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PER DIFENDERE LA VERITA’ UN GIORNALISTA ATTACCA IL PROPRIO GIORNALE. IL CASO CORRIERE DELLA SERA

 

 

Se un giornalista deve attaccare il proprio quotidiano ed il proprio direttore per difendere la verità, vuol dire che siamo alla frutta, eppure sta accadendo anche questo in quello che era il più glorioso quotidiano italiano: il Corriere della Sera.

Il corrispondente da Bruxelles, proprio quello che dovrebbe occuparsi delle trattative europee, ha messo il luce in una lettera alla Redazione, pubblicata da SENZABAVAGLIO, la situazione di oggettiva distorsione della verità che si vive in quel giornale. Il coraggioso giornalista, forse ex giornalista a questo punto, Ivo Caizzi, si rivolge in modo secco e puntuale al direttore Fontana e vi proponiamo uno stralcio della sue parole:

 

“Inizio dall’1 novembre scorso, quando Fontana apriva il giornale titolando in prima pagina su una “procedura d’infrazione” Ue contro l’Italia (foto 1) inesistente, oltre che tecnicamente impossibile, in quella data. In trenta anni non ricordo un’altra “notizia che non c’è” simile in quella collocazione sul Corriere. Anche perché Fontana potrebbe aver dato il massimo risalto possibile a quello “scoop” pur sapendo che non si era mai arrivati nemmeno alla fase iniziale della proposta tecnica dei commissari Ue. Aggiungeva, infatti, in piccolo in prima: “a meno di cambiamenti di rotta sostanziali”. In pratica si strilla nel titolo “L’ITALIA PERDERA’” e si infila tra le righe “se non vince o pareggia”. In questo modo si potrebbero fare “scoop” simili in serie: “IL PREMIER CADRA’, se non resterà in sella”, “L’IMPUTATO SARA’ CONDANNATO, se non verrà assolto”, “QUEL PRETE SARA’ BEATIFICATO, se non è un pedofilo”, “TIZIO MORIRA’, se non vivrà”. “

Ora noi sappiamo che la procedure di infrazione non c’è stata. Del resto l’urogruppo aveva subito dato mandato per una trattativa con l’Italia e lo stesso Juncker aveva detto: “Trattare Trattare Trattare”. Quindi con  Eurogruppo e Commissione pro accordo, da discutere, comunque sembrava tutto risolto, o avviato alla risoluzione, eppure….. . Riprendiamo la lettera del giornalista:

 

“Ma Fontana, lo stesso 7 novembre, faceva pubblicare – con risalto e ampio spazio – un retroscena che iniziava con una incredibile smentita del pezzo della pagina precedente e degli altri due del Corriere già usciti sulla trattativa in corso perché le notizie non sarebbero esistite nell’Eurogruppo e nell’Ecofin (nonostante le conferme dei due presidenti).

Lo so, sembra incredibile. Ma leggete la foto 5: “Gli incontri dei ministri finanziari di questi giorni a Bruxelles hanno prodotto il risultato previsto e non ciò che, al contrario, NON E’ MAI NEPPURE STATO IN DISCUSSIONE. Non c’è stato nessun passo verso un compromesso fra la Commissione europea e l’Italia, né alcun vero negoziato. Al contrario, dall’Eurogruppo e dall’Ecofin è emerso solamente il sostegno di 18 Paesi dell’area euro e di tutti gli altri esterni alla moneta unica per la posizione della Commissione contro il bilancio del governo di Giuseppe Conte”.”

Incredibile, con un giornalista che gli scrive i fatti, pensiamo con fatica di raccogliere le informazioni dalle fonti dirette, il diretto pubblica una sorta di smentita del giornalista stesso. Perchè lo ha fatto, di quali fonti dirette disponeva ? Oppure ha fatto un proprio “Wishful thinking” facendo diventare la speranza di rottura una notizia. 

Caizzi giustamente chiama a rispondere il direttore Fontana, ma riteniamo che saranno gli stessi lettori, presi in giro, a chiamarlo a rapporto, semplicemente non comprando più il giornale. Del resto pare che il Corrierone sia sceso a 120 mila copie, cartacee e digitali, venute (per fare un paragone S.E. fa  tra i 15 ed i 20 mila singoli visitatori), per cui, a furia di compiacere i poteri forti, si va verso l’estinzione.

Comunque complimenti a Ivo Caizzi, che, per lo meno, sa ancora fare il suo lavoro.

 

 

 

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