Seguici su

Attualità

PERCHE’ L’ESEMPIO DEL PRESIDENTE EINAUDI NON É ADATTO ALLA SITUAZIONE ATTUALE, E IL PRESIDENTE MATTARELLA, CITANDOLO, SI METTE IN UN ANGOLO

Pubblicato

il

 

Cari amici

oggi il presidente Mattarella, parlando da Dogliani del Presidente Einaudi, ha esaltato i “Poteri” del Presidente della Repubblica per evitare eventuali “Abusi”, citando il caso della nomina a Presidente del Consiglio di Giuseppe Pella “Che non fu il nome suggerito dalla DC” all’epoca.

In questo qualcuno ha voluto leggere una sorta di messaggio obliquo alla nuova maggioranza M5S – Lega che si sta creando del genere: “state attenti a chi scegliete, perchè io potrei non ritenere la scelta giusta e potrei non nominare Presidente del Consiglio e Ministri, così come previsto dall’art.92 della Costituzione”.

Però, tornando indietro, veramente Einaudi “forzò” la nomina di Pella al posto di un altro dirigente DC?

Inquadriamo storicamente il 1953. Si trattava dell’anno in cui la DC tentò il tutto per tutto per restare al potere, presentando quella che all’epoca venne chiamata “Legge Truffa”, cioè una legge elettorale che prevedeva un premio consistente a chi superava il 50%+1 dei voti validi. La DC aveva buone speranze di superare quella quota, forte dei risultati delle elezioni precedenti e dell’alleanza coi centristi, ma la riforma venne fortissimamente opposta dai comunisti e dai socialisti, anche con dimostrazioni di piazza violente. Il paese era spaccato  a metà, con una polarizzazione estrema, anche perchè De Gasperi, nel caso specifico, non si fece problemi di fare pressione sul Presidente del Senato, causandone le dimissioni.

Volendo fare un parallelo, nell’occasione De Gasperi si comportò come Renzi, pronto a tutto per giungere al suo risultato.  La legge comunque fu approvata e promulgata il 4 aprile 1953. La campagna elettorale fu violentissima, e non solo, come oggi, nei social.

Quando però le pressioni sono eccessive, quando si forza la volontà popolare, allora come oggi, i risultati non sono quelli che ci si aspetta. La DC si presentò in coalizione con i centristi (Psdi, Repubblicani, Liberali) per superare il 50% e far scattare il premio, ma la coalizione si fermò al 49,2%. Il PCI prese il 22%, il PSI il 12,3, mentre si rafforzarono i monarchici ed il MSI.

De Gasperi uscì personalmente devastato dalla prova. Nonostante questo provò a formare un governo il De Gasperi VIII. Dato che c’erano stati 1.300.000 voti nulli alla Camera  ed 1,175.000 al Senato qualcuno propose di ripetere le votazioni, ma De Gasperi ebbe l’intelligenza di evitarlo. Tentò così un monocolore DC, ma la sconfitta era talmente forte che nessuno degli ex alleati diede neppure l’appoggio esterno. Il De Gasperi VIII non verrà mai alla luce in modo completo.

Che fare? Vi erano pesanti problemi da risolvere :

  • una questione economica irrisolta con l’insoddisfazione degli USA per come erano stati gestiti i fondi erogati dal Piano Marshall da De Gasperi (e da Einaudi) cioè non per investimenti, ma solo per sistemare la finanza dello stato;
  • un pericolo esterno rilevante, con la Jugoslavia che minacciava di occupare tutta l’area libera di Trieste, città compresa;
  • una situazione interna scottante , con contrasti esacerbati e violenti.

A questo punto De Gasperi, nel famoso “Nome della DC” non andava più bene. Era il perdente, non aveva più credibilità nè fra gli altri partiti, nè nella stessa Dc . Il Partito era stato scosso da scandali, come ad esempio l’assassino in carcere del luogotenente di Salvatore Giuliano, Pisciotta, ucciso perchè, si pensò all’epoca, conosceva i segreti della DC siciliana. Una situazione incancrenita, che appariva senza via d’uscita, in mezzo a varie emergenze.

In quell’occasione Einaudi, fra il proseguire con una via sbagliata e tentarne una nuova, scelse quella nuova, ma nel maggior rispetto possibile della volontà popolare. De Gasperi era impopolare, e quindi scelse Pella, che nella DC si poneva più a destra, e che, tra l’altro, era un economista che poteva ben trattare con gli USA. Einaudi non andò all’opposto del volere popolare, ma lo comprese e lo seguì.

Il governo Pella si poneva su una posizione leggermente più a destra della DC e guadagnava l’appoggio esterno dei Monarchici, oltre che del PRI. E subito affrontò le crisi

  • La situazione esterna fu affrontata con pugno duro, concentrando le forze armate e navali ai confini della Jugoslavia,  facendo capire a Tito che l’occupazione di Trieste non sarebbe avvenuta in modo indolore. Nonostante la presenza del PCI su questo tema Pella godette di una larga maggioranza in Parlamento. Dopo un iniziale braccio di ferro l’evoluzione delle trattative, condotte senza un particolare aiuto da parte degli USA e del Regno Unito, ebbe l’evoluzione che conosciamo, e Trieste tornò all’Italia;
  • la situazione politica si ammorbidì. De Gasperi diventò segretario della DC per breve tempo, ma un segretario con mezzo partito contro. Al contrario lui creò la corrente “Concentrazione” della destra DC che, fra l’altro, ebbe fra i suoi membri Andreotti e fece eleggere presidente Gronchi;
  • economicamente non ebbe il tempo di fare moltissimo, perchè il suo governo finì agli inizi del 1954 , osteggiato da De Gasperi. Però il 1954 fu l’anno della riorganizzazione dell’ENI di Mattei e del piano autostradale decennale, il primo grande piano di opere pubbliche del dopoguerra.

Quindi Einaudi NON andò contro il volere popolare, NON andò contro l’interesse dell’Italia, NON andò contro, anche per le pressioni USA, ad una politica di crescita e di investimento. Semplicemente diede una mano a risolvere una impasse politica e permise la nascita di una maggioranza che, per questioni personalistiche e per dei toni aspri, non sarebbe mai nato.

Il caso attuale è diverso, soprattutto se si formerà la maggioranza politica che indicherà una serie di nomi legittimi che, essendo il Parlamento eletto in modo proporzionale, sono anche legittimi dal punto di vista democratico. In questo caso l’ingerenza del Presidente della Repubblica NON sarebbe un semplice aiuto. Perchè se un presidente decide di travalicare il proprio ruolo, violare la volontà popolare espressa dal Parlamento, magari perchè gli uomini scelti non sono graditi a poteri esterni, allora il problema viene ad interessare un altro articolo della Costituzione: l’Articolo 90.

 

 


Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito