attualita' posted by

Per la Merkel siamo insufficienti, Francia inclusa ma quest’ultima…

zcVYnplgPUyc+9TTudhiRRkGIscUuMJk8hIMo2pi8cc=--angela_merkel
La differenza tra Italia e Francia è che nel nostro Paese le parole della Merkel verranno prese alla lettera come un monito anzi come se fosse il “Vangelo”.
Nell’Italia in cui viene fomentato dall’informazione e da una certa parte della politica il senso dell’autocolpevolezza e dell’autorazzismo la “scomunica” della cancelliera tedesca risulta un’ottima strategia per far disprezzare ulteriormente il nostro Paese, condividendo l’idea abominevole dalla cessione di sovranità perchè siamo incapaci.
Diversamente in Francia, il “sermone” tedesco verrà molto poco preso in considerazione dai suoi cittadini a parte quella politica ultra europeista-collaborazionista, ma questa notizia proveniente da Berlino a mio avviso sarà anche poco diffusa nel Paese transalpino.
Dal lato macroeconomico la richiesta tedesca riflette principalmente due fattori:
1) Nell’eurozona a causa della moneta adottata da Paesi con economie diverse, sono presenti da anni, squilibri di competitività indotti dalla logica dell’euro stesso e quindi affinchè questa sopravviva si devono ridurre tali gap di competitività tramite svalutazioni interne del lavoro, ovvero taglio dei salari, precarizzazione oltre alla riduzione Stato sociale e compressione domanda interna al fine di limitare le importazioni e aumento dei salari. Queste imposizioni permettono di attutire gli squilibri della bilancia pagamenti e saldo partite correnti principalmente nell’eurozona e non tanto con il commercio extra europeo.
italiaa germania
L’Italia su questo punto è sulla buona strada: crollo consumi e quindi domanda interna contratta, aumento disoccupazione, precarietà, tagli progressivi allo Stato sociale e aumento della tassazione, fattori che stanno portando alla deflazione il nostro Paese, quindi calo dei prezzi e recupero competitività, “riforme” richieste proprio da Berlino. Pertanto il semestre europeo per l’Italia ha dato questi frutti amari per la nostra economia.
Ma i tempi stringono, la crisi dell’insostenibilità della moneta unica si fa sempre più accesa e queste dinamiche recessive sotto il nome di “riforme” devono accelerare, come accaduto in Spagna, paese ormai modello per gli obbiettivi tedeschi in Europa, in cui  salari si sono dimezzati a fronte di una produttività aumentata, la disoccupazione è più che raddoppiata, lo Stato sociale praticamente inesistente, deflazione ormai una realtà, la povertà generale è parte della società spagnola ma la competitività ha portato il saldo delle partite correnti in positivo riducendo le distanze dai competitivi tedeschi.
Questo scenario “desolante” infine permetterebbe alla Germania di fare le sue acquisizioni estere senza dover scendere a compromessi con i diritti dei lavoratori, per questo che il governo Renzi, in modo celere ha spianato la strada al Jobs Act e all’abolizione dell’art 18.
Diverso è il caso della Francia, dove questa, gelosa del suo Stato sociale messo al primo posto rispetto alle logiche mercantiliste raccomandate dalla Germania, non intende, seppur Hollande non sia per nulla popolare, cedere alle richieste tedesche sacrificando la popolazione e il rifiuto a sanare il deficit di bilancio ne è un esempio a differenza dai compiti diligentemente svolti dall’Italia.
2) In ultima analisi, la Germania chiede “riforme” per il semplice fatto che questa è il principale paese creditore d’Europa, quindi i tagli salariali ed allo Stato sociale, servono come recupero crediti per le sue banche infestate da titoli tossici NON classificati pericolosi dagli stress test, ma per la logica lo sono eccome.
Cattura targetw32
Anche in questo caso l’Italia si è mossa nella “giusta direzione”, dal 2010 al 2014 Bankitalia ci informa che sono stati pagati 60mld di soldi pubblici per i fondi salva stati EFSF e MES, al fine di salvare banche spagnole e greche indebitate con quelle tedesche e parte del restante ammontare è stato usato dal fondo per acquistare bunds tedeschi.

Nuova-immagine-5Nuova-immagine-5Cattura 767
La cosa che mi dispiace non sono le parole della Merkel, ma le reazioni di molti italiani i quali  crederanno ingenuamente che la Germania ci fa raccomandazioni per il nostro bene, senza rendersi conto che qualsiasi cosa detta da un competitor è per un suo vantaggio e di conseguenza sarà un nostro svantaggio.

In conclusione, se l’Italia avesse avuto oggi una sua moneta sovrana, deprezzata del 20-30% su un marco tedesco, quest’ultima scambiata magari a 1.9-2 sul dollaro, le parti si sarebbero invertite, e la Merkel si sarebbe sentita dire che le sue riforme sarebbero state insufficienti.
Usciamo dall’euro e sul tavolo da gioco le carte si rimescoleranno….

Comments are closed.

comments powered by Disqus
RSS Feed

Archivi

Ebuzzing - Top dei blog - Economia e finanza
Ebuzzing - Top dei blog