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Cosa G. Napolitano non ci ha detto nel discorso di fine anno: tutti gli italiani dovrebbero gioire per la sconfitta tedesca nell’ultima guerra mondiale (scatenata dalla stessa Germania)

E’ bene che tutti comprendano che la scelta di approvare senza remore le politiche di austerità euro imposte, benedette dal nostro amato Presidente della Repubblica, comporterà per i decenni a venire una tassazione interna talmente elevata da annullare ogni possibilità di crescita futura, ogni attività economica è destinata ad essere fortemente ridimensionata se non annullata così come la speranza di creare l’occupazione tanto necessaria per pagare i costi dello stato sociale (leggasi, pensioni e sanità). Oggi l’Italia è in decrescita, non crescita negativa, semplicemente decrescita. Ossia le poche risorse teoricamente disponibili per fare sviluppo vanno a ripagare il rigore europeo, tasse folli per ripagare OGGI il debito statale contratto in decenni passati e soprattutto in lire, pur trovandosi in un periodo di gravissima crisi epocale.

Bene, che sia chiaro: quanto vediamo accadere oggi con le politiche austere di matrice tedesca non è quanto fu previsto nel Trattato di Roma, quello dell’Europa democratica e solidale. Or dunque, qualcuno lo fa apposta a dire che con l’austerità si esce dalla crisi mentre invece l’intenzione è quella di farci affondare, anche grazie al controllo – detenendolo – del debito estero, incassando lauti interessi pagati tramite le tasse dei cittadini greci, italiani, portoghesi, spagnoli.… L’esempio della Grecia è devastante, il debito ellenico è detenuto soprattutto dalla Germania e dunque i greci pagano interessi anche dieci volte superiori a quello dell’omologo debito tedesco andando di fatto a contribuire al sostentamento dell’economia germanica.

Il movente? Appunto, ottenere risorse lato tedesco anche per pagare le pensioni dei futuri vecchietti tedeschi, nessuno ci ha ancora detto che i minijobs germanici di oggi è vero che abbassano la disoccupazione a breve termine ma parallelamente creano pensionati nullatenenti o quasi dopodomani. E questo non lo dico io, ma Fratscher, il capo dell’importantissimo Think Tank tedesco DIW. Qualcuno dovrà trovare le risorse per mantenere i vecchietti futuri a nord del Gottardo. Che sia chiaro, l’obiettivo non è la Grecia, troppo piccola e povera….

Per l’Italia c’è l’aggravante: vista dal lato tedesco il Belpaese è anche il loro maggior competitor industriale oltre ad essere un paese ricco di risparmi e di risorse industriali. Dunque è essenziale addomesticarlo alle altrui esigenze, leggasi anche trasformarlo in un paese che NON competa con le mercanzie teutoniche della manifattura: in breve, far diventar l’Italia un paese di consumatori non risparmianti, bacino di manodopera a basso costo. Questo piano fa esattamente scopa con la necessità di preservare le industrie germaniche e quindi l’occupazione tedesca durante la peggiore crisi dal 1900: eh si, questa crisi è ben peggiore di quella del ’29, 85 anni fa le nazioni non erano indebitate e quindi le teorie keynesiane funzionavano e soprattutto erano applicabili, oggi semplicemente non lo sono.

Appunto, Trattato di Roma alla mano oggi la Germania con la sua cinica protervia è – volontariamente – in netta contraddizione con  i principi dell’Europa libera, democratica e solidale che i padri fondatori della Comunità Europea avevano sognato, non c’è altro da aggiungere. La Germania sta cercando di sopravvivere alla crisi, per altro arricchendosi, alle spalle degli altri paesi dell’eurozona ai tempi turlupinati con la promessa di una moneta unica solidale. Pensate che dal 1 dicembre scorso la borsa tedesca dell’elettricità EEX ha lanciato in Germania il mercato a termine (futures) sul power consegnato in Grecia: ma secondo voi che logica c’è in un momento tanto caldo e critico per le sorti del paese ellenico nel gestire un mercato finanziario su prodotti fisici greci da Francoforte? Secondo voi quale è lo scopo se non controllare i prezzi energetici e quindi l’economia di un paese per altro non connesso e tanto lontano dalla Germania?
Il comportamento tedesco, l’euro, il controllo dei mercati sono tutti parte di una grande partita geopolitica continentale che i tedeschi pensano di aver compreso come vincere grazie agli insegnamenti del vero dominus mondiale, gli USA. Oggi la Germania vuole il controllo del continente europeo. Peccato che i pronipoti di Goethe non abbiano ancora compreso che per poterlo fare gli americani hanno vinto la guerra mondiale sul campo e che soprattutto per succedere nell’intento non bisogna necessitare della miseria dei paesi vicinali, basta che siano allineati agli indirizzi strategici.
Il parallelismo con quanto sta accadendo con la Germania nell’EU di oggi è straziante, il maggiore partner europeo di fatto necessita dell’impoverimento dei vicini per prosperare! Che il Supremo sia ringraziato per aver evitato una vittoria tedesca nell’ultima guerra mondiale, a questo punto saremmo tutti schiavi, camerieri ed operai dei tedeschi paffuti e comandanti… La crescita post guerra da cui derivano i risparmi e la struttura industriale del nostro Paese – ossia dei fattori economici nazionali a cui i tedeschi sono oggi tanto interessati – certamente non l’avremmo vista; il tanto lontano zio d’America, non avendo bisogno della nostra relativa miseria, permise all’Italia di prosperare…

 

Io spero che i popoli europei grazie al sacrificio della democrazia in Grecia là da venire – temo avvenga nei prossimi mesi, purtroppo – capiscano il grande gioco a cui tutti senza ben comprenderlo partecipiamo. Da italiani, ben inteso, dovendoci perdere.

Buon inizio d’anno

Mitt Dolcino

 

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