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Patto di stabilità flessibile? Casomai la stabilità del bluff…

Patto di stabilità flessibile? Casomai la stabilità del bluff...

L’€uropa ci vuole regalare un’altra speranza, (in questo caso estiva da ombrellone) ovvero quella che l’inflessibile Merkel starebbe per cambiare verso, addirittura è stato lanciato anche un hashtag a tal proposito, #merkelcambiaverso.

In questa “flessibilità della stabilità” il paradosso c’è, visto che si tratta del patto di stabilità, ci troviamo quindi davanti un gioco di parole alla Ludwig Wittgenstein.
Comunque questa “flessibilità” potrà al massimo essere concessa solo a certe condizioni (sicuramente restrittive) sotto il nome delle solite “riforme strutturali” ossia ulteriori svalutazioni interne del lavoro, privatizzazioni e riduzione Stato sociale.
Pertanto cerco di mettere a fuoco alcuni punti fondamentali:

1) Francia, Spagna, Grecia, Portogallo, Irlanda, tutt’ora sforano i loro deficit di oltre il 3% del pil quindi ottima flessibilità, eppure Francia e Spagna sono in piena crisi, per non parlare della Grecia e degli altri Paese suddetti.

 

Nei casi di Francia e Spagna ad esempio, la flessibilità relativa al vincolo del deficit previsto dal patto di stabilità è stata ottenuta con molta elasticità. Ma i risultati non sono stati quelli che si speravano, i due Paesi anch’essi sono nella morsa della deflazione e disoccupazione.
2) Probabile che questa apparente apertura della cancelliera tedesca serva a calmare i governati europei che non vogliono l’elezione di Juncker (fantoccio della Merkel) alla commissione europea. Renzi di fatti ha chiesto anch’esso più flessibilità come contropartita alla nomina di Juncker.
Comunque, proviamo a credere alle condizioni poste dal premier italiano.
3) La Germania ha bisogno dell’Italia, unico Paese fedele di Berlino, visto gli esiti elettorali di Francia e Gran Bretagna (con l’avversione alla nomina di Juncker da parte di Londra e la minaccia di uscire dall’UE), per poter mantenere in piedi l’attuale assetto monetario volto agli interessi tedeschi. E quindi dare “concessioni” a Renzi risulterebbe un successo diplomatico, soprattutto ora con l’inizio a luglio inizia per l’Italia della carnevalata del semestre europeo.
4) Il possibile sforamento del limite deficit-pil 3% potrebbe servire anche per far rientrare i crediti tedeschi esposti in Italia. Non a caso la Spagna che è uno dei paesi più indebitati d’Europa ed il suo principale creditore è la Germania, ha sforato più del doppio il limite del deficit previsto dal patto di stabilità.
In questo caso, una politica espansiva per creare redditi da restituire  esclusivamente al creditore, si traduce con il detto: “non uccidere il proprio debitore”

target2-2014 debiti aggoirnato

Ma ricollegandomi al punto 1 allentare i vincoli di bilancio, per gli investimenti, come è stato ipotizzato da Berlino ma  smentito dal ministro delle finanze Schauble, non produrrebbe nessun beneficio per l’economia, visti i casi dei Paesi citati sempre al punto 1.
Inoltre attuare una politica espansiva in presenza di euro artificialmente rivalutato, si tradurrebbe per per le economie del Sud Europa, in maggiore importazioni, in un aumento dei prezzi interni con il risultato di ulteriore cali di export  e quindi perdita di competitività da compensare poi con ulteriori svalutazioni interne. Altrimenti si andrebbe in contro ad un Saldo estero e di bilancia pagamenti in negativo, dal momento che i principali partner anzi competitors commerciali sono i Paesi del nord europa in primis la Germania, che per i suoi fondamentali economici l’euro e’ una moneta svalutata.
In conclusione credo che la Merkel cambierà verso affinchè non si cambi in nessun verso…

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