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METODO MONTI ANCHE PER LA GRECIA? (di P. Becchi e A.M. Rinaldi)

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A poche ore dall’annuncio di Tsipras di indire un referendum per chiedere direttamente al suo popolo se accettare o meno le richieste delle Istituzioni europee per la concessione di aiuti finanziari, già sono stati versati fiumi d’inchiostro da ambo gli schieramenti che condannano o approvano il gesto del giovane leader greco. Non si tratta ora di valutare le implicazioni economiche che deriveranno dall’esito della consultazione popolare, ma di ribadire un concetto molto semplice che da troppo tempo però sembra essere trascurato dalle Istituzioni europee, dai governanti dei paesi dell’eurozona e dalle coscienze di tutti i cittadini europei. In ballo c’è la democrazia!

Per la prima volta infatti si cede la parola ai cittadini per decidere del proprio destino e non più alle oligarchie non elette che fino ad ora hanno completamente ignorato le esigenze dei popoli. Una grandissima lezione di democrazia, che in un solo istante riporta l’uomo, il cittadino, al centro della vita politica, scalzando i poteri che invece hanno considerato fino ad ora le lobby finanziarie e industriali le sole titolate a prendere le decisioni in Europa. Un piccolo, ma grandissimo Paese, che riesce ancora a dare una lezione magistrale a chi credeva di aver potuto mettere le regole e i vincoli macroeconomici sanciti nei Trattati al di sopra di ogni cosa. Dopo tremila anni si ripete la storia di Davide e Golia, tanto per ribadire che non è la legge del più forte a prevalere, ma la ragione di chi rispetta il mandato popolare e di fronte ad una decisione importante non teme di chiamare il popolo ad esprimersi.

Aspettiamoci comunque una settimana di passione perché i poteri forti fra Bruxelles, Berlino e Francoforte già hanno attivato una campagna mediatica di terrore nei confronti del popolo greco per condizionarlo nella scelta di voto di domenica prossima 5 luglio. Non è escluso che addirittura tenteranno di rovesciare il governo democraticamente eletto con metodi consolidati sin dai tempi di Monti in Italia, pur di non ammettere il loro fallimento di fronte all’esercizio della democrazia. La sostenibilità dell’euro, essendo incompatibile con il rispetto dei dettami previsti dalla Carte Costituzionali dei paesi membri e dalle regole poste a fondamento della democrazia, necessita di questi mezzi antidemocratici per poter sopravvivere.

Ma questa volta la Troika non ha fatto bene i conti proprio con il paese in cui è nata la democrazia e il fiero e orgoglioso popolo greco saprà dare la risposta che riterrà più adeguata per il proprio futuro e non certo quella proposta nell’esclusivo interesse dei creditori.

E’ quanto mai incredibile poi che Francia, Spagna e Italia, per certi versi con una situazione economica molto più compromessa di quella greca non per altro per i numeri in gioco, siano invece completamente allineati e appiattiti alle posizioni della Troika nel chiedere la capitolazione di Atene! Una ulteriore occasione persa da classi politiche completamente sottomesse alla dittatura europea che avrebbero potuto invece “sfruttare” il caso Grecia per potersi ribellare finalmente e riprendersi i destini dei propri paesi.

Comunque andrà a finire siamo grati alla Grecia per averci ricordato che la democrazia è l’unica e ultima speranza che un popolo ha a disposizione per garantirsi la sopravvivenza e dignità anche contro i più terribili e forti nemici.

 

Paolo Becchi e Antonio M. Rinaldi

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