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Operazione Absolute Resolve: le immagini satellitari svelano la precisione chirurgica del raid su Fuerte Tiuna
Analisi tecnica dell’operazione Absolute Resolve. Le immagini del “prima e dopo” mostrano come i caccia USA hanno smantellato la fortezza del dittatore con precisione chirurgica, risparmiando le aree civili ma cancellando le difese.

La nebbia di guerra, o fog of war come amano dire gli analisti d’oltreoceano, inizia a diradarsi sui cieli di Caracas. Mentre i dettagli politici della cattura del dittatore venezuelano Nicolas Maduro continuano a riempire le prime pagine, emergono ora i dettagli tecnici, quelli che piacciono a noi, sull’operazione statunitense battezzata “Absolute Resolve“. Grazie alle immagini satellitari fornite da Vantor e analizzate da esperti del settore difesa, possiamo finalmente dare uno sguardo oggettivo, quasi asettico, a ciò che è accaduto a terra. E quello che vediamo racconta una storia di precisione balistica e di intelligence puntuale, ben lontana dai bombardamenti a tappeto del secolo scorso.
Non sappiamo ancora con certezza matematica il punto esatto dell’esfiltrazione di Maduro e della moglie, ma gli indizi puntano tutti in una direzione precisa: il vasto complesso militare di Fuerte Tiuna, a Caracas. Non è un segreto che questa installazione fosse il vero centro di gravità del regime, una sorta di cittadella fortificata descritta dal Presidente Trump come “una casa che era più simile a una fortezza”. Le dichiarazioni del leader del partito di governo venezuelano, Nahum Fernández, confermano che la coppia presidenziale si trovava lì al momento della cattura. E le immagini satellitari confermano che è lì che la potenza di fuoco americana si è concentrata.
Fort Tiuna not looking so good https://t.co/qv5Sw2RcSX pic.twitter.com/K0Dil0YSqY
— SA Defensa (@SA_Defensa) January 3, 2026
L’arsenale nei cieli: non solo droni
Prima di scendere nel dettaglio dei danni a terra, diamo un’occhiata a cosa ha volato sopra le teste dei venezuelani. Il Pentagono non ha badato a spese, schierando una “Full House” di asset aerei che farebbe invidia a qualsiasi forza aerea globale. La lista confermata degli asset coinvolti include:
- F-22 Raptor e F-35 Lightning II: La punta di lancia stealth per garantire la superiorità aerea e sopprimere le difese senza essere visti.
- F/A-18 Super Hornet ed EA-18G Growler: I cavalli da lavoro della Marina, con i Growler essenziali per la guerra elettronica e l’accecamento dei radar nemici.
- Bombardieri B-1 Lancer: Capacità di carico pesante per colpire infrastrutture rinforzate.
- Droni: Numerosi sistemi unmanned per sorveglianza e attacco di precisione.
A terra, o meglio, a pochi metri da essa, hanno operato gli elicotteri del 160th Special Operations Aviation Regiment (SOAR), i leggendari “Night Stalkers”. Sembra confermato che almeno un MH-60, e probabilmente altri rotori, abbiano toccato il suolo nei pressi di Fuerte Tiuna per prelevare il “pacco”.
Sull’alatro lato della collina della base vi è un’area che si ritiene sia stata la residenza di Maduro con tanto di rifugi sotterranei
Well it seems like the suspected entrance of the UGF at Fuerte Tiuna military base was destroyed by U.S. forces.
It’s unclear if was done before or prior to the raid.
10.4398701, -66.9063259@GeoConfirmed https://t.co/lN9c6aXgpj pic.twitter.com/zoexMaaI3k
— COUPSURE (@COUPSURE) January 3, 2026
Analisi dei danni: Fuerte Tiuna sotto la lente
Fuerte Tiuna non è una caserma qualunque. È un complesso che si appoggia alle montagne, dotato di bunker e tunnel scavati nella roccia, un vero incubo per qualsiasi pianificatore militare. Tuttavia, le immagini del “dopo” (datate 3 gennaio 2026) messe a confronto con quelle del “prima” (22 dicembre 2025) mostrano una distruzione mirata, quasi geometrica.
Il settore nord e i veicoli blindati Nella parte superiore del complesso, l’attacco statunitense ha cancellato tre lunghi edifici che facevano parte di un gruppo originario di sei. Non si tratta di danni casuali. La struttura è collassata su se stessa. Nelle vicinanze, si notano i resti di quelli che sembrano essere veicoli da combattimento Dragoon 300 (una versione più grande del V-150 Commando, di fabbricazione statunitense ma in uso all’esercito venezuelano).
Damaged Venezuelan Dragoon 300 APC at Fort Tiuna following US airstrikes, January 3, 2026.
Note that the vehicle has been modified into similar configuration to Cadillac Gage V-100 Commandos.
2026 United States strikes in Venezuela pic.twitter.com/ThfPnqdC5m
— Buschlaid (@BuschModelar) January 3, 2026
L’intera componente blindata del battaglione di cavalleria Ayala sembra essere stata distrutta nell’attacco:
The 312th “Ayala” Armored Cavalry Battalion of the Venezuelan Army appears to have had all of its equipment and most of its armored vehicles entirely destroyed in last night’s strike operation by the United States, which heavily targeting the Fuerte Tiuna Military Complex in the… pic.twitter.com/VXmVHRK4ha
— OSINTdefender (@sentdefender) January 3, 2026
L’aspetto più interessante per l’analista tecnico è l’assenza di enormi crateri nel terreno circostante. Questo suggerisce l’uso di submunizioni o testate di precisione a basso danno collaterale, progettate per distruggere l’equipaggiamento e le strutture leggere senza devastare l’intera area geografica.
L’area logistica e i container Un’altra sezione, precedentemente occupata da camion militari verdi, semirimorchi dall’aspetto civile e container da carico, è stata spazzata via. Le immagini post-raid mostrano una devastazione coerente con un attacco aereo: i veicoli sono distrutti, le strutture di supporto annientate, ma ancora una volta, la precisione è il fattore dominante.

Il settore “Foresta” e la difesa aerea Spostandoci verso l’area parzialmente circondata dalla foresta, le immagini del 22 dicembre mostravano due edifici di stoccaggio dai tetti rossi. Uno di questi, più corto, rivelava la presenza di lunghi camion, molto probabilmente associati a sistemi di difesa aerea mobile. Sappiamo che la neutralizzazione della contraerea era una priorità assoluta per permettere l’ingresso sicuro degli elicotteri del SOAR. Ebbene, l’immagine del 3 gennaio non lascia spazio a dubbi: i due edifici rossi e il loro contenuto sono stati completamente obliterati. Non esiste più nulla, se non detriti.

I gate di sicurezza e l’ingresso sotterraneo Forse l’elemento più intrigante riguarda gli edifici di sicurezza posti su una curva della strada, immersi nella vegetazione. Si sospetta che questi non fossero semplici garitte, ma un ulteriore ingresso verso un’area sotterranea o un bunker protetto. Le forze USA li hanno presi di mira specificamente. L’immagine post-attacco mostra che questi checkpoint sono stati polverizzati. Se quella era la porta di servizio per il bunker di Maduro, gli Stati Uniti hanno bussato molto forte.

Palacio Miraflores: il simbolo colpito
Sebbene Fuerte Tiuna sia il candidato principale per la cattura, anche il Palacio Miraflores, la sede ufficiale della presidenza nel comune di Libertador, non è stato risparmiato. Le immagini del 1° gennaio mostrano danni alla struttura. È probabile che Maduro non fosse “a casa” nel palazzo presidenziale, preferendo la sicurezza (teorica) della fortezza militare, ma colpire Miraflores ha avuto un duplice scopo: tattico, per impedire il coordinamento, e psicologico, per segnalare che nessun luogo era sicuro.
Conclusioni
Ciò che emerge da queste immagini non è solo la cronaca di un’operazione di polizia, ma la dimostrazione di una capacità militare che integra dominio aereo, intelligence satellitare e operazioni speciali in un unico pacchetto letale. L’operazione Absolute Resolve è stata complessa, combattuta su più domini e pianificata meticolosamente. Mentre attendiamo ulteriori dettagli su come esattamente Maduro sia stato prelevato, una cosa è chiara: quando la tecnologia militare più avanzata del mondo decide di concentrarsi su un punto specifico della mappa, i muri di cemento e i tunnel scavati nella montagna offrono ben poca protezione.
In questa situazione inoltre sembra che le componenti di difesa aerea e corazzate dell’esercito venezuelano abbiano ricevuto un duro colpo che non sarà facile compensare nel breve termine, anche per le difficoltà economiche e logistiche.
Domande e risposte
Perché gli USA hanno colpito pesantemente Fuerte Tiuna invece del Palazzo Miraflores?
Fuerte Tiuna non è solo una base, ma il vero centro nevralgico militare del Venezuela, dotato di bunker e tunnel dove era molto più probabile si rifugiasse la leadership durante una crisi. Colpire lì significava decapitare la capacità di comando e controllo e neutralizzare la guardia pretoriana di Maduro. Miraflores ha un valore più simbolico e politico, mentre Fuerte Tiuna rappresentava la minaccia fisica e operativa per le forze statunitensi in arrivo.
Che tipo di armi sono state utilizzate, vista l’assenza di grandi crateri?
L’assenza di crateri profondi suggerisce l’uso massiccio di munizionamento di precisione guidato (PGM) e probabilmente di bombe a basso potenziale collaterale o submunizioni specifiche per distruggere veicoli e strutture leggere senza causare danni sismici alle aree circostanti. Questo approccio è tipico quando si vuole preservare l’infrastruttura civile vicina o quando l’obiettivo è “soft” (veicoli, radar, personale) piuttosto che bunker profondi, che richiederebbero penetratori più pesanti.
Qual è stato il ruolo degli aerei stealth come F-22 e F-35 in un contesto di superiorità aerea totale?
Anche se l’aviazione venezuelana non poteva competere numericamente, il Venezuela possedeva sistemi di difesa aerea di origine russa (come gli S-300) potenzialmente letali. Gli F-22 e F-35 hanno avuto il compito fondamentale di “aprire la porta”, individuando e distruggendo questi radar e batterie missilistiche (i famosi edifici dai tetti rossi) senza essere rilevati, permettendo così agli aerei meno stealth (come i B-1 e gli elicotteri) di operare in sicurezza.









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