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Pensierini su “Manovra” e bancomat, per persone con e senza disabilità… (di Andrea Depalo)

 

Traggo spunto, per la riflessione di oggi, dal foglio informativo di un noto gruppo bancario:

Ad eccezione del servizio FASTpay, la carta si utilizza generalmente congiuntamente ad un codice segreto (P.I.N.,Personal Identification Number) che è strettamente personale, non deve essere rivelato a terzi, né essere riportato sulla Carta o conservato assieme ad essa. In taluni casi per le operazioni P.O.S. effettuate con carte MAESTRO, potrebbe essere richiesta la sottoscrizione dello scontrino rilasciato dal terminale del punto vendita, in luogo della digitazione del P.I.N.”

Tra i principali rischi, vanno tenuti presenti:

– variazione in senso sfavorevole delle condizioni economiche (commissioni e spese del servizio)

– utilizzo fraudolento da parte di terzi della Carta e del P.I.N., nel caso di smarrimento e sottrazione, con conseguente possibilità di utilizzo da parte di soggetti non legittimati.

Pertanto va osservata la massima attenzione nella custodia della Carta e del P.I.N, nonché la massima riservatezza nell’uso del medesimo P.I.N.; nei casi di smarrimento e sottrazione il cliente è tenuto a richiedere immediatamente il blocco della Carta, secondo le modalità contrattualmente previste.

– responsabilità per ogni conseguenza dannosa derivante dall’abuso o uso illecito della carta e del P.I.N.”

Prendo un ulteriore spunto dal seguente trafiletto sulla “Manovra”, letto su TGCom24:

Sconti per chi paga con carte e bancomat – Ma per i cittadini, che rischiano di pagare di più le sigarette o il pieno dell’automobile, o di vedersi ridotte le vincite su lotterie e scommesse, si prepara una piccola rivoluzione: anche la ricevuta del parrucchiere o dell’idraulico, o il conto del ristorante, si potranno scontare dalle tasse, se si opterà per il pagamento con carte e bancomat.”

Primo pensiero: Chi ha una disabilità grave e con le dita riesce a malapena a guidare una carrozzina elettrica, probabilmente non riesce a digitare in autonomia il P.I.N. del bancomat. Quindi? Infrange le disposizioni della banca, diventando responsabile per eventuali truffe, avendo dovuto per forza rivelare a terzi un P.I.N. che non può digitare?

Secondo pensiero: Una persona in sedia a rotelle, nel caso in cui il bancone del negozio sia troppo alto (e il POS non è senza fili), non potendo inserire la carta in autonomia (perché non arriva al lettore), darà il suo bancomat al commerciante perché lo inserisca al posto suo? E con il P.I.N. come farà? Come sopra?

Terzo pensiero, che vale anche per chi non è in sedia a rotelle: Ogni pagamento col bancomat è un movimento di conto corrente, e le mie condizioni prevedono un costo per singola operazione (ad esempio 0,75 euro a operazione). Quante operazioni farò al giorno con la carta bancomat? Quanto pagherò a fine anno di tenuta conto, sommando tutti i movimenti?

La sensibilità del nuovo governo giallo-rosso, nei confronti delle persone con disabilità e di chi una disabilità non ha, si vede dalle piccole cose…


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