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Operazione Absolute Resolve: le immagini satellitari svelano la precisione chirurgica del raid su Fuerte Tiuna

Analisi tecnica dell’operazione Absolute Resolve. Le immagini del “prima e dopo” mostrano come i caccia USA hanno smantellato la fortezza del dittatore con precisione chirurgica, risparmiando le aree civili ma cancellando le difese.

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La nebbia di guerra, o fog of war come amano dire gli analisti d’oltreoceano, inizia a diradarsi sui cieli di Caracas. Mentre i dettagli politici della cattura del dittatore venezuelano Nicolas Maduro continuano a riempire le prime pagine, emergono ora i dettagli tecnici, quelli che piacciono a noi, sull’operazione statunitense battezzata “Absolute Resolve“. Grazie alle immagini satellitari fornite da Vantor e analizzate da esperti del settore difesa, possiamo finalmente dare uno sguardo oggettivo, quasi asettico, a ciò che è accaduto a terra. E quello che vediamo racconta una storia di precisione balistica e di intelligence puntuale, ben lontana dai bombardamenti a tappeto del secolo scorso.

Non sappiamo ancora con certezza matematica il punto esatto dell’esfiltrazione di Maduro e della moglie, ma gli indizi puntano tutti in una direzione precisa: il vasto complesso militare di Fuerte Tiuna, a Caracas. Non è un segreto che questa installazione fosse il vero centro di gravità del regime, una sorta di cittadella fortificata descritta dal Presidente Trump come “una casa che era più simile a una fortezza”. Le dichiarazioni del leader del partito di governo venezuelano, Nahum Fernández, confermano che la coppia presidenziale si trovava lì al momento della cattura. E le immagini satellitari confermano che è lì che la potenza di fuoco americana si è concentrata.

L’arsenale nei cieli: non solo droni

Prima di scendere nel dettaglio dei danni a terra, diamo un’occhiata a cosa ha volato sopra le teste dei venezuelani. Il Pentagono non ha badato a spese, schierando una “Full House” di asset aerei che farebbe invidia a qualsiasi forza aerea globale. La lista confermata degli asset coinvolti include:

  • F-22 Raptor e F-35 Lightning II: La punta di lancia stealth per garantire la superiorità aerea e sopprimere le difese senza essere visti.
  • F/A-18 Super Hornet ed EA-18G Growler: I cavalli da lavoro della Marina, con i Growler essenziali per la guerra elettronica e l’accecamento dei radar nemici.
  • Bombardieri B-1 Lancer: Capacità di carico pesante per colpire infrastrutture rinforzate.
  • Droni: Numerosi sistemi unmanned per sorveglianza e attacco di precisione.

A terra, o meglio, a pochi metri da essa, hanno operato gli elicotteri del 160th Special Operations Aviation Regiment (SOAR), i leggendari “Night Stalkers”. Sembra confermato che almeno un MH-60, e probabilmente altri rotori, abbiano toccato il suolo nei pressi di Fuerte Tiuna per prelevare il “pacco”.

Fote Tiuna, google Earth

Sull’alatro lato della collina della base vi è un’area che si ritiene sia stata la residenza di Maduro con tanto di rifugi sotterranei

Dove si rientene che fosse la residenza di Maduro

Analisi dei danni: Fuerte Tiuna sotto la lente

Fuerte Tiuna non è una caserma qualunque. È un complesso che si appoggia alle montagne, dotato di bunker e tunnel scavati nella roccia, un vero incubo per qualsiasi pianificatore militare. Tuttavia, le immagini del “dopo” (datate 3 gennaio 2026) messe a confronto con quelle del “prima” (22 dicembre 2025) mostrano una distruzione mirata, quasi geometrica.

Il settore nord e i veicoli blindati Nella parte superiore del complesso, l’attacco statunitense ha cancellato tre lunghi edifici che facevano parte di un gruppo originario di sei. Non si tratta di danni casuali. La struttura è collassata su se stessa. Nelle vicinanze, si notano i resti di quelli che sembrano essere veicoli da combattimento Dragoon 300 (una versione più grande del V-150 Commando, di fabbricazione statunitense ma in uso all’esercito venezuelano).

L’intera componente blindata del battaglione di cavalleria Ayala sembra essere stata distrutta nell’attacco:

L’aspetto più interessante per l’analista tecnico è l’assenza di enormi crateri nel terreno circostante. Questo suggerisce l’uso di submunizioni o testate di precisione a basso danno collaterale, progettate per distruggere l’equipaggiamento e le strutture leggere senza devastare l’intera area geografica.

L’area logistica e i container Un’altra sezione, precedentemente occupata da camion militari verdi, semirimorchi dall’aspetto civile e container da carico, è stata spazzata via. Le immagini post-raid mostrano una devastazione coerente con un attacco aereo: i veicoli sono distrutti, le strutture di supporto annientate, ma ancora una volta, la precisione è il fattore dominante.

A destra vedete n'area di hangar completamente distrutta dall'attacco americano

Il settore “Foresta” e la difesa aerea Spostandoci verso l’area parzialmente circondata dalla foresta, le immagini del 22 dicembre mostravano due edifici di stoccaggio dai tetti rossi. Uno di questi, più corto, rivelava la presenza di lunghi camion, molto probabilmente associati a sistemi di difesa aerea mobile. Sappiamo che la neutralizzazione della contraerea era una priorità assoluta per permettere l’ingresso sicuro degli elicotteri del SOAR. Ebbene, l’immagine del 3 gennaio non lascia spazio a dubbi: i due edifici rossi e il loro contenuto sono stati completamente obliterati. Non esiste più nulla, se non detriti.

A sinistra verso l'alto l'area grigia, obliterata, era occupata da grandi magazzini per la difesa aerea

I gate di sicurezza e l’ingresso sotterraneo Forse l’elemento più intrigante riguarda gli edifici di sicurezza posti su una curva della strada, immersi nella vegetazione. Si sospetta che questi non fossero semplici garitte, ma un ulteriore ingresso verso un’area sotterranea o un bunker protetto. Le forze USA li hanno presi di mira specificamente. L’immagine post-attacco mostra che questi checkpoint sono stati polverizzati. Se quella era la porta di servizio per il bunker di Maduro, gli Stati Uniti hanno bussato molto forte.

L'entrata del bunker sotterraneo distrutta

Palacio Miraflores: il simbolo colpito

Sebbene Fuerte Tiuna sia il candidato principale per la cattura, anche il Palacio Miraflores, la sede ufficiale della presidenza nel comune di Libertador, non è stato risparmiato. Le immagini del 1° gennaio mostrano danni alla struttura. È probabile che Maduro non fosse “a casa” nel palazzo presidenziale, preferendo la sicurezza (teorica) della fortezza militare, ma colpire Miraflores ha avuto un duplice scopo: tattico, per impedire il coordinamento, e psicologico, per segnalare che nessun luogo era sicuro.

Conclusioni

Ciò che emerge da queste immagini non è solo la cronaca di un’operazione di polizia, ma la dimostrazione di una capacità militare che integra dominio aereo, intelligence satellitare e operazioni speciali in un unico pacchetto letale. L’operazione Absolute Resolve è stata complessa, combattuta su più domini e pianificata meticolosamente. Mentre attendiamo ulteriori dettagli su come esattamente Maduro sia stato prelevato, una cosa è chiara: quando la tecnologia militare più avanzata del mondo decide di concentrarsi su un punto specifico della mappa, i muri di cemento e i tunnel scavati nella montagna offrono ben poca protezione.

In questa situazione inoltre sembra che le componenti di difesa aerea e corazzate dell’esercito venezuelano abbiano ricevuto un duro colpo che non sarà facile compensare nel breve termine, anche per le difficoltà economiche e logistiche.


Domande e risposte

Perché gli USA hanno colpito pesantemente Fuerte Tiuna invece del Palazzo Miraflores?

Fuerte Tiuna non è solo una base, ma il vero centro nevralgico militare del Venezuela, dotato di bunker e tunnel dove era molto più probabile si rifugiasse la leadership durante una crisi. Colpire lì significava decapitare la capacità di comando e controllo e neutralizzare la guardia pretoriana di Maduro. Miraflores ha un valore più simbolico e politico, mentre Fuerte Tiuna rappresentava la minaccia fisica e operativa per le forze statunitensi in arrivo.

Che tipo di armi sono state utilizzate, vista l’assenza di grandi crateri?

L’assenza di crateri profondi suggerisce l’uso massiccio di munizionamento di precisione guidato (PGM) e probabilmente di bombe a basso potenziale collaterale o submunizioni specifiche per distruggere veicoli e strutture leggere senza causare danni sismici alle aree circostanti. Questo approccio è tipico quando si vuole preservare l’infrastruttura civile vicina o quando l’obiettivo è “soft” (veicoli, radar, personale) piuttosto che bunker profondi, che richiederebbero penetratori più pesanti.

Qual è stato il ruolo degli aerei stealth come F-22 e F-35 in un contesto di superiorità aerea totale?

Anche se l’aviazione venezuelana non poteva competere numericamente, il Venezuela possedeva sistemi di difesa aerea di origine russa (come gli S-300) potenzialmente letali. Gli F-22 e F-35 hanno avuto il compito fondamentale di “aprire la porta”, individuando e distruggendo questi radar e batterie missilistiche (i famosi edifici dai tetti rossi) senza essere rilevati, permettendo così agli aerei meno stealth (come i B-1 e gli elicotteri) di operare in sicurezza.

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