciato i consumi. Indovinate dove soprattutto? Esatto, in Germania.
La cattiva notizia: L’incertezza legata alle “guerre commerciali” (un modo elegante per riferirsi alle politiche di Donald Trump) causerà qualche mal di pancia e si stima possa limare lo 0,5% della crescita.
Tuttavia, c’è un interessante contrappeso, molto keynesiano: questo calo sarà (forse) compensato da una maggiore spesa pubblica in infrastrutture e difesa. Il classico intervento statale che piace quando l’economia privata tentenna.
C’è solo un piccolo, trascurabile dettaglio: questa maggiore spesa pubblica avverrà, come prevedibile, a spese del debito. Una storia già sentita, che sembra essere l’unica via d’uscita quando le cose si complicano.
Domande e risposte
Perché la Germania è sempre la prima economia in Europa?
La Germania beneficia di un’industria manifatturiera storicamente robusta, un forte orientamento all’esportazione e un’elevata innovazione tecnologica.1 Dopo la recente crisi energetica, il FMI prevede una significativa ripresa dei consumi interni, spinti da salari reali più alti. Questa combinazione di forza industriale e domanda interna rinnovata le permette di mantenere la leadership, rappresentando da sola quasi un quinto dell’economia continentale.
Come si posiziona l’Italia nel 2026?
L’Italia si classifica al quarto posto in Europa con un PIL previsto di 2,7 trilioni di dollari. Si trova dietro al “trio di testa” (Germania, UK, Francia) ma rimane saldamente davanti a potenze economiche come Russia e Spagna. Il FMI inserisce l’Italia nel blocco dell’Europa Meridionale, per il quale si prevede un’espansione “modesta”, indicando una crescita stabile ma non esplosiva.
Quali sono i principali rischi per questa ripresa europea?
Il FMI identifica due fattori principali. Il primo è l’incertezza della politica commerciale globale, con particolare riferimento alle “guerre commerciali” (es. politiche di Trump), che potrebbero costare lo 0,5% di crescita. Il secondo è un paradosso: la soluzione per compensare questo calo (maggiore spesa pubblica in difesa e infrastrutture) avverrà a spese di un ulteriore aumento del debito pubblico, un tema delicato per molte economie europee.








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