Seguici su

EconomiaEnergiaRussia

Petrolio Russo: Lukoil bussa al Cremlino per cambiare le tasse. Gli sconti sull’Urals pesano troppo

Lukoil chiede al governo russo di rivedere la formula fiscale sul petrolio. Con sconti sul greggio Urals oltre i 20 dollari, le tasse attuali penalizzano i produttori privati, erodendo i margini e minacciando la produzion

Pubblicato

il

Lukoil ha contattato il governo russo per chiedere modifiche alla formula fiscale sul petrolio, in un momento in cui gli sconti che devono essere concessi sul greggio russo superano i 20 dollari al barile, un livello che costringerebbe i produttori a versare pagamenti netti al bilancio invece di ricevere compensazioni, secondo quanto riportato dal The Moscow Times, citando Izvestia.

La richiesta arriva in un momento in cui i maggiori produttori privati di petrolio russi devono affrontare un calo dei prezzi realizzati dalle esportazioni vendute ben al di sotto dei benchmark globali. Il greggio degli Urali è stato scambiato con forti sconti, poiché i costi di trasporto più elevati, l’accesso limitato alle assicurazioni occidentali e la maggiore sorveglianza sui movimenti delle petroliere riducono i ricavi netti delle spedizioni verso l’Asia.

La richiesta di assistenza arriva mentre Mosca valuta come stabilizzare la produzione e le entrate fiscali, evitando ulteriori danni alle finanze statali. La Russia rimane uno dei maggiori esportatori mondiali di petrolio, ma gran parte del suo greggio è ora venduto a prezzi molto inferiori ai benchmark internazionali, riducendo i ricavi sia per i produttori che per lo Stato.

Lukoil, a differenza della Rosneft controllata dallo Stato, ha un accesso diretto limitato al sostegno del governo, il che rende gli sconti di prezzo prolungati un problema ancora più acuto. La società ha già dovuto affrontare la pressione derivante dalla vendita di attività, dall’accesso limitato ai finanziamenti e dall’aumento dei costi operativi legati al reindirizzamento delle esportazioni verso l’Asia.

Questi sviluppi seguono le recenti notizie sul calo delle entrate russe derivanti dal petrolio e dal gas nel mese di gennaio e i rinnovati sforzi europei per rafforzare l’applicazione dei meccanismi di trasporto e commercio che hanno contribuito a mantenere in movimento i barili russi.

Il governo ha già avviato discussioni con i principali produttori sul trattamento fiscale e doganale a fronte del calo dei ricavi da esportazione.

Nelle ultime settimane, il ministero delle Finanze russo ha riesaminato la riscossione delle imposte e dei dazi sul petrolio dopo che i ricavi di gennaio sono stati ben al di sotto delle aspettative, avviando colloqui con i principali produttori su misure di sostegno a breve termine legate alla produzione e alle esportazioni. Allo stesso tempo, le spedizioni di greggio hanno subito interruzioni a causa della manutenzione delle raffinerie e dei vincoli logistici, riducendo il flusso di cassa per alcuni produttori.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento