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Per capire come finirebbe l’Italia seguendo le ricette austere dell’EU – ossia del PD – guardate al disastro dell’Illinois. E poi ringraziate che siano arrivati i gialloverdi…

Non voglio apparire come pasdaran gialloverde, ben inteso. Ma uno deve guardare l’alternativa. Credetemi che mi sono fatto sentire lamentandomi dell’enorme impreparazione del governo attuale, quasi da operetta (stanno buttando via un’occasione d’oro, ad esempio a forza di confermare/nominare nei vari ministeri tecnici  ed amministrativi figli della vecchia gestione politico post 2011 che ci ha portato in dote la perdurante crisi economica). Ma anche qui – purtroppo – bisogna guardare all’alternativa: meglio le ricette austere e pro-EUropa del PD o tanto vale provarci con l’espansione da pokerista dei gialloverdi capitanati da Savona?

Secondo chi scrive, senza dubbio la seconda opzione, tutta la vita. E per capire cosa succederebbe a seguire le ricette dei 4 governi pro-EU non eletti dal 2011 al 2018 è molto facile, basta guardare all’esempio dell’Illinois, che guarda caso era il feudo elettorale di Barack Hussein Obama, ossia il mentore di Renzi. Un paese che, seguendo le ricette obamiane, dati alla mano è quasi al collasso: criminalità alle stelle, debito enorme, e…. tasse altissime.

In giallo i paesi dove è stata abolita la pena di morte, da quando

Pensate che il debito dell’Illinois equivale a circa 50’000 dollari a persona (circa 50’800 per la precisione), mentre quello italiano è solo circa 10’000 dollari più basso. Ossia, il debito in entrambi i casi è molto elevato, più della Grecia ad esempio che dove il debito pro capite è 20% inferiore rispetto all’Italia. Dunque, esistono affinità nel debito tra Italia e Illinois.

In più nello Stato americano, dove le politiche obamiane e Dem hanno raggiunto il loro climax (i risultati sono tutti lì, a testimoniare il disastro,  ndr), esistono anche enormi “pension unfunded liabilities” o debiti (buco) pensionistici in relazione agli assets disponibili per pagarle, buco talmente rilevante  da elevare l’Illinois al terzo/quarto posto negli USA tra gli Stati USA con il deficit pensionistico maggiore (assieme al New Jersey ed al Ketucky / Connecticut in dipendenza dell’anno di riferimento) [nota: nella figura sotto solo circa il 35.6% – al 2016 – degli impegni pensionistici dell’Illinois erano coperti da assets, ndr].

Notasi: il dato dell’Illinois fa paura perchè non si tratta di un piccolo staterello USA ma di quello che ha come capitale Chicago!

Purtroppo tutti noi sappiamo che Matteo Renzi ha copiato le ricette di Obama anche in Italia, addirittura battezzando in inglese la sua riforma del lavoro, Job Act, mutuandola dall’esempio americano di Obama.  In entrambi i casi tristemente la disoccupazione statistica – altra cosa è verificare se il numero di occupati rispetto alla popolazione totale sia davvero salito, o se la partecipazione al lavoro sia salita fra i giovani, ndr  – è scesa solo grazie alla precarizzazione del lavoro (negli USA).

Che questo sia per il paese che l’ha applicata un passo avanti o indietro non sta a me dirlo, parleranno i risultati fra qualche anno.

Bene, andiamo a bomba: sapete come hanno risolto il problema dei buchi di bilancio, delle tasse, del debito in Illinois? Ovvio, con maggiori tasse. Forse qui – almeno all’inizio – l’Illinois ha copiato l’Italia di Monti, che poi ha battuto: mentre il professore della Bocconi incrementò l’IMU di più del doppio rispetto all’ICI (…), quest’anno lo Stato con capitale Chicago ha fatto molto meglio: ha aumentato la tassazione sugli immobili di oltre il 400%.

Nella pratica significa che, da una parte sono state ridotte le agevolazioni (l’equivalente della deroga sulla prima casa italiana, ndr) e dall’altra si è alzata la tassa equivalente all’IMU: ora in certe zone dell’Illinois si paga l’equivalente del 6% del valore commerciale dell’abitazione di tasse annue sugli immobili. LO spunto arriva da questo interessante articolo di zerohedge.com

[fare click sul LINK]

E’ come se in Italia un appartamento del valore di 100’000 euro in Italia dovesse pagare un’IMU pari a 6’000 euro all’anno, ossia 500 euro al mese.

Se ci pensate bene questo è precisamente quello che sosteneva la base del PD, togliere l’IMU sulla prima casa.

Guarda caso anche l’EU diceva lo stesso, togliere l’IMU sulla prima casa.

E lo diceva anche l’FMI, togliere l’IMU sulla prima casa. E magari contemporaneamente aumentarla.

Alla fine – applicando la ricetta di – Obama – sareste stati costretti a svendere il vostro immobile per poco o niente agli stranieri di turno che, ci scommetto, lo avrebbero usato per darlo in affitto ai loro anziani da far svernare nei giorni grigi prima della morte in un posto più caldo, più bello e più a basso costo delle fredde e desolate lande del nord. Che però macinano profitti grazie alle loro industrie. E anche grazie a quelle italiane che, colpa tasse troppo alte, sono state costrette a delocalizzare dall’Italia a oltre Gottardo. Magari a Casa di Juncker…

Un piano ben congegnato secondo chi scrive, non c’è che dire.

Dunque, se non vi piacciono i gialloverdi – e vi capisco – pensate a quale sarebbe l’alternativa: preferite un governo che vuole dire SI all’EUropa e vi tassa come l’Illinois, spigendovi verso la povertà piano piano? O preferite un governo che ci prova ad evitare di farvi diventare poveri, alla maniera di Paolo Savona, uno stimato tecnico conosciuto per le sue grandi capacità e conoscenze? Per restare in EU volete pagare – ad esempio – il 6% di IMU sulla casa, ossia oltre 3 volte tanto rispetto a quello che si paga ora? Ed anche sulla prima casa? L’EU si è già espressa: introdurre l’IMU anche sulla prima casa!!!

A voi la scelta. L’importante è che capiate a cosa state andando incontro.

MD


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